Una meridiana a Salve (LE) - parte V

2 Aprile 2008 - 01:33 | In Gnomonica |

confronto.jpgLa bellissima giornata soleggiata di oggi, e la quasi totale assenza di vento, mi hanno permesso finalmente di effettuare i rilievi sul sito ospite della futura meridiana.

Come anticipato nel mio precedente post, questa volta ho voluto utilizzare contemporanetamente due differenti metodi per l’individuazione dei punti cardinali: la Bussola Solare e i Cerchi Indù.

Il foglio adagiato sulla piattaforma è la Bussola Solare, una sorta di meridiana usata al contrario, infatti una volta posizionato lo gnomone sarà sufficiente ruotare il foglio al fine di ottenere l’esatta ora locale, quel preciso orientamento del foglio, così ottenuto, ci indica la direzione esatta dei quattro punti cardinali principali.

cerchio-indu.jpgAccanto alla Bussola solare ho poi conficcato uno stilo di metallo, il più possibile ortogonale alla piattaforma, ed intorno allo stesso ho tracciato alcuni cerchi concentrici.

Si tratta del metodo dei Cerchi Indù, molto più spartano e semplice da utilizzare rispetto al primo. Infatti, al contrario del precedente, qui non è richiesta la conoscenza di Correzione Fuso, Equazione del Tempo, coordinate del sito ecc…

Con questo sistema, molto semplicemente, bisogna attendere l’istante in cui l’estremità d’ombra dello stilo tocca il cerchio per entrarne al suo interno. Questo accadrà in un’ora qualsiasi prima del mezzogiorno. Sarà sufficiente tracciare il punto esatto in cui l’estremità d’ombra prodotta dallo stilo tocca il cerchio stesso.

Ora occorre solo attendere che l’ombra vada di nuovo a toccare il cerchio, questa volta per uscire all’esterno da esso. Accadrà in un’ora qualsiasi dopo il mezzogiorno. Anche in questo caso si segna il punto esatto di contatto.

A questo punto sarà sufficiente, con l’aiuto di una riga, tracciare una retta che passa per quei due particolari punti, quella retta segnerà esattamente la direzione Est-Ovest.

Nel mio caso si tratta della retta tratteggiata che vedete in figura.

Dall’utilizzo di questi due metodi mi aspetto di avere una misura decisamente più approssimata con i Cerchi Indù, rispetto a quello della Bussola Solare. Infatti nel caso dei cerchi, sulla bontà della misura influisce moltissimo la non perfetta ortogonalità dello stilo, i cerchi quasi mai perfettamente circolari e centrati “esattamente” intorno allo stilo stesso, lo spessore stesso dei cerchi dovuti alla dimensione della punta della matita.

Nel caso della Bussola Solare invece lo gnomone è perfettamente ortogonale, in quanto costituito da un triangolo, che in aggiunta è anche supportato lateralmente da una squadretta metallica, inoltre lo spessore delle linee orarie è decisamente inferiore al millimetro, in quanto stampate al plotter da un file autocad.

In ogni caso, una volta confrontate le direzioni Est-Ovest con i due differenti sistemi, ho notato che, sorprendentemente, la differenza tra i due è di appena 3′ (cioè 0.05 gradi), ovviamente in favore della Bussola Solare.

Questa ottima approssimazione ottenuta con un sistema così spartano come quello dei Cerchi Indù, mi riporta a pensare agli ottimi lavori realizzati dalle antiche civiltà del passato che, senza tecnologia o altre “diavolerie”, di cui disponiamo nei giorni nostri, riuscivano a costruire delle autentiche meraviglie.

Parlo delle piramidi, sia egizie che Maya, parlo degli straordinari calendari lunisolari, della spaventosa precisione nella previsione dei vari eventi astronomici (eclissi, congiunzioni, occultazioni ecc…).

Risultati ottenuti con qualche bastone conficcato nel terreno, qualche filo a piombo e pochi altri “spartani” accorgimenti, ma usati con una precisione ed una maestria davvero invidiabili.

Vito Lecci

P.S.: Potete vedere il lavoro ultimato QUI.

3 Commenti »

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  1. Questo articolo mi porta a porre una domanda che avevo in serbo da tempo. Ho letto vari articoli di archeoastronomia nei quali si faceva presente come delle civiltà antiche (Maya, egizi, babilonesi e chi più ne ha più ne metta) potessero avere delle conoscenze in campo astronomico da fare “quasi” invidia a quelle che si possiedono oggi. Alcune (come i Godon) erano anche in grado di calcolare la traiettoria apparente del moto di Sirio e della sua compagna. Tutto questo è veramente possibile o sono solo fandonie?

    Commento di Marco — 2 Aprile 2008 #

  2. Assolutamente no Marco.
    Come dici tu sono soltanto fandonie.
    Per scoprire Sirio B, sebbene sia di magnitudine 8.65, è stato necessario un rifrattore da 18 pollici, non basta certo l’occhio nudo.
    Il libro, scritto da un ciarlatano americano, sulla storiella che i Dogon (tribù dell’Africa occidentale) fossero venuti in contatto con gli abitanti di Sirio B, dai quali avrebbero ereditato queste conoscenze, è stracolmo di inesattezze (volontarie o involontarie, non sappiamo) che attraverso tutta una serie di strampalate elucubrazioni, avrebbero portato a questa conclusione.
    Nelle mie numerose peregrinazioni col Planetario itinerante, sono venuto anche in contatto con persone che, dopo aver letto quel libro, sono “fermamente” convinte che siamo stati visitati dagli abitanti di Sirio B, entrati in contatto con noi attraverso i Dogon, appunto.
    Ma preferisco non continuare oltre, potrei scrivere per ore…

    Commento di Vito Lecci — 2 Aprile 2008 #

  3. Non conoscevo questo libro, ma a quanto dici bisogna aver avuto un bel coraggio a scriverlo!!!Tutto questo è un crimine per la conoscenza!!! Grazie per la risposta esaustiva!!!

    Commento di Marco — 2 Aprile 2008 #

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