L’acceleratore del CERN scatenerà l’apocalisse?

1 Aprile 2008 - 04:09 | In Varie | 8 Commenti

cern-lhc.jpgDavvero inquietante la notizia che, da qualche giorno a questa parte, pare stia popolando le pagine di note e prestigiose testate giornalistiche.

Alcuni studiosi infatti avrebbero intentato causa al CERN (Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire) in quanto potrebbe redersi responsabile di una catastrofe a livello planetario.

All’origine del loro timore ci sarebbe il Large Hadron Collider (LHC), il più grande e potente acceleratore di particelle mai realizzato al mondo. Si trova a Ginevra, in un tunnel circolare sotterraneo, a 100 metri di profondità, lungo 27 Km.

cern-tunnel.jpg I due studiosi sosterrebbero che l’LHC sia sufficientemente potente da poter generare al suo interno, un micro buco nero che potrebbe inghiottire il nostro intero pianeta.

Ovviamente smentiscono con forza i ricercatori del CERN, che sottolineano come non cia sia nulla che faccia pensare che l’LHC sia insicuro.

Tuttavia, a questo proposito, il parere degli scienziati è discorde. Dalle ultime teorie, pare che ci siano effettivamente delle possibilità che all’interno dell’acceleratore possa crearsi un buco nero, ma il pomo della discordia è su ciò che accadrà “dopo” la sua nascita.

Secondo Stephen Hawking, scienziato di fama mondiale, il buco nero prodotto dovrebbe “evaporare” quasi subito, rilasciando solo radiazioni e particelle elementari, scongiurando quindi ogni pericolo per la Terra. Altri scienziati invece, pur condividendo il parere di Hawking, temono che possa accadere l’imponderabile, per cui il buco nero potrebbe invece sopravvivere e costituire un serio pericolo per noi (ma ammettono che si tratti di una possibilità estremamente remota, se non impossibile da verificarsi).

Il progetto LHC, nato 14 anni fa e costato 6 miliardi di dollari, dovrebbe entrare in funzione a maggio di quest’anno.

I Paesi fondatori del CERN sono: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Norvegia, Regno Unito, Paesi Bassi, Svezia, Svizzera.

A questi si sono aggiunti successivamente: Austria, Spagna, Portogallo, Finlandia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Repubblica slovacca, Bulgaria.

Vito Lecci

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