Svelato il segreto di Marte
27 Giugno 2008 - 02:44 | In Astrofisica |
Oltre alla grande attenzione che gli astronomi hanno sempre rivolto al Pianeta Rosso, ne sono testimonianza le numerosissime missioni robotizzate sulla sua superficie, occorrerebbe mettere in conto anche un quesito che i ricercatori si sono sempre posti a proposito della differenza tra i suoi due emisferi.
Infatti, mentre nel suo emisfero Nord, Marte si presenta con pianure vaste e giovani, nell’emisfero Sud invece ci sono diversi altipiani più antichi e ricchi di crateri.
In un primo momento, tra le ipotesi, era stata avanzata quella che un gigantesco impatto cosmico avrebbe potuto profondamente cambiare la sua morfologia in un’area anche molto vasta, come un intero emisfero. Solo oggi però, in seguito ad alcuni modelli realizzati al computer, si è dimostrato che la teoria dell’impatto cosmico è molto verosimile.
Secondo i modelli l’impatto sarebbe dovuto avvenire, più o meno, nel medesimo periodo dell’impatto cosmico avvenuto qui sulla Terra, che ne avrebbe asportato una parte che poi è divenuta la nostra Luna. Quindi circa 60-100 milioni di anni dopo la formazine del Sistema Solare. L’unica differenza tra noi e Marte è che, in quest’ultimo caso, l’impatto non è stato abbastanza violento da asportare del materiale da pianeta stesso, ma si sarebbe solo limitato a squassare un intero emisfero (quello Nord) che, per questo motivo, risulta più giovane dell’altro, questo è anche in perfetto accordo con le anomalie magnetiche rilevate nell’emisfero Sud del pianeta (quello dal lato opposto all’impatto).
L’immagine che vedete l’ho realizzata in occasione della grande opposizione marziana del 2005. Potete notare infatti come l’emisfero Nord (quello in basso nell’immagine), sia molto più liscio e omogeneo rispetto all’altro.
Vito Lecci
4 Commenti »
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Perdona l’ignoranzam ma Marte ha i poli invertiti? io pensavo che solo Urano avesse l’asse in una posizione insolita…
Commento di Marco — 27 Giugno 2008 #
No Marco,
nessuna inversione dei poli.
Lo so che, per convenzione, siamo abituati ad immaginare i pianeti col Polo Nord verso l’alto e il Polo Sud in basso.
Tuttavia è prassi lasciare le immagini così come fornite dagli strumenti ottici. Si sa infatti che i telescopi astronomici invertono le immagini.
In questi casi si inseriscono comunque gli assi che ne indicano la direzione dei punti cardinali.
Commento di Vito Lecci — 27 Giugno 2008 #
ah ok, pensavo che le immagini venissero corrette dopo l’acquisizione…
Commento di Marco — 27 Giugno 2008 #
In effetti, dopo le ore intere passate all’elaborazione post-acquisizione, ribaltarle non costerebbe davvero nulla, appena due clic del mouse.
Ma si usa lasciarle cosi…
Commento di Vito Lecci — 27 Giugno 2008 #