Una meridiana a Salve (LE) – parte IV

31 marzo 2008 - 00:10 | In Gnomonica | 3 Commenti

bussola-solare.jpgAdesso che ho una piattaforma perfettamente liscia e livellata posso finalmente cimentarmi nell’esatta determinazione dei punti cardinali principali.

Infatti per installare correttamente la meridiana è assolutamente imprescindibile la conoscenza del meridiano passante per il luogo ospite e dei punti cardinali.

Ovviamente è assolutamente da evitare l’utilizzo di qualsiasi bussola. In effetti tale strumento, per quanto possa essere preciso ed affidabile, comunque indicherà soltanto la direzione del nord magnetico, che ben si discosta dal nord geografico (che interessa a noi).

Inoltre la direzione del nord magnetico varia a seconda della località terrestre in cui ci si trova e, anche all’interno della stessa località, la direzione del nord cambia nel tempo.

Quindi, affidarsi ad una bussola per determinare la direzione dei punti cardinali per il nostro lavoro, equivarrebbe a condannare la meridiana ad un sicuro fallimento della sua funzione.

Un buon candidato allo scopo potrebbe essere rappresentato dalla Stella Polare, che dista soltanto mezzo grado dal polo nord celeste, ma preferisco non utilizzare questo metodo per due ragioni, prima di tutto non tollero l’errore di mezzo grado, che potrebbe comunque essere ridotto rilevando la posizione della polare in alcuni precisi istanti della notte, in secondo luogo, l’inquinamento luminoso sul sito ospite è così elevato che è assolutamente impossibile individuare la posizione della polare.

Ho deciso quindi di costruire una “bussola solare”, si tratta di uno strumento che mi permette di trovare le direzioni esatte dei punti cardinali con l’aiuto del sole. Una volta progettata la bussola sulla base delle coordinate del sito ospite, l’ho stampata su carta e posizionata sulla piattaforma. Adesso è sufficiente, una volta piazzato lo gnomone, ruotare tutto quanto il foglio sino a quando l’ombra dello gnomone cadrà esattamente sulla linea oraria che indica l’ora solare nell’istante del rilievo.

Praticamente si tratta di una sorta di meridiana utilizzata al contrario, cioè anzicchè indicarci l’ora una volta installata secondo i punti cardinali del luogo, la si ruota sino ad impostare l’ora esatta e ci fornisce quindi la direzione dei punti cardinali stessi.

La giornata oggi è stata soleggiata, ma la presenza di fastidiose folate di vento ha disturbato un poco l’accuratezza del lavoro (come vedete ho dovuto arrangiarmi con pietre trovate nei dintorni, per tenere fermo il foglio). Mi riprometto tuttavia di rieseguire il rilievo in una giornata più calma.

Inoltre, la prossima volta utilizzerò anche un altro sistema per l’individuazione dei punti cardinali: quello dei Cerchi Indù. Dopodicchè provvederò ad un confronto tra i due sistemi.

Ovviamente vi terrò informati.

A presto!

Vito Lecci

P.S.: Potete vedere il lavoro ultimato QUI.

Adesso è il turno dell’ATV

30 marzo 2008 - 03:44 | In Astronautica, Video | Commenti disabilitati

atv-demo-day.jpgEra rimasto in orbita di parcheggio, a 2000 km di distanza dalla ISS, l’ATV Jules Verne, in attesa del termine della missione STS-123.

Regole molto ferree infatti proibiscono qualsiasi altra manovra se una navetta è agganciata alla ISS. Però, ora che lo Shuttle Endeavour è rientrato, può iniziare la fase di approccio dell’ATV verso la Stazione Spaziale.

Tuttavia prima di attraccare alla ISS il Jules Verne dovrà dimostrare di essere in grado di disimpegnarsi ed allontanarsi dalla stazione, per evitare quindi una collisione nel caso qualcosa non dovesse andare come previsto.

Il primo “demo-day” è stato eseguito ieri, 29 marzo, con esito decisamente positivo, la manovra di disimpegno è stata eseguita con l’ATV a 3,5 km dietro la ISS.

Il prossimo “demo-day” è previsto per domani, 31 marzo. Questa volta l’ATV si porterà a soli 12 metri dalla stazione, se tutto procederà come previsto verrà autorizzato l’attracco vero e proprio che è programmato per il 3 aprile alle 16:38 (ora italiana).

Vi ricordo che, partito lo scorso 9 marzo dalla base di Kourou, nella Guiana Francese, compito dell’ATV sarà quello di portare a bordo della ISS circa 1 tonnellata di rifornimenti per l’equipaggio della stazione, 750 Kg di propellente, 260 kg di acqua, 20 kg di ossigeno, pezzi di ricambio e varie altre cose…

Un altro importante compito dell’ATV sarà anche quello di trasformarsi in un razzo che darà una “spinta” alla ISS per riportarla ad una quota più alta, in questo modo sarà recuperata la perdita di quota dovuta all’attrito della stazione spaziale con le residue molecole di ossigeno sopra gli strati più alti dell’atmosfera terrestre.

Una volta terminato il trasbordo del materiale, sull’ATV verrà caricata la spazzatura prodotta sulla Stazione Spaziale, quindi il Jules Verne si sgancerà dalla ISS e verrà deorbitato. Si disintegrerà completamente nel rientro in atmosfera, previsto sopra l’Oceano Pacifico.

Vi propongo un simpatico filmato, prodotto dall’ESA, che illustra tutte le fasi di vita dell’ATV, dal lancio all’attracco alla ISS al deorbiting.

Vito Lecci



Nuove da Enceladus

29 marzo 2008 - 00:10 | In Astrofisica | Commenti disabilitati

tiger-stripes.jpgContinuano ad sorprendere i dati rilevati dalla sonda Cassini in occasione del suo ultimo flyby con la luna di Saturno Enceladus, dello scorso 12 marzo.

I ricercatori sono sorpresi di come una luna così piccola sia anche tanto attiva, calda e ricca di vapore acqueo e sostanze organiche, la cui chimica è molto simile a quella presente nelle comete.
Con la differenza sostanziale che le comete emettono la loro chioma, e quindi la coda, per cause esterne, dovute al calore del sole. Enceladus invece emette sostanze organiche da una sua propria attività, dovuta al proprio calore interno.

Infatti da una mappatura del polo sud, fatta con lo spettrometro infrarosso, a bordo della sonda, si può notare quella che i ricercatori hanno chiamato “Tiger Stripes”, delle gigantesche fessure calde, lunghe circa 150 km, la cui temperatura si aggira intorno ai 93°C. Ed è proprio in corrispondeza di queste fessure che si trovano diversi geyser (i riferimenti gialli sull’immagine).

Inoltre la presenza di queste alte temperature aumenterebbe la probabilità dell’esistenza di acqua allo stato liquido al di sotto della superficie di Enceladus. Quest’eventualità, unita alla sicura presenza di sostanze organiche, potrebbe rappresentare un mix interessante agli occhi degli esobiologi… e non solo.

Vito Lecci

Precursori della vita nelle regioni interstellari

28 marzo 2008 - 01:42 | In Astrofisica | 2 Commenti

radiotelescopi.jpgSi chiama “Large Molecule Heimat”, è una calda e densa nube di gas nel centro della Via Lattea, la nostra galassia, in direzione della costellazione del Sagittario.

E’ qui che i ricercatori tedeschi del Max Planck Institute per la Radioastronomia di Bonn, hanno individuato per la prima volta i precursori della vita, con l’utilizzo di un radiotelescopio situato in Spagna e due interferometri in Francia e Australia.

La nube si trova all’interno di una incubatrice di stelle già nota agli astronomi, definita “Nube di zucchero”, per il suo alto contenuto di aldeide glicolica, ma anche di alcool etilico, formaldeide, acido formico, acido acetico e glicol etilenico.

Oggi però la scoperta, in questa nube, di molecole molto simili agli aminoacidi, che costituiscono le proteine, ritenute queste ultime uno dei primi passi per la formazione della vita, ha gettato nuova luce nella comprensione della chimica delle regioni interstellari.

L’interessante scoperta sarà presto pubblicata sulla rivista Astronomy and Astrophysics.

Vito Lecci

Facciamo chiarezza…

27 marzo 2008 - 03:41 | In Astrobufale | 3 Commenti

A proposito di bufale,
in un mio precedente post scrivevo di una trasmissione televisiva in cui, per l’n-ma volta, si metteva in dubbio l’autenticità dello sbarco umano sulla Luna, adducendo argomentazioni che definire sgangherate sarebbe già un gran complimento.

In quell’occasione mi sono riproposto di scrivere a riguardo un intero e corposo articolo che facesse un pò di chiarezza sulla vicenda.

Tuttavia oggi sono stato contattato da alcuni simpaticissimi e valenti amici di www.forumastronautico.it , che si sono presi la briga di esaminare ogni singola frase scellerata di quella trasmissione, mettendo oltremodo in evidenza la sfilza di castronerie che i cospirazionisti amano tanto.

Mi sento assolutamente onorato di segnalarvi il link di questo stupendo lavoro:

http://www.forumastronautico.it/index.php?topic=6084.0

Vi consiglio di prendervi tutto il tempo necessario a leggerlo per intero, ne vale davvero la pena.

Mi complimento con gli amici di forumastronautico e li ringrazio sinceramente.

Vito Lecci

STS-123: missione compiuta !!!

27 marzo 2008 - 02:48 | In Astronautica | 1 Commento

rientro-sts-123.jpgCome da programma lo Shuttle Endeavour è rientrato, ha toccato terrà sulla pista n° 15 del Kennedy Space Center in Florida alle 20:39 ora locale (00:39 ora italiana).

La missione è durata 15 giorni, 18 ore, 11 minuti e 3 secondi.

Nell’ambito della stessa è stato portato, sulla ISS, il primo componente del laboratorio giapponese Kibo, il braccio robotico canadese Dextre. Gli astronauti hanno compiuto 5 EVA (attività extraveicolari), spesso chiamate dai media “passeggiate spaziali”, tre delle quali destinate al montaggio del Dextre. Inoltre sono state eseguite altre attività, come l’installazione di alcune parti di ricambio, la sostituzione di un interruttore e anche la simulazione della riparazione di alcune piastrelle dello scudo termico dello Shuttle.

Questa appena conclusa (la STS-123) è la 122-ma missione Shuttle e la 25 missione dedicata all’assemblaggio della ISS.

La prossima missione, la STS-124, è prevista a maggio.

Vito Lecci

L’Endeavour torna a casa

26 marzo 2008 - 02:21 | In Astronautica | 1 Commento

sts-1231.jpgLa missione STS-123 sta per concludersi.

Lo Shuttle Endeavour si è sganciato dalla Stazione Spaziale alle 01:25 (ora italiana) di oggi, ed si è allontanato di circa 150 metri da essa, questo ha permesso all’equipaggio di avere una visione d’insieme e di fotografare il laboratorio giapponese Kibo ed il doppio braccio robotico canadese Dextre, appena installati.

Alle 07:58 è previsto un periodo di riposo per l’equipaggio, che durerà fino alle 15:58, quindi avranno inizio i preparativi per la delicata procedura di rientro in atmosfera.

L’atterraggio è previsto appena prima del tramonto di mercoledi 26 (tempo del Kennedy Space Center), in Italia saremo nel cuore della notte fra mercoledi e giovedi.

Vito Lecci

Scoperti gli asteroidi più antichi del sistema solare

25 marzo 2008 - 01:42 | In Astrofisica | Commenti disabilitati

gaspra.jpgDai dati raccolti dai telescopi di Mauna Kea, nelle Hawaii, sono stati scoperti tre nuovi asteroidi che pare siano in assoluto i più antichi oggetti del sitema solare.

La loro età dovrebbe essere di circa 4,55 miliardi di anni, cioè quella del nostro sistema solare, e ci sarebbero prove evidenti del fatto che, dalla loro formazione ad oggi, non avrebbero subito alcuna alterazione delle loro caratteristiche chimiche.

Neanche tra le meteoriti di provenienza asteroidale, in possesso degli scienziati, pare ci siano oggetti così antichi.

Questo renderebbe i tre asteroidi degli ottimi candidati per future missioni spaziali con lo scopo di raccoglierne dei campioni da riportare a terra per analisi più approfondite, che dovrebbero aiutarci a comprendere meglio la nascita del nostro sistema solare.

Beh, visto che siamo in tema, ne approfitto per proporvi alcune immagini della mia collezione privata di meteoriti. Ne ho un centinaio di campioni, provenienti da tutto il mondo, ma per ovvii motivi di spazio ve ne propongo solo tre.

Vito Lecci

meteoriti.jpg

Un’esplosione nell’Universo, visibile ad occhio nudo !!!

24 marzo 2008 - 01:41 | In Astrofisica | 9 Commenti

grb.jpgE’ avvenuta lo scorso mercoledì 19 marzo, alle 7:12 (ora italiana), in direzione della costellazione di Boote, una tremenda esplosione come mai prima d’ora era stata registrata.

Si tratta di un Gamma Ray Burst (GRB), cioè dell’esplosione di una stella che, giunta nella fase terminale della sua vita, esplode emettendo nello spazio una quantità enorme di energia, soprattutto radiazione Gamma.

I GRB avvengono in continuazione in ogni direzione nel cielo, il satellite della NASA “Swift” ne registra circa due ogni settimana, ma in occasione del 19 marzo scorso quello registrato dallo Swift è stato così fortemente energetico che si sarebbe potuto tranquillamente scorgere ad occhio nudo.

Al momento non si sa ancora se qualcuno sia riuscito a vederlo, ma è certo che in quella circostanza, se ci si fosse trovati a guardare nella direzione giusta, al momento giusto, si sarebbe potuto vedere chiaramente, e ad occhio nudo, l’esplosione nel cielo, per una durata di circa 30 secondi.

Si è trattato di un’esplosione avvenuta quando la Terra non esisteva ancora, e la sua luce ha impiegato 7,5 miliardi di anni per raggiungerci. Si tratta quindi dell’oggetto più lontano che l’occhio nudo sia in grado di scorgere. Infatti l’oggetto più lontano che normalmente i nostri occhi, senza l’aiuto di strumenti ottici, riescono a vedere è la Galassia a spirale M33, che dista da noi “solo” 2,9 milioni di anni luce, quindi circa 2500 volte più vicina del GRB dello scorso mercoledì.

Adesso gli astronomi stanno cercando di capire per quale motivo questo particolare GRB sia stato così fortemente energetico, come mai nessun altro registrato prima d’ora.

Vito Lecci

Una meridiana a Salve (LE) – parte III

23 marzo 2008 - 00:10 | In Gnomonica | Commenti disabilitati

autolivellante.jpgContinuano i lavori di realizzazione della meridiana. Al fine di rendere il supporto ospite perfettamente liscio e libero da ogni (anche minima) asperità ho fatto applicare, sulla colata di calcestruzzo precedentemete realizzata, anche un sottile strato di cemento autolivellante.

Impastato fino a renderlo una sorta di boiacca molto liquida, questo prodotto ha la caratteristica, una volta applicato, di riempire e livellare ogni eventuale avvallamento della superficie sottostante, inoltre, esso stesso si autolivella eliminando i rischi di formazione di eventuali, anche piccoli, dossi che potrebbero diventare pericolosi per la successiva applicazione delle lastre di marmo, che data la dimensione potrebbero frantumarsi se sottoposte anche ad una minima torsione.

autolivellante02.jpgSarà su questo supporto che andrò a determinare il meridiano passante per il luogo, ed anche la direzione Est-Ovest, con l’aiuto del sole.

Ovviamente non mi rimane che sperare di trovare qualche giornata soleggiata, anche se le previsioni meteo non lasciano ben sperare per questi prossimi giorni.

In ogni caso non mancherò di tenervi informati sugli ulteriori sviluppi del lavoro.

Per ora non mi rimane che augurarvi una Buona Pasqua!

Vito Lecci

P.S.: Potete vedere il lavoro ultimato QUI.

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