Ghiaccio nascosto nella polvere marziana

20 Giugno 2008 - 04:03 | In Astrofisica, Astronautica | 5 Commenti

Già dalla prima sua apparizione, lo scorso 3 giugno, i ricercatori erano indecisi sulla natura di quello strano materiale bianco che appare, misto alla polvere, in seguito allo scavo prodotto dal braccio robotico della Phoenix.

Inizialmente il dubbio rimaneva tra il ghiaccio ed il sale.

In questa immagine, di uno scavo eseguito 5 giorni fa, il materiale bianco è molto abbondante. Oggi però, nel medesimo sito, tale materiale è quasi del tutto scomparso. Questo suggerisce ai ricercatori che si tratterebbe di ghiaccio d’acqua che, una volta esposto, sarebbe vaporizzato, scomparendo dall’immagine.

Non può trattarsi quindi di sale, che non potrebbe mai comportarsi in questa maniera.

Inoltre, da un successivo tentativo di scavare, sempre alla medesima profondità, pare che il braccio abbia incontrato questa volta uno strato duro di ghiaccio. Questo ovviamente ha molto incuriosito i ricercatori, che sono impazienti di saperne di più.

Vito Lecci

Tre nuovi esopianeti, di piccola taglia

19 Giugno 2008 - 00:12 | In Astrofisica, Astronomia | Nessun Commento

Finora di pianeti axtrasolari, o esopianeti (cioè orbitanti intorno ad altre stelle, oltre al nostro sole) ne sono stati scoperti a decine e se ne aggiungono sempre di nuovi a quelli conosciuti.

Tuttavia a causa sia delle enormi distanze in gioco, sia dei limiti tecnici negli strumenti di ricerca, si sono riusciti a scoprire solo i pianeti più grandi, cioè quelli di massa gioviana e oltre, poco interessanti perché difficilmente in grado di poter ospitare delle forme di vita.

Però, proprio ultimamente, grazie ad uno strumento estremamente preciso, come lo spettrografo HARPS del telescopio da 3,6 metri di La Silla, é stato possibile scoprire pianeti di taglia molto più piccola: da 2 a 10 masse terrestri.

HD 40307 è il nome di una stella singola, a 42 anni luce di distanza da noi, intorno alla quale sono stati scoperti tre nuovi pianeti che hanno rispettivamente 4,2, 6,7 e 9,4 masse terrestri. La scoperta è stata resa possibile grazie alla perturbazione indotta dai pianeti sulla loro stella che, seppur lievissima (solo 2 m/s = 7 Km/h), è stata rilevata dal sensibilissimo spettrografo di La Silla.

I ricercatori sono concordi nell’affermare che questo rappresenti soltanto la punta dell’iceberg, infatti se moltissimi sono i pianeti di taglia gioviana scoperti finora, è assolutamente naturale aspettarsi che altrettanto abbondanti siano anche i, più interessanti, pianeti di taglia terrestre.

Ne approfitto per ricordarvi che, appositamente dedicato alla ricerca di pianeti di taglia terrestre, è la sonda Keplero che sarà lanciata il prossimo anno. Vi rinnovo anche l’invito ad inviare il vostro nome sulla sonda, come vi accennavo in questo precedente post.

Vito Lecci

Si rinnova il guardaroba degli astronauti

18 Giugno 2008 - 00:10 | In Astronautica, Varie | Nessun Commento

Vi ricordate lo sbarco sulla luna del 1969, dove Neil Armstrong e Buzz Aldrin, si muovevano goffamente sulla superficie del nostro satellite, vestiti con una sorta di scafandro che impacciava ogni loro, anche semplice, movimento?

Oggi, a quasi 40 di distanza da allora, la NASA sta progettando il ritorno sulla Luna, ma questa volta sarà diverso, non sarà più una “toccata e fuga”, come allora. Questa volta dovrà essere realizzata una base permanente, dove gli astronauti dovranno rimanere, viverci e lavorare per lunghissimi periodi.

Da questo scaturisce la necessità di avere tute che consentano loro una maggiore libertà nei movimenti. Per questo motivo la NASA ha firmato un contratto, di 745 milioni di dollari in dieci anni, con la Oceaneering International, di Houston, per mettere a punto le nuove tute spaziali.

In realtà quelle che usano adesso vanno benissimo e sono comodissime. Prova ne sono le numerosissime attività extraveicolari che hanno permesso di eseguire agevolmente e perfettamente diversi lavori sulla ISS (montaggio dei vari moduli, nodi, laboratori, bracci meccanici, ecc…). Però queste ultime sono concepite per essere utilizzate in assenza di gravità, sulla Luna non andrebbero assolutamente bene.

Occorre quindi pensare a qualcosa di più leggero, comodo, poco ingombrante, senza sottovalutare la sicurezza. Quelli che vedete nelle immagini seguenti sono dei prototipi e danno un’idea della direzione che si sta prendendo nel design.

Ad essere sinceri, a prima vista non sembrerebbero poi così comode, ma fino al 2020, data del previsto sbarco umano sulla Luna, c’è ancora un pò di tempo. Stiamo a vedere cosa succede.

Vito Lecci

Giove sempre più turbolento

17 Giugno 2008 - 01:08 | In Astrofisica, Astronomia | 4 Commenti

E’ da due anni a questa parte che si sta registrando un aumento della turbolenza e delle tempeste negli strati più esterni dell’atmosfera di Giove.

Tutti, pensando a Giove, lo immaginiamo con la sua famosa “Grande Macchia Rossa” che rappresenta un enorme ciclone, potrebbe contenere per tre volte il nostro intero pianeta al suo interno.

Già da dicembre 2005 però ha fatto la sua comparsa un secondo ciclone, battezzato “Red Spot Jr.”, questo fa pensare che su Giove sia attualmente in atto un profondo cambiamento climatico globale. Per questo motivo molti occhi sono puntati sul gigante del sistema solare e, proprio qualche tempo fa, sia da riprese fatte dall’Hubble Space Telescope (in luce bianca) e sia da quelle del telescopio Keck (nel vicino infrarosso) è stato rilevato un notevole incremento della turbolenza nelle sue bande equatoriali ed è stata, inoltre, registrata la presenza di una terza macchia rossa.

Se le macchie conserveranno il loro moto reciproco, si prevede che in agosto dovrebbero toccarsi e non è ancora chiaro se questo comporterà una fusione tra loro oppure una sorta di azione repulsiva, sarà quindi molto interessante seguirne l’evoluzione.

Vi ricordo che Giove è visibile queste sere, brillantissimo a est, già dalle 22:00 in poi e rimarrà visibile per tutta l’estate.

Vito Lecci

Fai volare la tua tesi

16 Giugno 2008 - 00:59 | In Varie | Nessun Commento

L’ESA offre a tutti gli studenti universitari europei la possibilità di far volare, e condurre personalmente, i propri esperimenti scientifici da eseguire in microgravità.

Per partecipare occorre che i gruppi di studenti si iscrivano entro il 31 agosto 2008, e quindi presentino i propri esperimenti, siano essi parte di una tesi, oppure di un master o dottorato. Tra le proposte pervenute la commissione sceglierà le 20 più interessanti, i cui gruppi proponenti saranno invitati ad esporre i propri progetti presso la European Space Technology and Research Centre (ESTEC) dell’ESA, a Noordwijk nei Paesi Bassi.

In questa sede verranno selezionati i tre o quattro gruppi scelti per sviluppare ulteriormente gli esperimenti da mettere in pratica a Bordeaux, in Francia, durante l’autunno del 2009.

Qui gli studenti porteranno i loro esperimenti a bordo di tre voli di 30 parabole, sperimentando circa 20 secondi di microgravità per ogni parabola, a bordo dell’Airbus A300 ZERO-G.

Ovviamente l’ESA sosterrà parte dei costi degli esperimenti, le spese di viaggio e pernottamento e la partecipazione a una conferenza sull’argomento.

Informazioni più dettagliate sono disponibili sul sito dell’ESA, al seguente indirizzo:
http://www.esa.int/esaCP/SEMTA9VG3HF_Italy_0.html

Vito Lecci

Arrivano i Plutoidi

15 Giugno 2008 - 02:35 | In Astronomia | 3 Commenti

No, non sono omini verdi con le antennine, provenienti da chissà quale pianeta. Plutoide è il nome di una nuova classe di oggetti del nostro sistema solare.

Probabilmente ricorderete quando, nel 2006, Plutone veniva definitivamente declassato dal rango di pianeta, a causa delle sue ridotte dimensioni.

Ebbene da qualche giorno a questa parte l’IAU (International Astronomical Union) in occasione di una riunione tenutasi a Oslo, in Norvegia, ha coniato un nuovo termine, Plutoide appunto, per identificare tutti quegli oggetti del sistema solare che rispondono alle seguenti caratteristiche:

  1. orbitano intorno al Sole ad una distanza maggiore di quella di Nettuno;
  2. sono dotati di massa sufficiente da conferire loro una forma approssimativamente sferica;
  3. non abbiano ripulito la coltre di detriti lungo la loro stessa orbita;
  4. la loro magnitudine assoluta H sia almeno pari a +1.

I primi due oggetti del sistema solare che sono stati fatti rientrare in questa classificazione sono: lo stesso Plutone ed Eris. Ma è sicuro che in futuro ne saranno inclusi molti altri.

Io personalmente azzarderei Varuna, Quaoar e Sedna, tanto per iniziare, ma vedremo…

Vito Lecci

Discovery rientrato, sano e salvo

14 Giugno 2008 - 17:24 | In Astronautica | 1 Commento

Ho seguito, con un pizzico di apprensione, il rientro dello shuttle Discovery dalla missione STS-124, anche se sappiamo che l’inconveniente occorso al timone di coda, col distacco di una piastra del rivestimento termico del vano aerofreno, non avrebbe rappresentato un problema.

E così è stato. L’atterraggio è stato perfetto, come da programma, alle 17:15 (ora italiana), l’aerofreno ha funzionato correttamente come anche il paracadute che frena la corsa della navetta sulla pista.

Nel momento in cui scrivo lo shuttle è fermo, sano e salvo, sulla pista di atterraggio.

Missione compiuta con successo !!!

Vito Lecci

Strano oggetto vicino allo Shuttle Discovery

14 Giugno 2008 - 03:22 | In Astronautica | 2 Commenti

Erano le 14:22 (ora Italiana), di ieri 13 giugno, quando l’equipaggio del Discovery comunicava a Terra di aver avvistato uno strano oggetto non identificato in prossimità della coda della navetta. L’oggetto di colore bianco, e dalla forma rettangolare, aveva una lunghezza stimata tra i 30 ed i 45 cm.

Sono state prontamente eseguite delle riprese con la camera ad alta risoluzione di bordo che sono poi state inviate a Terra per una analisi più approfondita.

Alle 17:35 (ora italiana) il Controllo Missione comunica che l’oggetto è un pezzo dei tre strati di rivestimento termico che doveva proteggere l’aerofreno del timone di coda, dal surriscaldamento prodotto nella fase di decollo dello shuttle. Questo non dovrebbe quindi minimamente compromettere la fase di rientro.

Se il problema fosse stato più serio lo shuttle avrebbe dovuto far rientro alla Stazione Spaziale dove si sarebbe valutato se procedere ad una riparazione, con una attività extraveicolare, oppure mandar su un’altra navetta per una missione di soccorso. Rimane confermato quindi il rientro per oggi alle 17:15 (ora italiana), salvo ulteriori imprevisti.

Vi ricordo ancora una volta, che potete seguire in diretta l’atterraggio dello Shuttle dal sito della NASA, al seguente link:

http://www.nasa.gov/multimedia/nasatv/index.html

Vito Lecci

STS-124: rientra il Discovery

13 Giugno 2008 - 02:17 | In Astronautica | Nessun Commento

Il Discovery si è sganciato lo scorso mercoledi dalla Stazione Spaziale Internazionale.

La navetta ha poi compiuto un giro completo intorno alla ISS, in occasione del quale l’equipaggio ha realizzato dei filmati e una serie di foto della stazione con il nuovo laboratorio spaziale KIBO (che vedete in questa immagine).

Successivamente è stato effettuato un controllo di integrità dello scudo termico dello shuttle e, se non vi saranno intoppi, il rientro è previsto per domani, sabato 14 giugno, alle 17:15 (ora italiana).

Ovviamente potete assistere all’atterraggio in diretta, dal sito della NASA, a questo indirizzo:

http://www.nasa.gov/multimedia/nasatv/index.html

Vito Lecci

Lanciato con successo il GLAST

12 Giugno 2008 - 01:40 | In Astronautica, Video | Nessun Commento

Vi ricordate del telescopio spaziale GLAST? Ne abbiamo parlato in un precedente articolo.

Ebbene, con un pò di ritardo, è stato lanciato ieri 11 giugno alle 18:05 (ora italiana) col vettore Delta II.

Il lancio, e la successiva separazione dal primo stadio, è avvenuto con successo. Ora il telescopio è stato immesso in un orbita circolare a 350 Km di altezza.

Per ulteriori informazioni sul GLAST vi segnalo l’articolo:
Un telescopio spaziale a caccia di lampi gamma“.

Per chi ne fosse interessato propongo di seguito il filmato del lancio e separazione.

Vito Lecci



« Pagina precedentePagina successiva »

Sidereus Nuncius è basato su piattaforma WordPress
Copyright © 2008 Vito Lecci
Tutti i contenuti del sito sono protetti dal diritto d'autore
Questo Blog è proprietà di SIDEREUS di Vito Lecci - P.IVA 03472890759