Lavorare nell’ESA
21 maggio 2008 - 00:10 | In Varie | 5 Commenti
In un precedente post vi parlavo dell’apertura dei bandi per diventare Astronauta dell’ESA. Ebbene oggi l’Agenzia Spaziale Europea sta cercando anche diverse altre figure professionali da inserire nel proprio organico.
Siamo particolarmente interessati alle candidature presentate da esperti desiderosi di lavorare allo sviluppo di lanciatori e missioni correlate al volo spaziale umano, discipline scientifiche, telecomunicazioni, navigazione e osservazione della terra” , spiega Bettina Boehm, Capo delle Risorse Umane dell’ESA.
Le specifiche aree di competenza su cui si focalizzano le iniziative di reclutamento sono:
- gestione tecnica e della qualità:
- progettazione di alimentazione e regolazione dell’energia
- tracciamento, telemetria e comando
- navigazione radio
- progettazione di componenti ingegneria della telecomunicazione
- software di bordo
- attività operative e infrastruttura:
- progettazione delle attività operative
- dinamiche di volo
Rimanere sempre aggiornati su tutte le opportunità, in queste ed altre aree dell’ESA, è facilissimo, vi basterà iscrivervi alla loro NewsLetter, a questa pagina:
http://www.esa.int/esaCP/SEMJOW0YUFF_Italy_0.html
L’ESA provvederà ad avvisarvi per tempo all’uscita di ogni nuovo bando.
In bocca al lupo.
Vito Lecci
Phoenix: 5 giorni all’atterraggio marziano
20 maggio 2008 - 01:48 | In Astrofisica, Astronautica, Video | Nessun CommentoIn un precedente post vi avvisavo che la sonda Phoenix oramai è prossima all’appuntamento col Pianeta Rosso.
Ebbene ci siamo, mancano oramai solo 5 giorni all’atterraggio. Mi sembra doveroso sottoporre alla vostra attenzione l’intero filmato che propone tutte le fasi, dal lancio (dello scorso 4 agosto) all’atterraggio (del prossimo 25 maggio) e la simulazione dell’attività che la sonda svolgerà sulla superficie del pianeta.
Soprattutto nella fase di lancio, di stabilizzazione della rotta e di ingresso nell’atmosfera marziana noterete moltissime analogie con la precedente missione MER, solo l’atterraggio e molto diverso. Mentre infatti le due sonde MER (Spirit e Opportunity) atterravano rimbalzando ripetutamente, racchiuse in un tetraedo ricoperto da airbag, nel caso di Phoenix invece, dopo il distacco dal paracadute azionerà dei razzi che le permetteranno di posarsi dolcemente sulla superficie marziana.
Dopo aver spiegato i suoi due pannelli solari circolari, vedrete nella simulazione una parte della strumentazione a bordo della sonda, tra cui:
Surface Stereo Imager (SSI) - Un camera per la ripresa in alta risoluzione di immagini stereoscopiche della superficie marziana;
Robotic Arm (RA) – Un braccio meccanico che raccoglierà dei campioni del suolo da sottoporre ad analisi;
Meteorological Station (MET) – una sorta di stazione meteo che utilizzerà un raggio laser che, inviato verso lo Zenit, andrà ad intercettare le particelle di polvere e ghiaccio in sospensione permettendone lo studio dell’atmosfera.
Vito Lecci
Desktop Earth
19 maggio 2008 - 08:32 | In Varie | Nessun Commento
Oggi vorrei segnalarvi un simpaticissimo sfondo “animato” per il vostro desktop.
Si tratta di Desktop Earth, un software assolutamente gratuito che, una volta installato sul vostro PC, vi mostra come sfondo l’immagine del nostro pianeta con la sua regione illuminata, o in ombra, aggiornata sulla base dell’orologio interno del vostro PC.
Il software adatta automaticamente la dimensione dell’immagine alla risoluzione impostata sul vostro monitor, la centra tenendo conto della vostra nazionalità. Voi poi potrete decidere di aumentare o diminuire la quantità di nubi visibili, oppure quella dell’illuminazione notturna delle città, oppure addirittura inserire il chiarore prodotto dalla Luna.
Il file pesa 6.23 Mb, potete scaricarlo QUI.
Buon divertimento !
Vito Lecci
Scoperta molecola ossidrilica nell’atmosfera di Venere
18 maggio 2008 - 03:47 | In Astrofisica, Astronautica | 2 Commenti
Viene dalla sonda Venus Express, inserita in orbita venusiana dallo scorso 11 aprile 2006, una interessante scoperta sulla composizione chimica dell’atmosfera del pianeta.
Pare infatti che lo spettrometro italiano VIRTIS, in gran parte ideato e realizzato da ricercatori dell’INAF e dalla Società Galileo Avionica per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana, abbia rilevato la presenza di ossidrile, una molecola prodotta dalla reazione chimica tra l’idrogeno (H) e l’ozono (O3).
Il gruppo ossidrile, formato da un atomo di ossigeno (O) ed uno di idrogeno (H), lo stesso presente nell’idrossido di sodio (NaOH), nell’idrossido di potassio (KOH) ecc… si troverebbe ad un’altezza di 100 km dal suolo e contenuto entro un guscio di circa 10 Km di spessore. Mai prima d’ora questa molecola era stata rinvenuta su un altro pianeta.
Questo permetterà ai ricercatori di comprendere in maggior dettaglio la composizione chimica dell’atmosfera di Venere, che ora mostra essere ancora più simile alla nostra.
Vito Lecci
Cosa c’è sotto il ghiaccio marziano?
17 maggio 2008 - 01:37 | In Astrofisica, Astronautica | 4 Commenti
Grazie allo Shallow Radar, a bordo della sonda NASA Mars Reconnaissance Orbiter, è stato possibile rilevare, sulla regione polare di Marte, uno spesso strato di ghiaccio.
Come si può notare dall’immagine radar in alto, essa mostra qualcosa che non si era mai visto prima: una serie di quattro spessi strati di ghiaccio e polvere intervallati da strati di ghiaccio puro.
Questo ci fornisce almeno due informazioni sul Pianeta Rosso.
Prima di tutto occorre dire che una simile stratificazione evidenzia almeno un milione di anni di cicli di cambiamenti climatici su Marte, causati da variazioni dell’inclinazione dell’asse del pianeta e dalla sua orbita eccentrica intorno al Sole.
Altro dato importante è che, uno strato di 2 km di spessore ed oltre 1000 km di estensione avrebbe un peso cosi elevato che sulla Terra potrebbe causarne uno sprofondamento del terreno. A quanto pare questo non è accaduto su Marte, mettendone quindi in evidenza una inaspettata durezza della sua litosfera.
Questo significa anche che una eventuale ricerca di acqua più calda ed allo stato liquido, che possa eventualmente contenere qualche primitiva forma di vita, dovrebbe essere cercata molto più in profondità di quanto non si pensasse di fare in precedenza.
In ogni caso, il prossimo 25 maggio atterrerà, sulla regione polare nord, la sonda Phoenix Mars Lander che potrà fornirci ulteriori informazioni a questo proposito.
Vito Lecci
Le “antenne” ancora più vicine
16 maggio 2008 - 03:20 | In Astrofisica | 1 Commento
In un mio precedente post, vi parlavo di una serie di immagini di galassie in collisione prodotte dall’Hubble Space Telescope.
Riprendo in parte l’argomento, vi parlo oggi delle galassie interagenti NGC 4038 e NGC 4039, soprannominate “Le Antenne”. Esse sono, tra le galassie in collisione conosciute, quelle reciprocamente più vicine tra loro, con una distanza di 65 milioni di anni luce.
Oggi però, grazie a più dettagliate informazioni, ottenute proprio per mezzo del Telescopio Spaziale Hubble, si è riusciti ad avere una misura più precisa della loro distanza che, sorprendentemente, appare ancora più breve: soltanto 45 milioni di anni luce.
Per ottenere questo risultato i ricercatori hanno concentrato la loro attenzione su alcune giganti rosse posizionate nelle “code” delle due galassie, quindi in regioni relativamente tranquille. Poiché le giganti rosse sono stelle a magnitudine assoluta standard, misurandone la magnitudine apparente da terra se ne può ricavare la distanza da noi, quindi la distanza reciproca tra esse.
Vito Lecci
Giovane supernova nella nostra Galassia
15 maggio 2008 - 01:51 | In Astrofisica | Nessun Commento
E’ stata individuata la più giovane supernova all’interno della nostra stessa Galassia, grazie alle misurazioni del telescopio spaziale Chandra.
L’esplosione si sarebbe verificata circa 140 anni fa. Prima di questa, nella nostra Galassia, abbiamo solo la Cassiopea A, che si stima dovrebbe essere esplosa nel 1680.
La supernova è visibile solo nella banda radio e X, trovandosi infatti in prossimità del centro galattico, la densa quantità di polveri è gas ne impediscono l’individuazione con telescopi ottici.
In realtà questa supernova si conosceva sin dal 1985, ma all’epoca ne venne stimata un’eta compresa tra i 400 ed i 1000 anni. Oggi, a più di 20 anni di distanza da allora, dalle osservazioni in banda X del telescopio spaziale Chandra, è stato possibile rilevarne la grande velocità di espansione dei suoi resti, che ha permesso di fare una stima molto più accurata della sua età, che la porterebbe quindi ad essere la supernova più giovane che sia stata mai rilevata nella nostra Galassia.
Ovviamente questo permetterà di migliorare la comprensione sull’esplosione ed il successivo comportamento delle stelle.
Vito Lecci
La cultura non ha prezzo
14 maggio 2008 - 02:24 | In Gnomonica, Varie | 4 Commenti
Cari Amici,
di ritorno dalla mia breve pausa noto con piacere, sia dai commenti lasciati sul blog, sia dalle e-mail che mi inviate privatamente, che gradite molto anche gli argomenti inerenti alla sezione “dintorni” ai tre temi principali.
Per questo motivo in questo post vorrei condividere con voi una mia esperienza che ho vissuto proprio in questi giorni.
In questo breve periodo di pausa, mi sono recato a Firenze per qualche giorno dove ho avuto modo di immergermi totalmente tra storia, arte e cultura del rinascimento italiano. Inutile dire che il Duomo, la torre campanaria di Giotto, la casa di Dante, la chiesa di Santa Croce, che custodisce la tomba di Galileo Galilei, la Galleria degli Uffizi, il Museo della Storia della Scienza, che custodisce il cannocchiale “originale” costruito e utilizzato personalmente da Galileo, e tantissime altre cose ancora, hanno suscitato in me un’emozione davvero intensa.
A dire la verità non è certo la prima volta che mi reco a Firenze, ma questa volta ero spinto anche dalla curiosità di vedere l’ultima grande meridiana monumentale che è stata inaugurata, lo scorso 17 dicembre, proprio sul marciapiede antistante il Museo della Storia della Scienza.
Purtroppo però arrivato sul posto noto, con mio grande rammarico, che proprio qui ci sono dei lavori in corso che ne impediscono la visione. La meridiana è stata, in gran parte, protetta con doghe di legno, da eventuali danni che potrebbero essere accidentalmente cagionati durante i lavori stessi. E posso capirlo perfettamente se penso, non senza un brivido alla schiena, al costo di quest’opera.
Dalla foto in alto potete notare una parte del lungo stilo (alto circa 6 metri) che porta sulla propria sommità lo gnomone della meridiana: un poliedro di vetro la cui ombra andrà a segnare le ore e la stagione dell’anno.
La foto in basso invece mostra, a pochi metri dallo gnomone, alcune delle linee orarie e diurne della meridiana stessa.
La meridiana funziona dalle 09:00 alle 14:00. La linea di ottone sulla destra indica le 13:00, invece l’altra linea di ottone, quella sulla fascia di travertino (in alto a sinistra), è la linea del mezzogiorno.
Le altre due fasce di travertino “curve” sono invece le linee diurne, quella più in alto è la linea del solstizio d’inverno, come indicato anche dal simbolo zodiacale del Capricorno.
La fascia più in basso invece indica l’ingresso del sole nelle costellazioni zodiacali dell’Acquario e del Sagittario, come indicato dai relativi segni dello zodiaco neri incastonati nel travertino chiaro.

Come potete vedere quindi, la meridiana è stata costruita in maniera tale che l’ombra dello gnomone cada esattamente al centro del portone di ingresso al Museo della Storia della Scienza, proprio nell’istante del mezzogiorno del solstizio invernale.
Peccato che non fosse visibile anche il resto, ma da quel poco che sono riuscito a vedere direi che si tratta di un’opera davvero splendida.
Lo so che fremete dalla voglia di conoscerne il costo, visto che vi accennavo qualcosa poco fa. Ebbene si, direi che nella Città dell’Arte non si bada davvero a spese quando si tratta di promuovere la cultura. Per questa meridiana infatti è stata spesa la ragguardevole cifra di 400.000 euro.
Si… avete capito bene… quattrocentomila euro.
Brrr… un altro brivido percorre la mia schiena mentre vi scrivo questa cifra…
Vito Lecci
Phoenix in prossimità marziana
13 maggio 2008 - 03:17 | In Astronautica | Nessun Commento
Lanciata lo scorso 4 agosto 2007, la sonda Phoenix della NASA, è oramai prossima all’appuntamento con Marte.
Se tutto procede come previsto l’arrivo dovrebbe avvenire il prossimo 25 maggio e la conferma dell’atterraggio dovrebbe arrivare alle 01:53 (ora italiana), con 15 minuti e 20 secondi di ritardo, a causa della distanza Marte-Terra che, in quel giorno, dovrebbe essere di 276.000.000 di Km.
La sonda sbarcherà nella regione artica del Pianeta Rosso ed il suo primo obiettivo è quello di studiare la passata presenza di acqua sul pianeta, in secondo luogo valutare la presenza di zone di vivibilità.
La sonda è dotata di diversi strumenti, tra cui anche un braccio robotico, che scaverà fino a mezzo metro sotto la superficie al fine di prelevare dei campioni da analizzare.
Vito Lecci
Boomerang nello spazio
12 maggio 2008 - 00:10 | In Varie, Video | 2 CommentiIl Boomerang, affascinante strumento da caccia usato dagli aborigeni australiani, offriva grandissimi vantaggi ai cacciatori. Solitamente realizzato in legno una volta lanciato ruota velocemente su se stesso e può colpire con forza la preda tramortendola. In questo caso il boomerang cade a terra in prossimità della preda stessa. Ma se il colpo va a vuoto allora esso compie una ellisse perfetta ritornando indietro, ciò impedisce lunghe ed estenuanti corse per recuperarlo ogni volta.
Ma vi siete mai chiesti come si comporterebbe un boomerang se venisse lanciato in assenza di gravità?
La risposta è presto data: “Si, anche nello spazio, in assenza di gravità, il boomerang si comporta esattamente come a terra.”
Guardate il video, girato a bordo della ISS, per credere.
Vito Lecci
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