Un buco nero sfrattato

11 maggio 2008 - 00:10 | In Astrofisica | 2 Commenti

Due buchi neri all’interno di una stessa galassia possono collidere e fondersi tra loro, ciò genererebbe una spaventosa onda gravitazionale che potrebbe proiettare il nuovo buco nero anche al di fuori della stessa galassia ospite. Una simile possibilità era già stata prevista basandosi su modelli matematici e simulazioni al computer messi a punto dai ricercatori, ma mai era stata osservata.

Oggi però è stato, per la prima volta, osservato un simile evento grazie al satellite ROSAT che ha rilevato una nube di accrescimento di un buco nero supermassiccio (100 milioni di volte la massa del Sole), spostarsi alla folle velocità di 2.650 Km al secondo !!!

Ovviamente questa scoperta, che conferma le previsioni fatte sulla base della teoria della relatività, avrà enormi ripercussioni sulla comprensione della formazione e dell’evoluzione dell’Universo. La scoperta ci dice che, all’esistenza di galassie senza un buco nero, si contrappongono quelle che il buco nero lo hanno perduto, il che implica anche che dovrebbero esserci buchi neri che se ne vanno girovagando negli spazi intergalattici.

Alla luce di questa nuova conoscenza si schiude una nuova serie di domande: Galassie e buchi neri si sono evoluti assieme nel primo Universo? Qual è la consistenza della popolazione di galassie di questo tipo? Le galassie private del loro buco nero subiscono un’evoluzione differente dalle altre?

Siamo alle solite… ogni quesito che trova una risposta dà origine ad una quantità di altri quesiti altrettanto interessanti ed affascinanti.

E’ proprio questo il bello della scienza nella sua continua ed incessante corsa verso nuova conoscenza…

Vito Lecci

Tramonto Salentino

10 maggio 2008 - 00:10 | In Varie | 9 Commenti

Qualche giorno fa, approfittando della magnifica giornata, me ne sono andato in giro, con la mia fedele camera fotografica, a caccia di immagini.

Mi trovavo vicino al mare quando ho visto il sole al tramonto infuocare il cielo ed i suoi raggi dipingere d’oro gli spruzzi dell’acqua salmastra, che si infrange sugli scogli.

Non ho resistito alla tentazione di portarmi a casa quella bellissima immagine.

Oggi gioisco di poterla condividere con voi.

Se vi piace cliccandoci sopra potrete anche scaricarne una versione ad alta risoluzione, da utilizzare come sfondo per il vostro computer.

Vito Lecci

Un tour nella Stazione Spaziale Internazionale

9 maggio 2008 - 00:10 | In Astronautica | 2 Commenti

In molti articoli postati su questo blog si parla spesso della ISS (Stazione Spaziale Internazionale), ma vi siete mai chiesti come è fatta dall’interno? come si vive a bordo?

Oggi chiunque di voi potrà fare una visita virtuale della ISS, attraverso un sito opportunamente realizzato dalla NASA.

Qui potrete entrare nei vari nodi e moduli presenti, potrete andare a vedere dall’interno il nodo 2 (italiano) oppure il Laboratorio Spaziale Columbus che ha fornito l’Italia, oppure il laboratorio Kibo (giapponese), oppure dove vi pare.

Ci sono anche dei filmati che vi faranno vedere come gli astronauti vivono, dormono, mangiano, lavorano o fanno esercizio fisico.

Troverete il tutto a questo link: http://www.nasa.gov/externalflash/ISSRG/

Beh, anche questo, assieme alle firme raccolte per essere mandate nello spazio, è un modo per renderci maggiormente partecipi a questo grandioso progetto.

Buon divertimento.

Vito Lecci

Mythodea: una musica per la Mars Odyssey

8 maggio 2008 - 00:10 | In Varie, Video | 2 Commenti

Mythodea è il nome di una grandiosa composizione del grande Vangelis Papathanassiou.
L’artista ha composto questa bellissima opera in onore della missione della NASA del 2001: la Mars Odyssey.

L’opera è stata eseguita presso il Tempio di Zeus ad Atene (Grecia), il 28 Giugno del 2001. Era presente un pubblico di un migliaio di persone, più alcune decine di migliaia che la seguirono da un megaschermo presso lo stadio.
Il tutto sotto l’egida del Ministero greco per la Cultura, la società di Beni Culturali. Hanno partecipato inoltre due famose soprano, la London Metropolitan Orchestra, i 120 membri del coro, il Teatro Nazionale dell’Opera della Grecia e ventotto percussionisti.

Quella che vi propongo in questo video è soltanto una minima parte dell’intera opera. Non vi nascondo che è così bella che l’ho ascoltata almeno 5-6 volte “di seguito”.

A proposito, Vangelis è il signore con la barba al pianoforte.

Buon ascolto!

Vito Lecci



Breve pausa

7 maggio 2008 - 01:16 | In Varie | 3 Commenti

Cari Amici,
adesso che i due ponti (25 aprile e 1° maggio) sono passati e quindi il caos, per le strade e nei luoghi turistici si è ridotto, ho deciso di prendermi una brevissima pausa (pochi giorni) di puro relax e tranquillità per andarmene un pò in giro nella nostra beneamata Penisola, insomma un Week-End lungo.

Ovviamente così facendo non potrei più seguire ed aggiornare il blog in quei giorni.
Tuttavia ho sempre affermato che in questo blog avrei inserito un articolo nuovo OGNI GIORNO, e così sarà.
Ho già programmato una serie di post che usciranno automaticamente alle 00:10 di ogni notte.
Ovviamente non conterranno notizie attualissime, ma vi assicuro che i contenuti sono davvero molto simpatici e carini, li ho scelti in previsione di questa breve pausa.
E’ chiaro che, se mi dovesse capitare a tiro un internet point e qualche minuto di tempo da dedicarci, tornerò a dare una sbirciatina al blog ed a rispondere a qualche eventuale commento, altrimenti lo farò al mio ritorno.

A proposito ragazzi, nell’ambito dello slogan che ho scelto: “Astronomia, Astrofisica, Astronautica… e dintorni”, alcuni dei post che seguiranno in questo breve periodo si collocherebbero in “dintorni” ai tre argomenti principali.
Mi piacerebbe molto sapere da voi (una volta che li avrete letti) se sono stati graditi o meno, questo perché, come già sapete, questo blog vuole essere il più possibile aderente ai vostri interessi.

Dateci sotto quindi con i commenti ;)

A prestissimo !!!

Vito Lecci

Singolare scoperta sugli anelli di Giove

7 maggio 2008 - 01:15 | In Astrofisica | Nessun Commento

Utilizzando i dati provenienti dalla sonda Galileo inviata su Giove, prima che terminasse il suo viaggio tuffandosi nella densa atmosfera del pianeta nel 2003, i ricercatori hanno compreso come l’ombra prodotta dal pianeta influisce sui suoi deboli anelli.

Anche Giove infatti possiede degli anelli, sebbene non siano minimamente comparabili con quelli, ben più appariscenti, di Saturno. Gli anelli di Giove infatti sarebbero costituiti da minuscole particelle, generate dalle collisioni tra le meteoriti e quattro delle sue 63 lune: Adrastea, Metis, Amalthea e Thebe.

Si tatta di anelli di polvere così minuscola che, mettendone in fila in migliaio di particelle, raggiungerebbero appena il millimetro di lunghezza. Ma nonostante ciò i sensori a bordo della sonda Galileo sono stati in grado di rilevarne la presenza.

Studiando in modo particolare l’anello in corrispondenza dell’orbita di Thebe, gli astronomi si sono resi conto che il pianeta ne condiziona di molto il suo comportamento. Infatti quando queste particelle sono esposte alla luce del sole assumono una carica elettrostatica positiva, quando invece si immergono nell’ombra del pianeta la loro carica si inverte in negativa. Questo, grazie anche alla loro effimera massa, permette loro di interagire col campo magnetico del pianeta, portandole a inclinare la loro orbita anche di diversi gradi rispetto al piano equatoriale.

Questa inaspettata scoperta potrebbe gettare nuova luce sul meccanismo che porta alla formazione dei pianeti, anche questi infatti nascono da dischi di polveri e gas.

Vito Lecci

Manda il tuo nome nello spazio

6 maggio 2008 - 04:48 | In Astronautica | 1 Commento

Vi ricordate del satellite Keplero che andrà a caccia di nuovi pianeti extrasolari? Ne avevamo già parlato in un precedente post.

Ebbene anche qui la NASA offre la possibilità di partecipare in maniera virtuale alla missione inviando il proprio nome a bordo della sonda.

A differenza della LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter), che sarà diretta verso la Luna, Keplero invece rimarrà in orbita intorno al Sole.

Altra differenza rispetto alla LRO è che i nomi raccolti saranno inseriti in un DVD, anzicchè in un microchip. Una copia del DVD sarà consegnata allo Smithsonian Institution’s National Air and Space Museum di Washington.

Ulteriore interessante differenza è che in questo caso potrete inserire, oltre al vostro nome e cognome, anche la vostra nazione e la possibilità di scrivere un vostro pensiero (massimo 100 parole). Prima di premere sul pulsante “Submit Form”, per inviare i propri dati, occorrerà inserire nell’ultima casella un breve codice alfanumerico che vi comparirà accanto alla stessa. Questo per evitare l’uso indiscriminato del servizio da parte dei robot.

Ovviamente, anche in questo caso, vi sarà data la possibilità di scaricare e stampare il vostro certificato di partecipazione. (Una volta visualizzato sul monitor salvatelo sul vostro computer, cliccandoci sopra col tasto destro del mouse, poi selezionate l’opzione “Salva immagine con nome” quindi scegliete la cartella in cui salvare il file).

L’indirizzo è il seguente: http://www.seti.org/kepler/names/

Il lancio della sonda è stato anticipato a Febbraio 2009, ma il termine ultimo per inviare il proprio nome è il 1° novembre 2008.

Vito Lecci

STS-124: Discovery pronto sulla rampa

5 maggio 2008 - 02:36 | In Astronautica | 1 Commento

Lo Space Shuttle Discovery ha completato il lungo e lento tragitto che lo ha portato fino alla piattaforma di lancio 39A del Kennedy Space Center della NASA.

La sua prossima missione, la STS-124, sarà quella di portare sulla ISS la restante parte del laboratorio giapponese KIBO col relativo braccio meccanico. Ovviamente trasporterà anche del carico utile per la ISS ed è previsto l’avvicendamento del nuovo equipaggio in partenza con quello della ISS, dopo tre mesi di missione.

Il volo avrà una durata di 13 giorni che prevedono anche 3 missioni extraveicolari.

La data del lancio è fissata per il prossimo 31 maggio.

Vito Lecci

Programma Constellation

4 maggio 2008 - 03:25 | In Astronautica, Video | 2 Commenti

Constellation è il nome del nuovo programma della NASA che, una volta mandato in pensione lo Space Shuttle, svilupperà una nuova serie di veicoli spaziali con equipaggio umano, costituiti da lanciatori Ares I e Ares V, dalla capsula Orion e dal modulo lunare Altair.

I veicoli avranno lo scopo sia di rifornire la ISS, ma anche di permettere il prossimo sbarco umano sulla Luna, e magari anche la sua colonizzazione.

A questo proposito vi propongo questo piccolo video della NASA (durata 2 minuti).

Vito Lecci



Sentinelle della Terra

3 maggio 2008 - 02:36 | In Astronautica | Nessun Commento

A volte può capitare che la gente si chieda quali possano essere per l’Umanità i benefici dall’aver mandato uomini sulla Luna, sonde su altri pianeti o satelliti a scrutare stelle e galassie lontane.

Ma, agli indubbi benefici delle ricadute scientifiche delle missioni spaziali nella vita quotidiana di ognuno di noi, oggi si aggiunge ancora un nuovo tassello. Si tratta di benefici che ci provengono dalle conoscenze maturate in seguito alla missione Mars Express, i cui sensori hanno individuato la presenza di un bacino di ghiaccio, o di un lago, alla profondità di 3-4 km sotto la sua superficie.

Ebbene, questa tecnologia adesso sta per essere utilizzata per approfondire le conoscenze del nostro stesso pianeta. Per questo motivo l’ESA ha dato vita al progetto “Sentinel”.

Il progetto prevede l’invio in orbita di 5 diversi tipi di satellite, ognuno dei quali avrà una particolare missione da svolgere.

Il Sentinel 1 verrà lanciato in orbita nel 2011 ed avrà lo scopo di studiare il riflesso delle onde radio sulla superficie oceanica. Una delle possibili applicazioni potrebbe essere quella di fornire una mappatura delle macchie di petrolio, dei ghiacci marini e del rilevamento delle navi.

Il Sentinel 2 sarà lanciato nel 2012 e si dedicherà invece alle terre emerse. Fotograferà la Terra sia nel vicino infrarosso, sia con 13 filtri entro lo spettro della luce visibile. Opererà da -56° a +83° di latitudine.

Anche il Sentinel 3 sarà lanciato nel 2012, contribuirà in maniera fondamentale alle previsioni delle condizioni del mare, importantissimo per garantire una navigazione sicura, ma anche sul clima terrestre.

I Sentinel 4 e 5 dovrebbero invece essere impiegati per lo studio della composizione dell’atmosfera e tenere sotto osservazione, tra le altre cose, ozono, radiazione ultravioletta, qualità dell’aria.

Insomma, un bell’esempio di come una tecnologia utilizzata per lo studio di altri pianeti, si presti in maniera eccellente anche per migliorare la qualità della nostra vita.

Vito Lecci

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