Temporanea avaria: problema risolto !!!

12 luglio 2008 - 03:06 | In Varie | 1 Commento

Cari Amici,

vi informo che ho appena risolto il problema che, fino a pochi minuti fa, non consentiva la navigazione all’interno del blog.

Ora sembra che tutto sia ripreso a funzionare come prima. Dopo le ore spese alla ricerca e alla soluzione del problema, spero di riuscire a trovare anche un pò di tempo per il post di oggi…

Mi scuso per l’inconveniente e vi ringrazio per la pazienza.

A prestissimo!

Vito Lecci

Stelle a profusione nella Baby Boom

11 luglio 2008 - 03:53 | In Astrofisica | Nessun Commento

Gli astronomi le hanno affibbiato il nomignolo di “Baby Boom”, si tratta di una galassia straordinariamente prolifica. Infatti sta sfornando dalle 1000 alle 4000 nuove stelle ogni anno. Una quantità spaventosa, soprattutto se paragonata alla nostra Via Lattea, che ne produce circa 10 all’anno.

La scoperta metterebbe in discussione l’oramai consolidato “modello gerarchico” nella formazione delle galassie, secondo il quale, le stesse si sarebbero formate lentamente per aggregazione da altre strutture minori, e non invece in maniera cosi veloce e vivace, come starebbe accadendo della Baby Boom.

La scoperta è stata possibile grazie a diversi telescopi, l’Hubble Space Telescope, il giapponese Subaru Telescope, a Mauna Kea, nelle Hawaii, che hanno dapprima registrato le immagini della galassia in luce visibile. Ulteriore conferma è poi arrivata dal telescopio Spitzer e dal James Clerk Maxwell Telescope, anche quest’ultimo a Mauna Kea, che hanno osservato la galassia nell’infrarosso e nelle lunghezze d’onda submillimetriche, confermando quindi la presenza di una miariade di stelle giovanissime che, in realtà emettono nell’ultravioletto, ma questa radiazione viene in gran parte assorbita dalla polvere circostante per essere poi riemessa nell’infrarosso e lunghezze submillimetriche.

Inoltre dalle misurazioni effettuate dal telescopio Keck, si è determinato che la distanza della galassia dovrebbe essere di circa 13,2 miliardi di anni luce, quindi è come se la si osservasse quando l’Universo aveva un’età di soltanto 1,3 miliardi di anni.

Se Baby Boom continua con questo tasso di produzione di nuove stelle, avrà bisogno di soltanto 50 milioni di anni (un tempo astronomicamente molto breve) per raggiungere le dimensioni delle più massicce galassie conosciute sino ad oggi.

Vito Lecci

Una meridiana per i Carabinieri

10 luglio 2008 - 02:31 | In Gnomonica | Nessun Commento

Oggi vorrei segnalarvi la nascita di una nuova piccola meridiana.

Si tratta di un semplice e sobrio Orologio Solare che ho progettato per la Caserma dei Carabinieri del Comune di Presicce (LE).

Come potete intuire dall’immagine, si tratta di una parete fortemente declinante a ponente, infatti il quadrante inizia a funzionare dalle 11 del mattino, ma rimane poi soleggiato sino al tramonto.

Ci tengo subito a precisare che io mi sono limitato solo alla progettazione del quadrante vero è proprio (posizione Gnomone, orientamento delle linee orarie, ecc…), invece la realizzazione dell’opera è da attribuirsi all’abile mano di Giuseppe Ferraro, carabiniere in pensione.

A decorazione del quadrante, oltre alle coordinate del luogo ospite, trovate lo stemma dei Carabinieri.

Infine, davvero simpatica l’idea per il motto della meridiana, è stato scelto infatti lo stesso motto dell’Arma “Nei secoli fedele”.

Vito Lecci

Un robot per la Luna

9 luglio 2008 - 03:30 | In Astronautica | Nessun Commento

Da un pò di tempo è nell’aria, ovunque si sente profumo di “ritorno alla Luna”.

Agenzie spaziali di tutto il mondo stanno manifestando interesse in tal senso.

Ovviamente anche l’ESA non è da meno, infatti ha lanciato, alla fine dello scorso mese di marzo, la sua sfida agli studenti Europei per la progettazione di un robot da inviare sulla Luna.

Il veicolo dovrà avere le seguenti caratteristiche:

  • peso inferiore ai 100 kg;
  • consumo di energia non superiore ai 2 kW;
  • volume non superiore a 0,5 m3;
  • capacità di spostamento dal sito di atterraggio fino all’orlo di un cratere;
  • capacità di discesa nel cratere, fino ad una profondità di 15 metri, anche con una inclinazione di 40°;
  • capacità di operare sia alla luce del sole che nell’oscurità del cratere stesso;
  • recupero dal fondo del cratere di almeno 0,1 kg di campioni;
  • ritorno sull’orlo del cratere e quindi al sito di atterraggio.

Per adesso, tra tutte le proposte pervenute, ne sono state selezionate otto, tra cui due italiane (una dell’Università di Pisa, l’altra della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa).

Ora i gruppi di studenti dovranno procedere alla realizzazione del progetto e, se questo supererà la CDR (Critical Design Review), riceveranno l’OK per la costruzione dei loro progetti.

Una volta completati i robot, la sfida si concluderà con una gara di 10 giorni che si terrà ad ottobre.

In bocca al Lupo ragazzi !

Vito Lecci

Nuova vita all’Hubble

8 luglio 2008 - 02:52 | In Astronautica | 2 Commenti

Lo shuttle Atlantis è in preparazione, presso il Kennedy Space Center, per la sua prossima missione: la STS-125 o anche SM4.
Nell’immagine potete vedere la fase di assemblaggio di uno dei motori principali, appena al di sotto del motore 1, già installato.

A fine agosto lo Shuttle sarà agganciato al serbatoio esterno, prima di essere trasportato sulla piattaforma di lancio, il Pad 39A.
Il lancio, programmato per il prossimo 8 ottobre, porterà l’Atlantis presso l’Hubble Space Telescope dove gli astronauti eseguiranno dei lavori di manutenzione.

Il Telescopio Spaziale, immesso in orbita nel 1990, ha subito da allora 4 interventi di manutenzione: nel 1993, 1997, 1999 e 2002.
Il prossimo intervento dovrebbe estendere la vita operativa dell’Hubble almeno fino al 2013. In realtà, la SM4, era stata pianificata già per il 2004, ma fu cancellata in seguito alla tragedia del Columbia del 2003, per essere poi successivamente riapprovata, in seguito al riesame dei rischi da parte della NASA.

Nel programma di manutenzione è prevista, tra le altre cose, l’installazione di due nuovi sensori, la sostituzione dei sei giroscopi (tre per orientare l’Hubble e tre di riserva), la sostituzione di alcuni pannelli di protezione termica, la sostituzione delle batterie. Le vecchie batterie infatti sono ancora quelle originarie e, dopo 18 anni di lavoro, oramai sono un tantino logore.

Questa sarebbe quindi l’ultima missione di manutenzione prevista per l’Hubble, che conferirà al telescopio spaziale nuova vita ed efficienza, per almeno altri cinque anni.

Vito Lecci

Rosetta si risveglia

7 luglio 2008 - 02:38 | In Astrofisica, Astronautica | Nessun Commento

Rosetta è il nome della sonda spaziale progettata dall’ESA che, lanciata nel 2004, raggiungerà la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko nel 2014. Qui una parte della sonda orbiterà intorno alla cometa (orbiter), un’altra parte (il lander) invece si poserà sulla superficie della cometa stessa.

Nonostate il lungo viaggio che ancora la attende, proprio in questi giorni Rosetta è stata risvegliata dal suo stato di “standby” in quanto il prossimo 5 settembre è previsto il suo incontro con l’asteroide (2867) Steins, che Rosetta sfiorerà di 800 km, ad una velocità di 8,6 Km/sec (30.960 Km/h).

Quindi nell’arco di questo mese di luglio la strumentazione di bordo verrà controllata e testata poi, a partire dal 4 agosto, l’asteroide Steins verrà fotografato ed osservato anche al fine di migliorarne la conoscenza dei suoi parametri orbitali.

L’interesse per Steins è dovuto al fatto che è un tipo di asteroide piuttosto raro, composto principalmente da silicati e basalto, anche se le sue proprietà non sono conosciute nel dettaglio. Per questo motivo è stato deciso di utilizzare la sonda Rosetta per dargli un’occhiata da vicino, visto che, nel suo viaggio verso la cometa, l’asteroide Steins risultava essere “di strada”.

Vito Lecci

Una serata in Osservatorio

6 luglio 2008 - 02:24 | In Astronomia, Varie | Nessun Commento

Fra tre giorni, il prossimo 9 luglio, Giove sarà in opposizione, quindi alla minima distanza da noi, raggiungendo il diametro di 47,3 secondi d’arco (all’equatore) e una magnitudine pari a -2,73.

Il giorno successivo invece la Luna sarà nella sua fase di primo quarto, una delle più propizie per l’osservazione.

Per questo motivo ho deciso che, la sera del 10 luglio la dedicherò all’osservazione astronomica pubblica. In questa occasione il Complesso Astronomico SIDEREUS rimarrà quindi aperto ai visitatori.

Questo il programma di massima della serata:

1) Simulazione al Planetario del cielo stellato osservabile da qualsiasi località ed in qualunque epoca;

2) Osservazione al telescopio di:

  • Luna (crateri, mari, catene montuose…);
  • Giove (le bande equatoriali e i suoi satelliti: Io, Europa, Ganimede e Callisto);
  • Nebulosa anulare della Lyra;
  • Ammasso globulare M13 in Ercole;
  • varie…

La visita al Complesso Astronomico SIDEREUS è subordinata alla prenotazione e, in ogni caso, è a numero chiuso.

Per informazioni e/o prenotazioni troverete il recapito telefonico sulla Home Page di SIDEREUS.

Vito Lecci

New Horizons: rotta verso Plutone e Caronte

5 luglio 2008 - 03:49 | In Astrofisica, Astronautica | Nessun Commento

Tra pochi giorni ricorre il 30mo anniversario della scoperta di Caronte, satellite di Plutone, il cui annuncio fu diramato il 7 luglio 1978. Ventisette anni più tardi, il 15 giungo 2005, furono scoperte altre due sue lune: Nix e Hydra.

Fra sette anni invece Plutone avrà il suo primo satellite artificiale, la sonda New Horizon che, lanciata il 19 gennaio 2006, raggiungerà il Plutoide nel luglio 2015. Tra gli obiettivi della missione c’è quello di realizzare una mappatura completa e dettagliata, ad alta risoluzione, sia di Plutone che della sua luna Caronte.

Successivamente la New Horizons farà rotta verso la fascia di Kuyper dove dovrebbe incontrare uno o più oggetti di 50-100 km di diametro nei confronti dei quali eseguirà la stessa mappatura.

Per raggiungere Plutone nei tempi stabiliti, la New Horizons, nel febbraio 2007, ha sfruttato Giove come fionda gravitazionale, di cui ha scattato la foto col suo satellite Io, che vedete nel post.

Oggi la sonda ha da poco superato l’obita di Saturno e viaggia alla velocità di 65.000 km orari, la sua prossima tappa intermedia sarà Urano, che raggiungerà nel 2011.

Vito Lecci

Novità da Mercurio

4 luglio 2008 - 03:52 | In Astrofisica, Astronautica | 2 Commenti

Arrivano nuove immagini e tante informazioni di Mercurio, il primo dei pianeti del sistema solare.

A 30 anni dalle prime foto inviateci a Terra dalla sonda Mariner 10, nel 1975, oggi la sonda Messenger ci invia una prima serie di immagini, riprese in occasione del flyby del gennaio scorso, che ci mostrano un pianeta ricco di vulcani spenti, canali, tantissime faglie e un bacino da impatto, denominato “Caloris”, che si estende per 1.000.000 di Km2. Esso appare molto ricco di materiale vulcanico, che implica la presenza di un mantello di magma sotto la sua superficie.

Per la prima volta inoltre è stata registrata la presenza di una debole atmosfera e un campo magnetico, quest’ultimo generato da un nucleo di ferro allo stato liquido, ferro che invece pare essere del tutto assente sulla sua superficie.

Ma questi sono solo i primi dati inviatici dalla Messegner (MErcury Surface, Space ENvironment, GEochemistry and Ranging) che, lanciata il 3 agosto 2004, prevede altri due flyby: uno nel prossimo ottobre 2008, l’altro nel settembre 2009.

Tra gli altri scopi della missione anche quello di realizzare una mappatura completa di Mercurio con una risoluzione di 18 metri, contro la mappatura parziale della precedente Mariner 10, che fotografò un solo emisfero del pianeta ad una risoluzione di 1 km.

Vito Lecci

1500 comete per la SOHO

3 luglio 2008 - 02:27 | In Astronautica | 2 Commenti

La sonda SOHO (SOlar and Heliospheric Observatory) festeggia la scoperta della 1500-ma cometa nell’arco dei suoi 13 anni di attività.

Nata da un progetto congiunto ESA-NASA, la sonda SOHO si trova a 1,5 milioni di Km da noi, in direzione del Sole, ed ha lo scopo di monitorare costantemente la nostra stella. Nell’immagine, ripresa dalla camera di bordo della sonda, vedete infatti un dischetto (in alto a sinistra) che copre il sole, permettendone così di osservare la sua corona, in una sorta di eclisse simulata.

Un felice effetto secondario dell’utilizzo di questa tecnica è quello di poter individuare quelle piccole comete che altrimenti sarebbero rimaste per sempre invisibili e sconosciute.

Sempre nell’immagine potete vedere, nei riquadri verde e rosso, rispettivamente la scoperta dell cometa N° 999 e N° 1000 che la SOHO avrebbe individuato nell’agosto del 2005.

Lo studio di queste 1500 comete, fino ad oggi, ha offerto ai ricercatori la possibilità di approfondire nel dettaglio il meccanismo che porta ogni cometa alla perdita di una parte della sua massa, per sublimazione, ogni volta che passa al suo perielio, fino a che non si sbricola completamente disperdendo i suoi frammenti nello spazio.

Vito Lecci

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