Oggi nasce “Sidereus Nuncius”
13 marzo 2008 - 00:15 | In Varie | 2 Commenti
Era il 13 Marzo 1610 quando a Venezia, Galileo Galilei, pubblicava il suo “Sidereus Nuncius”, un trattato di astronomia stampato in 550 copie.In questa sua, importantissima, pubblicazione scientifica egli rivela al mondo intero le scoperte fatte l’anno precedente puntando il suo cannocchiale verso il cielo.
Egli scopri che la Via Lattea altro non era che una sterminata quantità di stelle, si rese conto della corrugata superficie della Luna (sino ad allora considerata liscia e perfetta), ma sopra ogni cosa, scopri i primi quattro satelliti di Giove e la loro rotazione intorno al pianeta. Mettendo oltremodo in evidenza come la Terra non fosse affatto al centro dell’Universo.
La pubblicazione fece velocemente il giro del mondo e gli valse grandissima fama e notorietà, ma anche tanti problemi a causa della sua estrema innovazione, essa era contro ogni radicata convizione dell’epoca.
Si tratta anche di scoperte che gli valsero non pochi problemi a causa della loro scomoda ventata di novità, ma che saranno destinate a cambiare radicalmente le conoscenze e le convinzioni dell’epoca ed a gettare le basi per la scienza attuale.
Esattamente a 398 anni di distanza dal quel magico giorno, nasce questo Blog il cui nome vuole rendere omaggio a Galileo Galilei, al suo talento, al suo genio ed al suo coraggio. Qui ci si propone di offrire tutte quelle informazioni legate a quell’antica disciplina che è l’Astronomia ed alla più giovane Astrofisica, prendendo in esame anche l’Astronautica e tutto ciò che ruota intorno al mondo dell’Infinitamente Grande.
La speranza è che le informazioni che inserirò con cadenza quotidiana possano essere utili a chiunque. Per questo motivo saranno sempre riportate in un linguaggio chiaro, semplice, colloquiale ed alla portata di tutti.
Mi piace pensare che questo blog sia la naturale estensione “informatica” del lavoro di divulgazione e didattica dell’astronomia che ho sempre condotto, e che continuo a condurre, sia presso scuole di ogni ordine e grado, sia direttamente presso il pubblico.
Vito Lecci
Flyby con Enceladus
12 marzo 2008 - 00:07 | In Astrofisica, Astronautica | Nessun Commento
Come accennavo in un precedente post, a proposito delle lune di Saturno, oggi 12 marzo la sonda Cassini sfiorerà Enceladus.
Passerà in prossimità di alcuni geysers che eruttano attraverso una frattura sulla superficie nella regione del polo sud della luna. Compito dei sensori di bordo della sonda sarà quello di studiarne le caratteristiche: densità, velocità, dimensione e composizione del gas e delle particelle eruttate. Gli scienziati sono particolarmente interessati a questo fenomeno, si pensa infatti che potrebbe esserci acqua allo stato liquido su quella regione di Enceladus.
Nel punto più prossimo alla luna, la sonda sfiorerà la sua superficie ad appena 50 Km di distanza, questo richiede ovviamente una notevole precisione nei calcoli per evitare che la Cassini possa schiantarsi al suolo.
Già nel 2005 gli strumenti della cassini rilevarono che questi getti di gas (con inclusioni di minuscole particelle di acqua) una volta fuoriusciti dalla superficie, ad una velocità di 400 m/sec, si estendono per circa tre volte il diametro di Enceladus, che è di circa 500 km. Questo immenso alone così formato andrebbe anche ad alimentare l’anello E di Saturno.
Dai primi dati raccolti dalla sonda, molti di questi gas includono vapore acqueo, biossido di carbonio, metano e forse una piccola parte di ammoniaca e monossido di carbonio. Ma sicuramente presto ne sapremo molto di più, infatti questo è solo il primo di quattro flybys con Enceladus, previsti per quest’anno, il prossimo sarà ad agosto.
Se i dati raccolti in questa circostanza si rivelassero promettenti saranno previsti flybys anche più vicini alla luna, molto dipende quindi da questo primo appuntamento.
Vito Lecci
La Luna incontra le Pleiadi
11 marzo 2008 - 00:04 | In Astronomia | Nessun Commento
Un simpaticissimo evento astronomico ci attende domani sera 12 marzo: una suggestiva occultazione delle Pleiadi da parte della Luna.
In realtà l’occultazione non sarà però centrale, nel senso che non tutte le Pleiadi, ma solo alcune di loro, nella parte più settentrionale, verranno nascoste dal nostro satellite. Per il resto potremmo più propriamente parlare di congiunzione tra la Luna e le Pleiadi.
Il fenomento sarà reso ancor più interessante dalla fase della Luna che, essendo crescente, non avrà un bagliore tale da disturbare l’osservazione stessa.
Lo spettacolo inizierà già subito dopo il tramonto, a quell’ora la luna sarà in direzione Ovest a 40° di altezza sopra l’orizzonte.
Vi auguro una buona osservazione !
Vito Lecci
Domani il lancio di STS-123
10 marzo 2008 - 00:18 | In Astronautica | Nessun Commento
E’ pronto, sulla piattaforma di lancio, lo Shuttle Endeavour.
La partenza della missione STS-123, dal Kennedy Space Center in Florida, è prevista per domani 11 Marzo alle 2:28 ora locale (le 8:28 ora italiana).
Alle 6:00 di oggi sarà ritirato il braccio mobile che consente l’accesso allo Shuttle. Le condizioni meteo danno solo il 10% di possibilità di dover rimandare il lancio.
Compito dell’equipaggio, formato da sette uomini, sarà quello di portare sulla ISS la prima sezione del laboratorio giapponese Kibo (che significa “speranza” in giapponese) e il doppio braccio robotico Dextre dell’Agenzia Spaziale Canadese.
Il laboratorio Kibo migliorerà le capacità di ricerca della Stazione Spaziale.
Il Dextre, alto 3,67 metri e largo 2,37, è equipaggiato con due bracci robotici, ognuno dei quali si può estendere per 3,35 metri, provvisto di luci e telecamere, avrà il compito di eseguire moltissime attività esterne sulla Stazione Spaziale, controllato dall’interno della ISS, permettendo così di ridurre le attività extraveicolari (EVA) degli astronauti.
La missione avrà la durata di 17 giorni e prevede 5 attività extraveicolari.
Vito Lecci

Marte ai piedi dei Gemelli
9 marzo 2008 - 03:00 | In Astronomia | Nessun Commento
Sarà ancora visibile per questo mese la costellazione dei Gemelli. Già all’imbrunire la si trova in alto a sinistra rispetto alla luminosissima costellazione di Orione (di cui abbiamo parlato in un precedente post).
Le due stelle più luminose rappresentano le teste di Polluce e Castore. I due, seppur gemelli, sono l’uno immortale (Polluce) e l’altro mortale (Castore). La madre Leda infatti li avrebbe concepiti nello stesso giorno, prima con Zeus e poi col legittimo marito Tindaro.
Gli inseparabili fratelli, che anche nella costellazione appaiono affiatati, furono protagonisti di moltissime avventure ed atti di eroismo. Parteciparono alla spedizione degli Argonauti, ed anche in questa famosa saga dell’antichità, tra le mille altre vicende, spicca il loro grande coraggio ed abilità, grazie ai quali salvarono l’equipaggio della nave durante una terribile tempesta in prossimità delle foci del Rodano. Da allora divennero i protettori dei marinai.
Come evidenziato dall’immagine, proprio in queste sere, in prossimità del piede di Polluce troviamo il Pianeta Rosso. Lo scorso 24 dicembre abbiamo raggiunto la fase di opposizione marziana, che ci ha portato alla minima distanza dal pianeta.
Nel caso di Marte, la fase di opposizione si verifica con periodicità di 26 mesi, quindi occorrerà attendere altri due anni per poterlo vedere nuovamente alla minima distanza da noi, cioè nella condizione più favorevole per l’osservazione.
Purtroppo quest’anno le condizioni meteo non mi hanno permesso di realizzare delle immagini decenti del pianeta, ma vi propongo questa, che ho realizzato però in occasione dell’opposizionde del 2005.
Vito Lecci
Anelli anche per Rhea
8 marzo 2008 - 00:45 | In Astronomia | Nessun Commento
Che Saturno non fosse l’unico pianeta del sistema solare ad avere degli anelli, questo lo si sapeva già. Ma è la prima volta però che ci si imbatte in una luna con un esile anello, si tratta di Rhea, un satellite di Saturno, il secondo in ordine decrescente di dimensione.
La scoperta è della sonda Cassini, attualmente in orbita intorno a Saturno e progettata per studiarne l’atmosfera e le particelle attorno al pianeta ed alle sue lune.
Rhea ha un diametro di 1500 Km ed il suo esile anello si estende per molte migliaia di Km. Questa scoperta deriva dell’elaborazione dei dati raccolti dalla sonda, in occasione del fly-by di novembre 2005.
Si ipotizza che i frammenti che compongono l’anello siano i resti di un impatto con un asteroide o una cometa, avvenuto in un lontano passato, quando collisioni con oggetti di grossa taglia erano assai frequenti, come testimoniato anche dall’enorme cratere presente su Mimas, un’altra delle lune di Saturno.
Vito Lecci
Parte domani il “Jules Verne”
7 marzo 2008 - 00:31 | In Astronautica | Nessun Commento

Si chiama Jules Verne, il nuovo “cargo spaziale” che l’ESA (Agenzia Spaziale Europea) utilizzerà con la ISS (Stazione Spaziale Internazionale), in onore dello scrittore francese che nel 1865 immaginò l’Uomo viaggiare sulla Luna, all’interno di un grosso proiettile, sparato verso il nostro satellite da un gigantesco cannone.
Dal peso di circa 22 tonnellate, il Jules Verne Automated Transfer Vehicle (ATV), traghetterà sulla ISS otto tonnellate di attrezzature, pezzi di ricambio, combustibile, acqua, aria, cibo, ecc…
Sarà lanciato domani notte tra l’8 e il 9 marzo, alle 01:03 ora locale (05:03 ora italiana), dalla base di Kourou, nella Guiana Francese, dal vettore Ariane 5, il più grande carico mai trasportato da questo lanciatore. Una volta in orbita l’ATV utilizzerà i propri motori, ed un sitema di navigazione ad alta precisione, per aggiustare l’assetto che lo porterà all’aggancio con la ISS, previsto per il 3 aprile.
Prima dell’attracco alla ISS tuttavia l’ATV dovrà superare alcuni test che simuleranno delle manovre di “disimpegno” all’attracco, che dovranno allontanare l’ATV dalla Stazione Spaziale. Questo allo scopo di verificare il corretto funzionamento del software “anti-collisione”, che entrerà in funzione in caso di anomalie nella fase di avvicinamento.
L’ATV resterà agganciato alla ISS fino ad Agosto, quando gli astronauti avranno terminato di scaricarne il contenuto vi caricheranno la spazzatura prodotta in orbita, quindi il modulo si sgancerà dalla Stazione Spaziale e verrà deorbitato. L’ATV brucerà al rientro in atmosfera, sopra l’Oceano Pacifico.
Insomma, un gran bel “giocattolo usa e getta”.
Vito Lecci
La stagione delle Aurore
6 marzo 2008 - 00:05 | In Varie | Nessun Commento
Quello dell’aurora polare è senz’altro uno dei fenomeni più suggestivi in natura.
Come da tempo siamo a conoscenza, queste spettacolari “onde” di colore ci sono regalate dall’interazione tra la nostra ionosfera e le particelle cariche spinte fino a noi dal vento solare.
La loro origine è quindi legata alla nostra stella, ecco perché sono molto più frequenti nei periodi di intensa attività, quando, per esempio, sono in corso tempeste magnetiche causate dalle macchie solari.
Tuttavia non tutti possiamo essere partecipi di un fenomeno simile: a causa della geometria del nostro campo magnetico, infatti, le aurore sono visibili solo in ristrette aree attorno ai poli terrestri.
Si è inoltre da poco venuti a conoscenza di un’ altra curiosità: l’entità di questo fenomeno risulta limitata non più solo nello spazio, ma anche nel tempo.
Sembra infatti che vi sia una periodo dell’anno in cui sia molto più probabile assistere ad una di queste singolari manifestazioni: quello prossimo all’equinozio di primavera.
Questa affermazione ci suona piuttosto strana, considerando che l’intensità dell’attività solare non può essere certamente influenzata dall’alternarsi delle stagioni terrestri!
Ma allora perché le aurore polari sono più frequenti in primavera?
A questa domanda hanno cercato di rispondere un gruppo di scienziati della NASA tramite il progetto THEMIS (Time History of Events and Macroscale Interaction During Substorms), che prevede la costruzione di 5 satelliti dotati di sofisticati strumenti specializzati nello studio delle aurore e delle tempeste magnetiche che le provocano.
Ma non è solo per sapere qualcosa di più su questo fenomeno che THEMIS ha preso forma, il progetto diventa necessario soprattutto se si pensa ai possibili “effetti collaterali” che il geomagnetismo e il vento solare provocano sui nostri satelliti in orbita, i quali ormai influenzano quotidianamente la nostra vita (pensiamo ai sistemi GPS, al traffico aereo, alle telecomunicazioni).
La risposta non ha tardato a giungere: i 5 satelliti, lanciati nel febbraio 2007, ci hanno fornito dati sufficienti per scoprire delle vere e proprie “rotte preferenziali”, sulle quali il vento solare viaggerebbe fino a raggiungere il nostro pianeta, con gli effetti che già conosciamo.
Una volta saputo questo, la domanda diventa quasi un problema di geometria:
Come sappiamo, durante il moto di rivoluzione attorno al sole, i poli terrestri non occupano sempre la stessa posizione rispetto alla nostra stella. Questa, al contrario , diverge notevolmente nel corso dell’anno a causa dell’inclinazione del nostro asse.
Nel periodo prossimo all’equinozio di primavera quindi, come si è potuto sperimentare, il campo magnetico terrestre risulta “meglio orientato” verso le vie di comunicazione con il sole. Questo ci permetterebbe di avere più numerose interazioni con il vento solare e, di conseguenza, più aurore!
Ma la vita di THEMIS non è che all’inizio, presto, si spera, potremmo conoscere molto di più sulla complessità dei fenomeni geomagnetici che interessano il nostro pianeta.
Non abbiamo che aspettare, magari osservando (per i più fortunati), un’altra aurora nel nostro cielo primaverile…
Sabrina Grimaldi
Frana su Marte
5 marzo 2008 - 01:50 | In Varie | 3 Commenti
Frana Marte, sotto l’attento occhio elettronico del Mars Reconnaissance Orbiter.
Nella spettacolare immagine si nota come, il materiale staccatosi dalla rupe tondeggiante, sia franato 700 metri più in basso, sollevando una densa nube di polvere, che si estende per circa 190 metri dalla base stessa della rupe. La cima invece, nella parte sinistra, appare ricoperta da un bianco strato di ghiaccio secco (CO2).
Probabilmente proprio il ghiaccio potrebbe essere tra i responsabili della frana, causata della sua contrazione ed espansione dovuta alle variazioni di temperatura.
L’immagine, appena rilasciata dalla NASA, si riferice ad una regione del Polo Nord del pianeta (latitudine 83,7°), scattata alle 13:05 (ora locale marziana) del 29 Febbraio 2008 (nella primavera marziana settentrionale).
Vito Lecci
Siamo mai stati sulla Luna? Ma certo che SI !!!
4 marzo 2008 - 01:37 | In Astrobufale | 31 Commenti
E’ davvero incredibile. Non se ne può proprio più di questa storia.
Poche ore fa sono inciampato, per l’n-ma volta, nell’n-ma trasmissione televisiva che ci propina le solite pseudonotiziuole, da 4 soldi, sulla presunta bugia dello sbarco umano sulla Luna.
E’ incredibile la montagna di sciocchezze che ci sono state propinate ancora una volta. La cosa poi è ancora più deprimente se si pensa che la notizia, stracolma di stupidaggini e di strafalcioni pazzeschi, sia stata diffusa da una emittente “blasonata” in una trasmissione che lo è altrettanto.
Si parla di luci, di strane ombre, di stelle, di bandiere, di foto ritoccate… e chi più ne ha più ne metta. Sono state addotte tutte le possibili motivazioni, solo apparentemente logiche, all’unico scopo di screditare l’obiettivo delle missioni Apollo e di gettare il seme del dubbio, ma senza dare spazio ad un contraddittorio che potesse argomentare su ognuna delle precise accuse mosse dai cospirazionisti.
Insomma si è trattato dell’n-ma trasmissione il cui unico obiettivo era quello di “battere cassa” (benedetto share), alla faccia dell’onestà e della nobile missione che vorrebbe attribuirsi.
Vorrei raccontarvi le castronerie che sono state proferite e fornirvi la spiegazione logica per ognuna di esse (una per una). Vorrei parlarvi dell’oscuro personaggio, ex dipendente della NASA, licenziato per inaffidabilità, che con il suo libro “Non siamo mai andati sulla Luna” ha fatto la sua fortuna e oggi conduce una vita da nababbo, con i soldi degli sprovveduti che lo hanno comprato. Ma occorrerebbe troppo tempo e spazio.
Ma vi prometto che lo farò !
Non appena ne avrò il tempo, realizzerò un’intera pagina in cui elencherò, una per una, tutte le farneticanti affermazioni dei cospirazionisti e, accanto ad ognuna di esse, inserirò la spiegazione logica di ogni fenomeno.
Spero di poter contribuire, sebbene in minima parte, al trionfo della RAGIONE.
A presto!
Vito Lecci
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