L’acceleratore del CERN sta per essere acceso
2 settembre 2008 - 00:34 | In Varie | 13 Commenti
Vi ricordate della diatriba attorno all’acceleratore del CERN? Ne parlammo in un precedente articolo, potete leggerlo QUI.
Ebbene l’LHC (Large Hadron Collider) sta per essere acceso, il prossimo 10 settembre. Costato 6 miliardi di euro, avrà lo scopo di ricreare le condizioni del Big Bang, che ha dato origine a tutto l’Universo conosciuto. Per far questo LHC accelererà le particelle atomiche facendole scontrare ad altissima velocità, generando temperature di oltre un trilione di gradi Celsius (100mila volte la temperatura all’interno del Sole).
Questo esperimento dovrebbe permettere di individuare il Bosone di Higgs, una particella elementare mai osservata, ma conosciuta solo in quanto prevista dai modelli matematici. Sarebbe la particella che dà massa alla materia.
Non ci rimane che sperare che sia infondata la preoccupazione di alcuni ricercatori, che hanno presentato ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani, in quanto a loro parere l’acceleratore potrebbe dare origine ad un buco nero capace di inghiottire il nostro intero pianeta.
In ogni caso tra pochi giorni sarà premuto il pulsante di accensione e sapremo la verità.
Vito Lecci
13 Commenti »
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L’LHC sarà sopratutto utilizzato per avere alcune conferme sperimentali sulla validità della teoria delle stringhe.
Questa teoria, l’unica finora che riesce a far convivere insieme la Meccanica Quantistica e Relatività prevede, tra l’altro, che l’universo sia composto da dieci dimensioni spaziali più una temporale e l’eventuale scoperta delle particelle di Higgs dovrebbe essere uno degli indizi a favore di questa teoria.
Per quanto riguarda la pericolosità degli esperimenti che si svolgeranno, non so.
Stephen Hawking, interpellato in merito, ha detto che con le alte energie che si raggiungeranno ci sarà una buona possibilità che si formino dei buchi neri a livello quantistico ma che evaporeranno nel giro di qualche milionesimo di secondo, se lo dice lui noi non possiamo che fidarci e… incrociare le dita.
Commento by Riccardo — 2 settembre 2008 #
Dopo un commmento così preciso ho quasi vergogna a fare la mia domanda…ma ad ogni modo come è possibile contenere temperatura così elevate con i materiali a nostra disposizione sulla Terra?
Commento by Marco — 2 settembre 2008 #
Credo si tratti di temperature “teoriche” confinate in spazi atomici e che si disperdano avvicinandosi alle pareti.
Per quanto riguarda micro-buchi “essenziali” vorrei dire:
1) sembra ormai probabile che si formeranno.
2) nessuno sembra essere sicuro che l’evaporazione sia sufficientemente veloce da farli dissolvere prima che questi vengano in contatto con la materia delle pareti, e se questo accade non si dissolveranno più, in quanto aumenteranno sempre più massa e quindi l’orizzonte degli eventi!!!
3) quando è stato creato da Fermi il primo reattore nucleare si avevano sufficienti conoscenze per impedire una catastrofe (locale). A mio parere, nel caso di LHC, non si anno sufficienti conoscenze per impedire una catastrofe planetaria.
4) Bando al pessimismo: Credo non succederà niente.
Commento by MarcoL — 2 settembre 2008 #
Scusate, “Sarebbe bello poter modificare/correggere i commenti”, mi sono accorto di un paio di errori_
Credo si tratti di temperature “teoriche” confinate in spazi atomici e che si disperdano avvicinandosi alle pareti.
Per quanto riguarda micro-buchi “minimali” vorrei dire:
1) sembra ormai probabile che si formeranno.
2) nessuno sembra essere sicuro che l’evaporazione sia sufficientemente veloce da farli dissolvere prima che questi vengano in contatto con la materia delle pareti, e se questo accade non si dissolveranno più, in quanto aumenteranno sempre più massa e quindi l’orizzonte degli eventi!!!
3) quando è stato creato da Fermi il primo reattore nucleare si avevano sufficienti conoscenze per impedire una catastrofe (locale). A mio parere, nel caso di LHC, non si hanno sufficienti conoscenze per impedire una catastrofe planetaria.
4) Bando al pessimismo: Credo non succederà niente.
Commento by MarcoL — 2 settembre 2008 #
Però credo anche che se gli stessi scienziati che hanno collaborato alla realizzazione di questo strumento, avessero avuto il dubbio della formazione di buchi neri incapaci di dissolversi prima di entrare in contatto con la materia delle pareti, avrebbero anche avuto un minimo si scupolo di coscienza ad approfondire la cosa. anche perchè se dovesse formarsi un buco nero anche loro farebbero la nostra stessa fine dato che non sappiamo ancora come scappare su Marte
Commento by Marco — 2 settembre 2008 #
Ad ogni modo è bene salutarci, non si sa mai. E’ stato un piacere conoscervi, un saluto particolare a Vito che, se non era per lui, neanche sapevo che mi rimanevano pochi giorni… ora scusate, devo andare, ne approfitto per togliermi qualche sassolino, … ciao a tutti!
Commento by Massimo — 2 settembre 2008 #
Su un’altro articolo ho letto che la formazione di un buco nero darebbe alla Terra quattro anni di tempo prima di essere interamente risucchiata…peccato che noi, date le vicinanze, saremmo comunque i primi a sperimentare la cosa…bhe almeno ci togliamo subito il pensiero no?
Commento by Marco — 2 settembre 2008 #
Cari Amici,
ovviamente io non ho la competenza per disquisire quale delle due posizioni sia la più realistica, ma mi sento abbastanza tranquillizzato dalle affermazioni di Stephen Hawking e della schiera di scienziati di ben 20 Paesi che lavorano al CERN, e mi riesce difficile pensare che siano tutti pazzi suicidi.
.
Sapete che vi dico? Vi aspetto tutti in osservatorio il giorno dopo l’accensione per brindare insieme allo scampato pericolo…
Commento by Vito Lecci — 2 settembre 2008 #
Lo spumante lo porto io
Commento by Massimo — 2 settembre 2008 #
Comunque, se può essere di consolazione, anche quando a Los Alamos testarono la prima bomba atomica molti scienziati temevano che l’innesco di quella reazione a catena sarebbe proseguita senza fermarsi fino ad avvolgere tutto il pianeta.
Sappiamo che poi non è andata così.
Commento by Riccardo — 3 settembre 2008 #
Cari amici,
essendo fermamente convinta che i buchi neri non esistono, dormirò tranquillamente!!
Quanto alla Meccanica Quantistica e alla Relatività, sono due teorie che non potranno mai andare d’accordo. Tuttavia, sono curiosa di vedere come i fisici del Cern interpreteranno i risultati dell’esperimento LHC, non essendoci stati avanzamenti teorici rilevanti.
Tiziana
Commento by tiziana — 8 settembre 2008 #
Cara Tiziana (ultimo commento), sono un fisico che lavora a LHC.
Dici che meccanica quantistica e relativita’ non potranno andare mai d’accordo.
Beh, ti dico che la meccanica quantistica relativistica e’ in assoluto la teoria piu’ precisa che esiste in natura ! Pensa che le sue previsioni sono confermate dagli esperimenti con precisioni che equivalgono a misurare il diametro dell’Europa con la precisione di un capello, tanto per dare un’idea.
Questa “teoria”, che tutto e’ meno che essere soltanto una teoria, fra le altre cose ha previsto l’esistenza dell’antimateria, poi osservata sperimentalmente DOPO la sua previsione teorica.
ciao Stefano
Commento by Stefano — 30 ottobre 2008 #
Ciao Tiziana,
il problema non è la veridicità delle due teorie, in quanto sono state ampiamente dimostrate da innumerevoli esperimenti.
Relatività e Meccanica Quantistica sono due realtà accertate e il fatto che non riusciamo a farle convivere insieme vuol dire che c’è qualcosa che ancora non riusciamo a capire nella struttura di questo universo. l’LHC è proprio uno di questi mezzi che potrebbero aiutarci a comprendere meglio ciò che ci circonda.
Commento by Riccardo — 31 ottobre 2008 #