Sale su Marte
23 marzo 2008 - 00:05 | In Astrofisica | Nessun Commento
E’ stato l’orbiter della NASA, Mars Odyssey, a trovare degli evidenti depositi di sale sulla superficie marziana, localizzati ove un tempo era abbondante la presenza di acqua allo stato liquido.
Nell’emisfero meridionale del Pianeta Rosso sono stati individuati circa 200 di questi siti, le cui estensioni variano da 1 a 25 km2.
Questi depositi dovrebbero essersi formati approssimativamente tra 3.5 e 3.9 miliardi di anni fa.
Quindi se le ricerche del passato sul pianeta si sono concentrate in quei siti dove erano maggiormente presenti argille e solfati, adesso esiste una ulteriore alternativa di ricerca. Infatti se mai ci fosse stata vita su marte nel passato, questi antichi depositi di sale potrebbero conservarne traccia.
Questa possibilità ci viene suggerita da diversi esperimenti condotti in laboratorio, qui sulla Terra, dove sono stati fatti rivivere dei batteri dopo essere stati per milioni di anni conservati in depositi di sale.
Vito Lecci
Scoperto metano su un esopianeta
22 marzo 2008 - 00:10 | In Astrofisica | Nessun Commento
Per la prima volta Hubble Space Telescope (HST) trova una molecola organica nell’atmosfera di un esopianeta di taglia gioviana. Si tratta di un passo molto importante nella ricerca di vita extraterrestre.
Si tratterebbe della molecola di metano, che può ricoprire un ruolo fondamentale nella chimica prebiotica.
Questo dimostra anche la capacità di HST di individuare molecole su esopianeti utilizzando le tecniche spettroscopiche. Si tratta di risultati ottenuti dall’elaborazione di immagini riprese con l’Hubble Near Infrared Camera e il Multi-Object Spectrometer (NICMOS).
Il pianeta sarebbe HD 189733b, a 63 anni luce da noi, nella costellazione della Volpetta, oggi rinominato come “Giove caldo” a causa sia della sua dimensione, paragonabile a quella del gigante del nostro sistema solare, sia della sua temperatura che si aggirerebbe intorno ai 1700 gradi Fahrenheit (circa 927 °C), quasi la temperatura di fusione dell’argento.
Ovviamente in queste circostanze non sarebbe possibile la vita, almeno non come la intendiamo noi, ma ciò che sta a cuore agli scienziati è individuare le condizioni ottimali ove essa possa formarsi, quindi la presenza di molecole prebiotiche, l’atmosfera dei pianeti in relazione anche con le regioni “abitabili” delle rispettive stelle. Quelle regioni cioè che permettano la presenza dell’acqua allo stato liquido per un periodo di tempo sufficientemente lungo per dare il tempo alla vita di formarsi.
Vito Lecci
Una meridiana a Salve (LE) - parte II
21 marzo 2008 - 03:08 | In Gnomonica | Nessun Commento
Proseguono i lavori alla meridiana. Poichè sarà realizzata interamente in marmo e, come dicevo nel precedente post, avrà un diametro di quattro metri, prevedo che sarà estremamente pesante ed anche un tantino delicata una lastra di queste dimensioni.
Si rende necessario quindi realizzare una solida piattaforma su cui sarà posato il quadrante. Sul primo strato di breccione è stata quindi adagiata una rete metallica elettrosaldata, sezione 8mm, quindi una colata di calcestruzzo con l’aggiunta di un prodotto fluidificante che ha un duplice scopo: evitare la fessurazione durante l’indurimento e, soprattutto, fare in modo che il lastricato sia il più possibile livellato. Infatti per la meridiana ho eseguito un progetto che ne prevede un’installazione perfettamente orizzontale.
Ho giè provveduto a consegnare il progetto che ho realizzato, in autocad, ad una marmeria con macchinari di incisione a controllo numerico, quindi perfettamente in grado di eseguire alla perfezione i disegni del mio progetto.
In attesa della realizzazione della stessa c’è ancora molto lavoro da fare. Intanto ho provveduto a far realizzare lo gnomone, o stilo, si tratta dell’elemento che, proiettando la sua ombra, permetterà di leggere l’ora del giorno e la stagione dell’anno.
Per questa meridiana ho scelto di realizzare uno gnomone a “triangolo stilare”, si tratta cioè di un triangolo rettangolo, in questo caso il cateto ortogonale al terreno avrà un’altezza di 380 mm. Il triangolo l’ho fatto realizzare in acciao inox dello spessore di ben 10 mm, il peso è di circa 12 Kg.
Come si vede dalla foto lo gnomone è perfettamente lucido, quindi una volta installato lo lascerò nel suo naturale color acciaio.
Vito Lecci
P.S.: Potete vedere il lavoro ultimato QUI.
Una meridiana a Salve (LE) - parte I
20 marzo 2008 - 00:10 | In Gnomonica | 6 Commenti
Cari Amici,
con questo post ho intenzione di inserire una nuova categoria in questo Blog: la Gnomonica. La Gnomonica, o anche sciografia, è quella disciplina che si occupa dello studio del movimento delle ombre, al fine di realizzare un Quadrante Solare, sia esso una semplice Meridiana, o un Orologio Solare, o ancora un più complesso Calendario Astronomico.
In effetti si tratta di una disciplina strettamente legata all’astronomia in quanto esige una conoscenza molto approfondita dei movimenti Terra-Sole.
La Gnomonica è la mia seconda passione dopo l’Astronomia, ed è anche il mio secondo lavoro, dopo la divulgazione scientifica. Infatti ho realizzato moltissime meridiane, per le scuole, ma anche per tante private abitazioni.
Attualmente sono impegnato in una grande meridiana orizzontale da 4 metri di diametro che sto realizzando all’interno di una rotatoria del mio paese: Salve, in provincia di Lecce.
Il quadrante in realtà non si limiterà ad indicare soltanto le ore del giorno, ma fornirà anche indicazione delle varie stagioni dell’anno, si tratterà dunque di un completo Calendario Astronomico. Quello che vedete in foto è un’area di 6 metri di diametro che ospiterà il quadrante solare.
Non so ancora quanto interesse potrà esserci sulle meridiane e sulle tecniche di realizzazione delle stesse, ma vorrei comunque provare atraverso questo blog, a rendervi partecipi di tutte le procedure necessarie alla realizzazione di uno di questi deliziosi marcatori del tempo.
Provvederò quindi ad aggiornarvi periodicamente sull’andamento di questo progetto, man mano che i lavori procederanno. Sono fiducioso sul fatto di poterlo terminare antro la prima settimana di aprile.
A presto quindi!
Vito Lecci
P.S.: Potete vedere il lavoro ultimato QUI.
Luminescenze su Giove
19 marzo 2008 - 01:46 | In Astrofisica | Nessun Commento
Da una recente osservazione di Giove, nella banda dell’ultravioletto, da parte dell’Hubble Space Telescope, sono emerse, del tutto inaspettate, delle suggestive luminescenze in corrispondenza del polo nord del pianeta, molto simili alle nostre aurore boreali. Sarebbero causate dalla presenza di Io, uno dei satelliti di Giove, caratterizzato da una intensa attività vulcanica. Sicuramente il corpo celeste del sistema solare, più attivo in assoluto da un punto di vista vulcanico.
Io infatti, attraversando l’intenso campo magnetico di Giove, ionizzerebbe una grossa quantità di particelle dando origine ad un plasma che poi, interagendo con la parte alta dell’atmosfera del pianeta, darebbe origine a questi fenomeni chiamati Io footprint.
Vito Lecci
Marte e Venere sorprendentemente simili
18 marzo 2008 - 00:35 | In Astrofisica | 4 Commenti
Finora abbiamo sempre pensato a Marte ed a Venere come a due pianeti estremamente differenti tra loro. Abbiamo sempre conosciuto Venere come un pianeta dall’atmosfera molto densa e calda, a Marte invece abbiamo sempre attribuito un’atmosfera decisamente esile e fredda.
Tuttavia, dalle analisi condotte dalle sonde ESA: Mars Express e Venus Express, si evince invece che i due pianeti hanno moltissimo in comune, in quanto gli stessi processi stanno avvenendo su entrambi.
Intanto adesso sappiamo che, su entrambi i pianeti, l’atmosfera è composta per il 95% da anidride carbonica (CO2).
Poichè nessuno dei pianeti interni ha un campo magnetico protettivo, sappiamo che il vento solare è libero di interagire direttamente con la loro atmosfera. La radiazione solare quindi imprimerebbe energia alle particelle dell’atmosfera favorendone la dispersione nello spazio. Al contrario questo non accade alla Terra in quanto protetta dal campo magnetico che impedisce al vento solare di colpire bruscamente la nostra atmosfera.
Gli scienziati stanno cercando di capire perché la Terra è differente da Marte e da Venere, perché i pianeti interni sono differenti dai pianeti esterni.
Ultimamente è stato possibile studiare un particolare fenomeno: l’azione di una tempesta solare sull’atmosfera di questi pianeti. infatti nel dicembre del 2006 una potente tempesta solare ha scagliato nello spazio una quantità enorme di particelle che, incontrando l’atmosfera dei due pianeti, ne ha “soffiato via” una parte. Addirittura, nel caso di Marte, la perdita di atmosfera in questa circostanza è stata 10 volte più intensa di quanto non avvenga normalmente.
Ovviamente c’è ancora moltissimo da scoprire a questo proposito, tuttavia al momento appare chiara quanto grande sia la nostra fortuna di vivere in un ambiente protetto da una magnetosfera, come nel caso del nostro pianeta.
Vito Lecci
A scuola sulla ISS
17 marzo 2008 - 00:09 | In Varie | Nessun Commento
Oramai il laboratorio spaziale europeo Columbus è stato installato sulla Stazione Spaziale Internazionale con successo, qui potranno essere eseguiti moltissimi esperimenti in assenza di gravità.
Circa un mese fa l’ESA ha lanciato l’invito ai docenti delle scuole europee di presentare delle proposte educative da svolgersi all’interno del laboratorio spaziale Columbus. La proposta è aperta ai docenti delle scuole elementari e medie e a coloro che si occupano di formazione scientifica presso i musei, istituti di formazione o altre organizzazioni scolastiche.
Gli esperimenti proposti dovranno mettere in evidenza gli effetti dell’assenza di gravità, quindi dovranno dimostrare risultati differenti, a seconda che vengano eseguiti a scuola oppure nel laboratorio spaziale, e dovranno essere appropriati per la comprensibilità degli studenti delle scuole elementari e medie.
Le proposte dovranno essere inviate, con apposito modulo, entro il 30 maggio 2008.
Saranno selezionate le 20 migliori proposte, alle prime 10 sarà assegnato un premio di euro 500,00 e un kit per costruire il modello in scala della ISS, quest’ultimo kit verrà inviato anche agli altri 10 progetti dei 20 vincitori.
A me sembra un’idea davvero molto carina quella di coinvolgere direttamente le scuole in questa bellissima esperienza. Mi sembra quindi utile riproporre su questo blog la notizia data dall’ESA sebbene già da un mese circa. Restano infatti ancora circa due mesi e mezzo, tutto il tempo, per pensare a qualcosa di simpatico da proporre.
Ulteriori informazioni a questo proposito potrete trovarle sul sito dell’ESA, al seguente link: http://www.esa.int/esaCP/SEMAQ8VHJCF_Italy_0.html
Un augurio di Buone Idee!
Vito Lecci
Sirio, nel Cane Maggiore
16 marzo 2008 - 01:50 | In Astronomia | Nessun Commento
Nei giorni passati vi ho parlato della bellissima costellazione di Orione e della sua nebulosa (M42). Vi ho parlato anche della costellazione dei Gemelli, al cui interno in questi giorni troviamo ancora Marte. A questo punto non posso davvero fare a meno di parlarvi di Sirio, che è la stella più luminosa del cielo, il suo splendore non è secondo a nessuno (tranne che al Sole, ovviamente).
Per questo motivo davvero non è difficile individuare questa stella nel cielo ma, qualora ve ne fosse bisogno, Sirio si trova esattamente sull’allineamento della cintura di Orione (le tre stelle Alnitak, Alnilam e Mintaka), proprio come mostrato nell’immagine.
In alcuni casi Sirio è chiamata anche la “Stella del Cane”, fa parte infatti della costellazione del Cane Maggiore, il cane del cacciatore Orione, che lo si vede ergersi sulle zampe posteriori, vicino al suo padrone. Anche questa costellazione, come quella di Orione, rimane visibile prevalentemente nelle notti invernali. La potrete vedere infatti ancora queste sere, ma oramai tramonta abbastanza presto e, tra qualche settimana, già non la si vedrà più.
Secondo una versione della mitologia greca il Cane Maggiore sarebbe Lepalo, il cane di Procri, figlia del re ateniese Eretteo. Lepalo era così veloce che nessuna preda poteva sfuggirgli. A Procri era stato donato da Minosse, re di Creta, che nei confronti della fanciulla nutriva tenere speranze. Minosse lo ereditò dalla madre Europa, che a sua volta lo ebbe in dono da Zeus, innamoratosi di lei.
Ma, tornando a Sirio, pare che il nome provenga dal termine greco seirus che significa “che fa appassire” o “che fa inaridire”. In effetti è molto appropriato se si pensa che, nei giorni della levata eliaca di Sirio, cioè quando la stella sorge all’alba insieme al Sole, siamo nel periodo più caldo dell’estate (luglio-agosto), quei giorni furono chiamati quindi “Giorni del Cane” (giorni canicolari). Ancora oggi è in uso infatti il termine “canicola” per riferirsi al caldo opprimente delle giornate agostane.
Ma se ci spostiamo nell’antico Egitto notiamo che Sirio, che gli egiziani identificavano con Iside (dea della maternità e della fertilità), rivestiva un ruolo ancor più importante e vitale. Si pensava infatti che fosse proprio la levata eliaca di questa stella il fattore scatenante delle piene del Nilo, evento che gli egiziani attendevano con grande favore, poichè le sue esondazioni andavano a fertilizzare i terreni irrorati, permettendo quindi il sostentamento della popolazione.
Vito Lecci
Immagini da Enceladus
15 marzo 2008 - 00:07 | In Astrofisica, Astronautica | Nessun Commento
Come da programma, ne parlavamo in un precedente post, la sonda Cassini ha portato a termine con successo questo primo flyby con la luna di Saturno.
Dalle immagini pervenuteci gli scienziati hanno potuto apprendere le differenze tra i due poli di Enceladus, dove il polo nord appare molto più pesanetemente martoriato, come testimoniato anche da questa immagine.
Qui i crateri si sono formati in diversi stadi dell’evoluzione del pianeta e sembrerebbero come “affettati” da solchi paralleli, che sembrano essere presenti ovunque sulla sua superficie. In modo particolare, in questa immagine, alla sinistra dei crateri Aladdin e Ali Baba, i più grandi conosciuti su Enceladus, nella giovane regione di Samarkand Sulci è visibilissimo come questi solchi abbiano quasi del tutto cancellato i crateri preesistenti.
Rispetto alle prime immagini, inviateci dalla sonda Voyager, queste ultimissime della Cassini sono estremamente più dettagliate, in grado quindi di permettere la formulazione di una più accurata cronistoria della superficie di Enceladus.
La foto è stata scattata, lo scorso 12 Marzo, ad una distanza di circa 32.000 Km dalla superficie, la risoluzione è di 176 metri per pixel.
Vito Lecci
Pianeti terrestri intorno ad Alpha Centauri
14 marzo 2008 - 01:10 | In Astrofisica, Astronomia | 4 Commenti
E’ la stella più luminosa della costellazione del Centauro (la Alpha, appunto), ma non è visibile dall’Italia, essendone circa 10° sotto l’orizzonte. Per vederla quindi occorrerebbe spostarsi almeno alla latitudine dell’Egitto.
Tuttavia Alpha Centauri non è una sola stella, in realtà sarebbero tre: Alpha Centauri A ed Alpha Centauri B (che hanno una dimensione paragonabile al nostro Sole), infine Proxima Centauri (molto più piccola delle altre due). Si tratta cioè di un sistema solare multiplo, più stelle quindi tenute insieme dalla reciproca attrazione gravitazionale.
Secondo moltissimi modelli realizzati al computer ci sarebbero, in questo sistema, incoraggianti possibilità di trovare pianeti di taglia terrestre. Lo sostengono gli astronomi dell’Università di Santa Cruz.
Infatti le due stelle principali avrebbero sviluppato una “regione abitabile” intorno ad esse. Cioè una regione, intorno alle 2-3 U.A., all’interno della quale l’acqua può esistere allo stato liquido. Sempre secondo i modelli matematici sviluppati al computer, ci dovrebbero essere alte probabilità di trovare dei pianeti rocciosi e di taglia terrestre in questa regione, quindi degli ottimi candidati per la ricerca di forme di vita extraterrestri.
Infatti è stato pianificato un intensivo studio di questo sistema, mediante l’utilizzo del telescopio da 1,5 metri di diametro di Cerro Tololo, in Cile, dove ci sono le migliori condizioni per poterlo osservare a lungo.
Attendiamo fiduciosi gli sviluppi della ricerca.
Vito Lecci
Sidereus Nuncius è basato su piattaforma WordPress
Copyright © 2008-2009 Vito Lecci
Tutti i contenuti del sito sono protetti dal diritto d'autore
Questo Blog è proprietà di SIDEREUS di Vito Lecci - P.IVA 03472890759






