Una base permanente sulla Luna

3 marzo 2008 - 02:21 | In Varie, Video | 2 Commenti

Questo articolo per rispondere all’interessante domanda di Marco al precedente post:

“Ho sentito molto parlare della realizzazione di una base umana sul suolo lunare… ma è veramente realizzabile oppure è solo un utopia? se non sbaglio anche Bush nel corso della sua ultima campagna elettorale aveva definito i piani di progettazione e sviluppo di una colonia militare sul nostro satellite. Gli articoli che ho letto fin’ora fanno affidamento sull’acqua (ghiacciata) presente nel cratere al polo sud lunare… ma si può davvero utilizzare e sfruttare per un lungo periodo di tempo?”

base-lunare.jpgDirei che sicuramente disponiamo della capacità tecnologica di realizzare una base permanente sulla Luna. La NASA prevede di iniziare entro il 2024, con la collaborazione di altri Paesi, tra cui l’Italia. Tuttavia esistono anche dei problemi, e non sono pochi, prima di tutto quelli relativi ai costi del progetto, poi anche quelli politici. Occorre poi valutare anche gli aspetti relativi alla sicurezza degli occupanti della base e, ovviamente, quelli dell’approvvigionamento in situ di energia per mandare avanti la “baracca”.

Ora, tralasciando i problemi di budget e politici, molto importante è la questione sicurezza. Occorre infatti proteggere gli occupanti della base dalla quantità spaventosa di energia proveniente dal Sole. Noi qui sulla Terra abbiamo la schermatura del campo magnetico terrestre che ci protegge egregiamente, ma la Luna ne è sprovvista ed esporre gli astronauti a quella radiazione, avrebbe effetti molto seri (per non dire letali). Questo renderebbe impraticabile una soluzione tipo “Base Lunare ALPHA”, per chi si ricorda la mitica serie televisiva “Spazio 1999″ degli anni ’70.

Si sta pensando infatti ad una base realizzata nel sottosuolo selenico, per rimanere al riparo dalla radiazione solare. Per esempio potrebbero essere utilizzati alcuni tunnel di lava, ce ne sono tantissimi sulla Luna.

powerpla.jpgLa scelta dell’ubicazione della stessa cade nella regione polare per svariati motivi. Qui ci sono aree perennemente illuminate dal sole, utilissime per l’installazione di pannelli solari che fornirebbero energia alla base. Ci sono anche aree perennemente ombreggiate, infatti nelle regioni polari i raggi del sole arrivano sempre radenti alla superficie, quindi non illuminerebbero il fondo di molti crateri che potrebbero conservare il ghiaccio, eventualmente presente, che altrimenti sublimerebbe.

Queste riserve di acqua servirebbero per la produzione di idrogeno ed ossigeno, anche da utilizzarsi come carburante per i vettori. I prossimi orbiter che saranno inviati intorno alla Luna in effetti avranno il compito non solo di mappare, alla miglior risoluzione possibile, la superficie polare del nostro satellite, ma anche quella di monitorare la reale quantità di ghiaccio disponibile nei crateri ed anche l’eventuale presenza di ghiaccio nel sottosuolo.

La Luna potrebbe diventare quindi una sorta di comodo trampolino di lancio per le future missioni dirette su Marte per esempio. Infatti la ridotta forza gravitazionale della Luna, pari ad 1/6 di quella terrestre, richiederebbe decisamente meno energia (e quindi meno carburante) per l’invio di sonde verso il Pianeta Rosso o verso qualsiasi altra destinazione.

Da non sottovalutare anche le positive ricadute nella vita quotidiana dei salti tecnologici che gli sforzi di un simile progetto portano inevitabilmente con sè. Ad esempio gli sforzi per il Programma Apollo hanno dato origine a ben 160.000 brevetti, che hanno portato benefici di gran lunga superiori ai costi sostenuti.

Infine si pensa alla Luna anche come un immenso serbatoio di energia pulita. Infatti l’abbondante quantità di Elio 3 (He3), un isotopo dell’Elio che non esiste sulla Terra, potrebbe essere un ottimo combustibile per le future centrali atomiche a fusione. Quindi energia pulita, senza l’utilizzo delle pericolose centrali nucleari a fissione in uso oggi, che oltretutto danno origine a scorie di difficile gestione e smaltimento.

Uhm… ma forse mi sono dilungato un pò troppo :-P

Mi faccio perdonare proponendovi il primo episodio di “Spazio 1999″, durata: 48’36”.

Vito Lecci



Ritorno alla Luna?

2 marzo 2008 - 03:37 | In Varie | 2 Commenti

Luna: regione polare sudA quasi quattro decenni dal primo sbarco umano sulla Luna la NASA sta progettando di tornare nuovamente sul nostro satellite.

Ha già provveduto ad una mappatura ad altissima risoluzione della regione sud, infatti pare che la regione intorno al cratere di Shackleton sia quella candidata ad una futura missione umana.

Per ora tale regione è stata mappata col potente radiotelescopio Goldstone da 70 metri di diametro, ubicato nel deserto del Mojave in California. Lo strumento ha fornito immagini con una risoluzione di 20 metri (più che sufficienti per individuare oggetti grandi come una casa). Incredibile se pensiamo che le sonde “Clementine” fornirono della regione sud immagini della risoluzione di 1 Km.

Tuttavia si sta programmando, per la fine del 2008, il lancio della sonda “Lunar Reconnaissance Orbiter” che, orbitando intorno alla Luna, sarà in grado di fornire immagini con risoluzione pari ad 1 metro !!!

Questo permetterà di programmare molto dettagliatamente ogni aspetto inerente una futura missione umana sulla Luna, in previsione anche della realizzazione di una base permanente sul satellite.

Vito Lecci

Ancora Saturno.

1 marzo 2008 - 00:05 | In Astronomia | Nessun Commento

saturno-20080228-300fr.jpg Scusatemi se insisto con Saturno, ma i lavori di elaborazione delle immagini sono ancora in corso.

Dopo una prima, veloce, elaborazione di ieri, dettata dalla voglia di averne subito almeno una bozza da condividere anche con voi, adesso iniziano ad arrivare gli altri risultati, frutto delle ore ed ore di lavoro a cui sto costringendo i miei poveri computer, che avranno da macinare calcoli per i prossimi giorni.

Come potete vedere, la differenza con la precedente immagine è abissale.

Come se non bastasse vorrei invitarvi a cogliere un piccolo particolare. Vedrete che l’immagine precedente è il risultato dell’elaborazione di 1200 frame, invece in quest’ultima immagine ne sono stati elaborati “solo” 300, quindi sarebbe dovuta essere qualitativamente di molto più scadente della precedente, e invece…

Questo la dice lunga sull’importanza della qualità del software che si utilizza per l’elaborazione.

Ora, non voglio parlar male del software “rapido” che ho usato ieri sera, ma per chi fosse interessato all’astroimaging, mi sembra doveroso a questo punto cantare le lodi di IRIS, che è anche completamente gratuito.

E’ con IRIS che ho ottenuto sia l’immagine di questo post, sia quella realizzata due anni fa.

Vito Lecci

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