Forse è Materia Oscura quella rilevata al Gran Sasso

26 Aprile 2008 - 01:22 | In Astrofisica | 3 Commenti

Sono decenni che i ricercatori gli starebbero dando la caccia, ma finora senza risultato.

Si tratta della Materia Oscura, termine coniato nel 1930 dall’astronomo Fritz Zwicki, che dovrebbe costituire il 90% della materia presente nell’Universo, ma che non risulta visibile ai nostri occhi né si è mai riusciti a rilevarne la presenza con nessun altro rivelatore.

Il motivo di tanta difficoltà a rilevare le WIMPS (weakly interacting massive particle) sta proprio nella loro massa infinitesima, che renderebbe estremamente difficoltosa l’interazione con altra materia.

E’ per questo motivo che l’annuncio della ricercatrice Rita Bernabei, dell’Università di Roma “Tor Vergata”, ha gettato non poco scompiglio nel mondo accademico, quando la stessa, in occasione della conferenza annuale dell’American Physical Society (12-15 aprile) a St Louis nel Missouri, ha comunicato che il gruppo di ricercatori che coordina avrebbe scoperto per la prima volta al mondo la Materia Oscura.

La scoperta sarebbe avvenuta nei laboratori sotterranei del Gran Sasso, utilizzando il rivelatore DAMA (DArk MAtter), oggi rinominato LIBRA (Large sodium Iodide Bulk for RAre processes), che utilizzerebbe una gran quantità di Ioduro di sodio che avrebbe la caratteristica di emettere un fotone qualora fosse colpito nel nucleo da una WIMP, rivelandone quindi, indirettamente, la sua presenza.

La notizia è stata ampiamente ripresa da note e blasonate riviste scientifiche, ed ha creato una spaccatura tra i sostenitori e gli scettici riguardo la scoperta. Ovviamente adesso occorre fornire ulteriori prove e magari delle repliche dell’esperimento, prima che la scoperta possa essere accettata nel mondo accademico.

Vito Lecci

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