Parte il Discovery

31 maggio 2008 - 00:10 | In Astronautica | 10 Commenti

Come da programma lo Shuttle Discovery parte oggi, sabato 31 maggio, per la missione STS-124.

Il lancio è previsto per le 17:02 (ora di Cape Canaveral) in Italia saranno le 23:02, quindi un orario non del tutto scomodo per coloro che volessero seguirne il lancio sul proprio PC, direttamente dal sito della NASA. Potete farlo collegandovi a questo link:
http://www.nasa.gov/multimedia/nasatv/index.html

Vi ricordo che la missione avrà lo scopo di portare, sulla ISS, la restante parte del laboratorio giapponese KIBO, il relativo braccio meccanico ed altro materiale per la Stazione Spaziale.

Tra le altre cose, nell’immagine accanto, potete notare uno dei tecnici che imbarca sullo Shuttle, un collo contenente la toilette di ricambio che sostituirà quella andata in avaria qualche giorno fa, come vi facevo presente in un precedente post.

Vito Lecci

Sarà a Torino il controllo missione di ExoMars

30 maggio 2008 - 02:53 | In Astronautica | Commenti disabilitati

E’ recentissima la notizia che annuncia Torino come la città europea in cui sarà allestita la base terrestre per il controllo, attimo per attimo, della missione ExoMars che vedrà un robot, interamente europeo, muovere i suoi passi sul suolo marziano.

Ma già prima del lancio, previsto per il 2013, il nuovo centro dovrà ricreare l’impervio terreno sul quale si muoverà il robot per eseguire dei test, con dei prototipi, che permetteranno di migliorare e mettere a punto il sistema di avanzamento del rover e del relativo software di gestione.

La missione del rover, che atterrerà sulla superficie marziana, avrà una durata di sei mesi, mentre l’orbiter studierà il pianeta per almeno sei anni.

Tra gli obiettivi scientifici ci sono:

  • studiare l’ambiente sulla superficie per cercare tracce di vita, passata o presente;
  • individuare i possibili pericoli sulla superficie, in previsione di future missioni umane;
  • sviluppo di energia solare sulla superficie.

Vito Lecci

Guai sulla ISS: toilette fuori uso

29 maggio 2008 - 02:13 | In Astronautica, Varie | 5 Commenti

Di problemi gli astronauti ne hanno affrontati e ne affrontano in continuazione, di ogni genere, ma credo che questa sia la prima volta che hanno a che fare con una toilette fuori uso.

Purtroppo da qualche giorno il “prezioso” accessorio ha cessato di funzionare e, i tre astronauti attualmente a bordo della ISS, hanno dovuto utilizzare quello della stazione Soyuz, attualmente attraccata accanto al Laboratorio Orbitante.

Purtroppo però quest’ultimo ha una capacità limitata, dopotutto non era previsto un uso “più intensivo” del normale, quindi urge assolutamente una soluzione al problema.

I tecnici della NASA hanno suggerito una soluzione provvisoria, con un sistema di sacchetti collegati alla parte ancora funzionante della toilette, ma ovviamente la situazione non potrà reggere ancora a lungo.

Immaginate già il nostro disagio a terra per un bagno non funzionante, nel caso dello spazio questo disagio dovrete moltiplicarlo almeno per 1000. Infatti, mentre a terra abbiamo sempre la gravità che “ci aiuta”, sulla ISS invece non è cosi e, se non si prendono le giuste precauzioni, ciò che non si vorrebbe potrebbe andarsene in giro per la stazione.

Meno male che tra pochi giorni è prevista la partenza della missione STS-124, che porterà soccorso agli astronauti in orbita. Infatti il lancio dello shuttle Discovery è previsto per sabato 31 maggio alle 17:02 (ora locale di Cape Canaveral).

Vito Lecci

Una morte annunciata

28 maggio 2008 - 00:59 | In Astrofisica | 3 Commenti

Alcuni astronomi hanno appena realizzato una ripresa di una stella supergigante morente, nella vicina galassia della Grande Nube di Magellano, visibile nel cielo australe.

L’impresa è stata possibile utilizzando due telescopi (da 8,2 metri di diametro) ubicati in Cile, che hanno permesso di individuare, intorno alla stella WOH G64, uno spesso toro di dense polveri. Si stima che la stella dovrebbe avere una massa pari a 25 masse solari.

Per la prima volta si ha la possibilità di monitorare le fasi precedenti della morte di una stella, in una galassia esterna alla nostra Via Lattea.

Sebbene la WOH G64 oramai si sta avvicinando al suo destino, che la porterà a diventare una supernova, probabilmente l’esplosione non avverrà prima di qualche altro migliaio di anni.

E’ molto probabile che un giorno, i nostri lontani discendenti, vedranno nel cielo australe una supernova così brillante da poter essere vista addirittura ad occhio nudo, all’interno della Grande Nube di Magellano.

Vito Lecci

Phoenix arriva sana e salva su Marte

27 maggio 2008 - 04:37 | In Astrofisica, Astronomia | Commenti disabilitati

Grande gioia e soddisfazione al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena (California) per il successo dell’atterraggio della sonda Phoenix nella regione del Green Valley, in prossimità del Polo Nord marziano.

La sonda, dopo aver mandato il messaggio a terra che confermava il buon esito dell’atterraggio, come da programma, ha subito scattato delle foto dell’ambiente circostante.

Ne approfitto per allegarvene una che potrete ingrandire cliccandoci sopra.

Presto provvederò ad inviarvi nuove foto e gli aggiornamenti sull’attività della sonda.

Vito Lecci

Ritorna Giove

26 maggio 2008 - 01:00 | In Astronomia | 4 Commenti

Mentre attendiamo fiduciosi nuove dalla sonda Phoenix, che a quest’ora avrà già iniziato l’approccio alla discesa sulla superficie marziana, ne approfitto per informarvi che inizia a far capolino Giove, il gigante del sistema solare.

Lo potete scorgere ad est, luminosissimo, in tarda nottata.

In queste sere sorge verso le 23:30, già mezz’ora o un’ora più tardi potrete vederlo senza difficoltà nella costellazione del Sagittario. Anche se non riuscite ad individuare il Sagittario non preoccupatevi affatto. E’ impossibile non vedere Giove, è l’astro più luminoso visibile in quella direzione in queste sere.

Vi propongo una piccola immagine del pianeta che ho realizzato qualche anno fa. Potrete scorgere i suoi satelliti galileiani, le bande e quatoriali e la Grande Macchia Rossa.

Non appena saremo all’opposizione provvederò ad eseguire una nuova serie di riprese, ovviamente vi terrò aggiornati.

Se volete approfittarne per osservarlo, potreste provare anche con un semplice binocolo 10×50, potrete già scorgere i suoi primi quattro satelliti: Io, Europa, Ganimede e Callisto (gli unici visibili da Terra). E, osservandolo a distanza di qualche ora, sarete perfettamente in grado di apprezzare la variazione nella posizione dei suoi satelliti.

Vito Lecci

Phoenix arriva su Marte

25 maggio 2008 - 02:00 | In Astrofisica, Astronautica | 2 Commenti

Oramai ci siamo,
nel momento in cui esce questo post la sonda Phoenix è vicinissima al Pianeta Rosso.

Mancano meno di 24 ore all’atterraggio sulla superficie marziana, che avverrà nella notte tra domenica 25 e lunedi 26, per noi italiani.
Ecco gli orari di ognuna delle fasi di discesa sul suolo marziano:

Lunedì 26 maggio 2008:
01:39 (ora Italiana) – separazione dall’ultimo stadio;
01:40 – il veicolo assume l’assetto di ingresso in atmosfera;
01:46 – ingresso in atmosfera;
01:46-01:47 – blackout radio, a causa del plasma che circonda il veicolo;
01:50:15 – apertura paracadute;
01:50:30 – distacco dello scudo termico;
01:50:40 – abbassamento delle tre zampe;
01:51:30 – attivazione del radar altimetrico;
01:53:09 – distacco dal paracadute;
01:53:12 – accensione razzi di discesa;
01:53:52 – Touchdown, Phoenix ha toccato il suolo marziano.

Come potete vedere, dal blackout fino all’atterraggio, trascorreranno 7 minuti. In questo intervallo di tempo, al centro di controllo missione, saranno tutti col fiato sospeso per la sorte della sonda.

La sequenza di atterraggio sarà monitorata anche dalla sonda ESA Mars Express, attualmente in orbita marziana, tuttavia sarà solo il segnale inviato a terra dalla Phoenix, immediatamente dopo l’atterraggio, che permetterà ai tecnici di missione di tirare un sospiro di sollievo.

Subito dopo l’atterraggio la sonda dispiegherà i suoi pannelli solari, farà alcune riprese intorno a sè e poi “a nanna” per un meritato riposo.

La sonda riprenderà la sua piena attività lunedi sera, e sara’ l’inizio di una missione che promette di cambiare la storia dell’esplorazione marziana.

Vi ricordo che potrete trovare il filmato di tutte le fasi, dal decollo da Terra fino all’atterraggio su Marte e successive attività di ricerca, sul precedente post dedicato alla sonda.

Vito Lecci

Quando la tecnologia spaziale ci viene in aiuto

24 maggio 2008 - 02:19 | In Varie | Commenti disabilitati

Il più delle volte non ce ne rendiamo affatto conto, ma molto spesso la tecnologia usata nei satelliti o nelle varie sonde spaziali, trova poi impiego nella vita quotidiana e, senza accorgercene, entra a fare stabilmente parte della nostra vita.

Si potrebbero citare tantissimi esempi a questo proposito, ma ci soffermiamo sui due “nuovi arrivati”.

Innanzitutto pensiamo alla possibilità di rendere disponibile internet a banda larga su treni ad alta velocità. E’ proprio quello che stanno facendo l’ESA in collaborazione con l’azienda inglese 21Net. Attualmente è disponibile questo servizio su alcuni treni Thalys che collegano Germania, Francia, Belgio, Gran Bretagna, Olanda, Austria e Svizzera. Questi treni sfrecciano a 300 Km/h mentre sono collegati con un satellite a 36.000 km di altezza che viaggia a 11.000 km/h. Il collegamento non si interrompe neppure durante l’attraversamento delle gallerie, in quanto il sistema si connetterebbe, per il tempo di attraversamento, ai ripetitori terrestri GPRS, UMTS o GSM.

Si tratta di un felice esempio di come un’azienda privata investa in innovazione e tecnologia, offrendo all’Europa di riguadagnare competitività al livello globale, e permetterci una volta tanto di esportare tecnologia piuttosto che importarla sempre dai “soliti noti”. Un esempio che dovrebbe essere imitato.

Altra interessante novità è il radar GINGER (Guidance and Into-the-Ground Exploration Radar), sviluppato dall’ESA, che farà parte della dotazione strumentale dei futuri rover che sbarcheranno su Marte o sulla Luna. Sulla tecnologia di GINGER un’industria svizzero-tedesca ha sviluppato dei radar da utilizzarsi per l’individuazione di eventuali crepe nascoste nelle pareti delle miniere. Questi radar, molto più performanti di quelli finora utilizzati, sono in grado di scandagliare anche nella roccia più dura. Già in Canada si sta utilizzando questo radar per aumentare la sicurezza dei minatori.

Un’altra interessante applicazione di questi radar è quella dell’impiego per l’individuazione delle mine anti-uomo, soprattutto quelle in plastica che sfuggono al metal detector.

Vito Lecci

Esplosione in diretta

23 maggio 2008 - 00:10 | In Astrofisica | 2 Commenti

Non era ancora mai capitato prima d’ora, ma questa volta alcuni fortunati ricercatori stavano guardando proprio nel posto giusto, al momento giusto, per vedere in diretta l’esplosione di una supernova.

Lo scorso 9 gennaio stavano utilizzando il telescopio Swift, della NASA, per osservare la galassia a spirale NGC 2770 quando, inaspettatamente, hanno rilevato il bagliore di raggi X emesso da una supernova, che è stata denominata “SN 2008D”.

Già da 40 anni gli astronomi avevano previsto che il primo segno dell’esplosione di una supernova fosse l’emissione di radiazione X, questa scoperta conferma quindi quella previsione.

Subito dopo i primi istanti della scoperta sono stati allertati tutti gli altri telescopi, nello spazio e da terra, questo ha reso possibile seguire il fenomento non solo nella banda X, ma anche radio e ottica, per tutti i 30 giorni della sua durata.

Ciò ha permesso di risalire alle caratteristiche della stella che l’ha originata.

Vito Lecci

Tiro al bersaglio sulla Luna

22 maggio 2008 - 00:07 | In Astronomia | Commenti disabilitati

Da quando nel 2005 la NASA ha preso la decisione di voler tornare sulla Luna, per installarvi una base permanente, i ricercatori si sono subito chiesti quali fossero i rischi legati ad eventuali impatti di meteoriti sulla sua superficie.

Al contrario della Terra infatti, la Luna è priva di quello scudo naturale rappresentato dall’atmosfera, che la proteggerebbe dall’impatto anche con minuscoli oggetti vaganti nello spazio.

Gli astronomi hanno quindi puntato i telescopi sulla Luna per registrare i flash (visibili da Terra) dovuti alle esplosioni generate dagli impatti meteorici. La velocità di tali impatti si aggira intorno ai 50.000 Km/h, sprigionando un’energia così elevata che, anche un piccolo frammento, potrebbe scavare un cratere da un metro di diametro.

Ebbene, in questi ultimi due anni e mezzo, sono stati registrati ben 103 impatti !!!

Ovviamente in alcuni periodi dell’anno, come nel caso della notte delle Perseidi (in agosto) o della notte delle Leonidi (in novembre) ecc… la Terra entrando nella nube di detriti generati da varie comete, ci regala spettacoli bellissimi, sono questi piccoli frammenti che entrando in atmosfera generano le bellissime scie luminose alle quali i più romantici affidano i propri desideri.

Tuttavia in quelle stesse notti la Luna invece, priva di atmosfera, viene bersagliata da questi detriti che arrivano diretti sulla sua superficie.

In questi casi i flash osservati da Terra sono di almeno uno ogni ora, ma potrebbero essercene molti altri non rilevabili da qui.

Il fatto sconcertante tuttavia è che, anche nei periodi “calmi”, in cui la Terra non attraversa nessuna regione ricca di detriti, sulla Luna continuano a registrarsi dei flash, ovviamente in misura minore, ma comunque significativa.

Il rischio per il singolo astronauta di essere colpito rimane minimo, ma la preoccupazione è anche quella delle strutture che si andrebbero a costruire, che esporrebbero una grande superficie al rischio di impatto.

Si sta cercando quindi di costruire una mappa per valutare statisticamente quali siano le aree più “sicure” da questo punto di vista. Da questa prima bozza noto che le regioni polari, proprio dove si sta pensando di realizzare la base permanente, sia meno movimentata.

Così, ad occhio, decisamente azzeccati mi sembrano i nomi che Galileo diede al “Mare della Tranquillità” e al “Mare della Serenità” (le chiazze scure al centro del disco lunare), che sembrano essere davvero più tranquille. Probabilmente perché quella è la regione della Luna perennemente rivolta verso di noi, e quindi meno esposta agli impatti.

Esattamente al contario di quanto accade nella parte sinistra, bersagliata molto più intensamente, credo proprio perché, nel suo moto di rivoluzione intorno a noi, la Luna avanza in senso antiorario, quindi esponendo maggiormente il lato che a noi appare a sinistra.

Vito Lecci

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