Un pianeta intorno ad una stella simile alla nostra
16 settembre 2008 - 16:29 | In Astrofisica, Astronomia | 3 Commenti
E’ stato fotografato il primo esopianeta che orbita intorno ad una stella molto simile al nostro Sole.
Nell’immagine accanto vedete la stella, dal poco affascinante nome di 1RXS J160929.1-210524, con il suo pianeta (il puntino luminoso in alto a sinistra).
La stella, ad una distanza di circa 500 anni luce da noi, si trova nella costellazione del Sagittario, assomiglia moltissimo al nostro Sole, è soltanto un pochino più giovane. Il pianeta invece è di dimensioni enormi: otto volte più massiccio di Giove ed orbita ad una distanza di 330 Unità Astronomiche dalla sua stella madre, circa 11 volte la distanza di Nettuno dal Sole, fatto decisamente sorprendente e che costituisce una vera sfida alle teorie del meccanismo di formazione dei pianeti.
In realtà sino ad ora sono stati scoperti centinaia di esopianeti, ma in genere essi erano intorno a nane brune, stelle poco luminose e che quindi rendono più facile l’individuazione di eventuali pianeti che vi orbitano attorno. Questa quindi è la prima volta che viene scoperto un pianeta attorno ad una stella luminosa, come il nostro Sole.
La scoperta è da attribuirsi ai ricercatori dell’Università di Toronto che, per le loro osservazioni, hanno utilizzato il telescopio Gemini Nord sul Mauna Kea, nelle Hawaii.
Complimenti vivissimi.
Vito Lecci
Un colpo di coda dalle Perseidi
15 settembre 2008 - 14:35 | In Astronomia, Eventi Astronomici | 3 Commenti
Vi ricordate dello sciame meteorico delle Perseidi, le famose “Lacrime di San Lorenzo”, visibili intorno al 12 Agosto?
Ebbene pare che, proprio nella notte del 9 settembre, ci sia stato un improvviso ed inatteso “colpo di coda” di queste meteore. in America infatti è stata registrata una intensa attività con meteore brillantissime, anche di magnitudine negativa (-2), quasi come Giove, visibile proprio in queste sere.
Il sistema SENTINEL della NASA ha rilevato ben 25 meteore molto luminose a partire dalle 06:20 UT e per le successive 4 ore.
Potrebbe trattarsi di uno sciame, con radiante sempre nella costellazione del Perseo, ma generato probabilmente da una meteora non ancora conosciuta.
Questo significa che, al prossimo giro, dovremmo provare a dare un’occhiata più attenta a questo nuovo interessante sciame che dovrebbe verificarsi quindi tra il 5 e il 17 Settembre.
Vito Lecci
Phoenix fotografa i Dust Devil su Marte
13 settembre 2008 - 23:50 | In Astronautica | Nessun Commento
La sonda Phoenix ha appena inviato a Terra una bella sequenza di Dust Devil. Con questo alquanto bizzarro nome (letteralmente “diavoli di polvere”) si vogliono indicare i mulinelli d’aria che si formano spontaneamente sulla superficie marziana.
Cliccando sull’immagine potrete visualizzarne l’animazione
(Occhio, sono 4,2 MB).
In realtà Phoenix ha fotografato almeno sei Dust Devil, con diametro variabile da due a cinque metri ed ogni volta i sensori della sonda hanno registrato un calo di pressione al passaggio del mulinello, rilevando al tempo stesso un aumento della velocità del vento fino a cinque metri al secondo (18 km/h).
I ricercatori attribuisco la causa della formazione di questi mulinelli alla repentina variazione di temperatura in superficie, a causa dell’escursione termica tra il giorno e la notte marziane che varierebbe da -30°C della mattina ai -90°C della notte.
Questo significa che l’estate marziana, nell’emisferro settentrionale, oramai volge al termine, come anche la vita della sonda Phoenix.
In occasione del suo sbarco infatti il sole rimaneva costantemente al di sopra dell’orizzonte ed i pannelli solari della sonda riuscivano a produrre circa 3.500 watt/h, oggi invece si arriva appena a 2.500 watt/h.
Si sta cercando quindi di sfruttare al meglio quest’ultimo periodo di produttività di Phoenix.
Vito Lecci
La minaccia di IKE
12 settembre 2008 - 23:50 | In Varie | 1 Commento
Quella che vedete in alto è la foto dell’uragano IKE, scattata dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Il suo diametro è così ampio da sovrastare tutto il Golfo del Messico, i suoi venti toccano i 200 Km/h e si teme che possa generare onde di 7 metri. Per questo motivo 3,5 milioni di persone stanno per essere evacuate.
La NASA ha deciso di chiudere il Johnson Space Center di Houston, compreso il Centro di Controllo dei voli spaziali, decisione che ha causato lo slittamento di due giorni dell’attracco sulla ISS della navicella russa “Progress” che dovrebbe rifornire di viveri e carburante la Stazione. In seguito a questa decisione la “Progress” è stata parcheggiata a distanza di sicurezza dalla ISS:
Qualora di Johnson Space Center non dovesse tornare operativo entro mercoledi prossimo, verrà attivata un’altra installazione di soccorso in grado di eseguire le manovre di attracco.
Al momento le operazioni di controllo di Houston sono state temporaneamente trasferite a Austin, in Texas e a Huntsville, in Alabama.
Vito Lecci
Tardigradi: astronauti per vocazione
11 settembre 2008 - 23:50 | In Varie | 3 Commenti
Fa un certo effetto pensare come, a poche centinaia di km sopra le nostre teste, ci sia lo spazio vuoto, uno degli ambienti tra i più inospitali per la vita. Lo sanno bene gli astronauti che, per effettuare le loro attività extraveicolari a bordo della ISS, o dello Shuttle, ecc… devono indossare pesanti e ingombranti tute spaziali che li proteggano da quell’ambiente così ostile.
Nello spazio infatti la temperatura scende quasi fino allo zero assoluto (-273,15°C), ci si trova in assenza di ossigeno, vuoto e presenza di radiazioni intensissime.
Eppure sulla Terra esistono degli esseri viventi in grado di sopravvivere, senza nessuna protezione, nello spazio aperto.
Si tratta dei tardigradi, piccoli invertebrati la cui dimensione varia da 0,1 a 1,5 mm che normalmente vivono negli ambienti umidi, tra muschi e licheni, ma quando l’ambiente diventa secco essi sono capaci di abbassare il loro metabolismo in maniera da poter resistere alle condizioni più avverse.
E lo fanno egregiamente a giudicare da un esperimento che è stato condotto su alcuni esemplari di tardigradi i quali, portati nello spazio, a bordo della navicella Foton-M3, lanciata dall’ESA nel settembre 2007, ad un’altezza di 270 Km, sono stati esposti al vuoto dello spazio, alle bassissime temperature, alla radiazione ultraviletta proveniente dal Sole ed ai raggi cosmici.
Al ritorno a Terra essi sono sopravissuti, anzi sono stati perfettamente in grado anche di riprodursi. E questo lascia di stucco se si pensa che i raggi UV da soli, ed in dosi oltre 1000 volte più intense di quelle riscontrabili sulla Terra, sono in grado di distruggere sia i tessuti, sia il materiale genetico, non a caso vengono utilizzati per sterilizzare gli oggetti.
Sarebbe molto interessante studiare in che modo questi animaletti riescono a proteggersi così efficacemente da tutto questo.
Vito Lecci
Emozione e applausi al CERN: LHC funziona perfettamente
10 settembre 2008 - 23:50 | In Varie | 5 Commenti
Come previsto oggi è stato messo in funzione il Large Hadron Collider del CERN e tutto ha funzionato pefettamente.
E’ stato iniettato il primo fascio di protoni che ha completato correttamente il percorso lungo i 27 km dell’anello. E’ stato addirittura registrato il primo lampo di particelle, allorché il fascio di protoni si è scontrato con le particelle ferme del gas residuo all’interno del rivelatore. Quindi si tratta di una collisione a bassa energia per LHC, la stessa che al momento si può ottenere nell’acceleratore americano Tevatron, per adesso il più potente al mondo.
E’ stato poi immesso un secondo fascio in senso antiorario per testare che questo viaggi regolarmente anche nella direzione opposta, ed anche qui il successo è stato completo.
Quindi per oggi si è solo sperimentato che i fasci viaggino regolarmente all’interno dell’acceleratore, ma già dalla prossima settimana verranno iniettati due fasci sincronizzati che viaggeranno contemporaneamente e in direzioni opposte, condizione essenziale per ottenre delle collisioni ad alta velocità.
Nelle prime settimane si potranno avere quindi collisioni a bassa energia, solo verso la metà di ottobre si potranno avere scontri ad energia più elevata, che daranno quindi risultati più interessanti.
Infine, verso i primi mesi del prossimo anno, la velocità verrà portata al livello massimo previsto, e quindi ad energie molto più alte rispetto a quelle possibili dal Tevatron americano.
Siamo tutti curiosi di vederne i risultati.
Vito Lecci
L’acceleratore del CERN in numeri
9 settembre 2008 - 09:49 | In Varie | 5 Commenti
Domani, mercoledi 10 settembre 2008, sarà messo in funzione l’LHC (Large Hadron Collider) al CERN, il più grande esperimento di Fisica che l’Uomo abbia mai realizzato.
Ne approfitto per darvi un pò di numeri su questo “mostro” della tecnologia.
Si estende nel confine franco-svizzero, a 100 metri di profondità, per una lunghezza di circa 27 Km.
Il suo compito sarà quello di accelerare le particelle, fino ad imprimere loro una velocità pari al 99,9999991% di quella della luce, facendole collidere tra loro (600 milioni di collisioni al secondo).
Durante l’esperimento ci saranno 150 milioni di sensori che registreranno i risultati. Il flusso di dati raccolto sarà di 700MB per secondo (15 milioni di GB all’anno).
Il consumo annuale di energia sarà pari a circa 800.000 MegaWatt.
Il costo di realizzazione del megaimpianto ammonta a 6 miliardi di Euro.
Potete trovare ulteriori informazioni, e foto, su questo argomento nei seguenti post:
L’acceleratore del CERN sta per essere acceso
L’acceleratore del CERN scatenerà l’apocalisse?
Vito Lecci
Archi intorno a Saturno
8 settembre 2008 - 01:41 | In Astronomia | 3 Commenti
La sonda spaziale Cassini, attualmente in orbita intorno a Saturno, non smette di rivelarci sempre nuove informazioni sul pianeta ed i suoi satelliti.
A quanto pare i sensori di Cassini questa volta hanno rilevato due nuovi “archi” di materiale lungo le orbite dei satelliti Anthea (nella foto) e Methone.
Dovrebbe trattarsi di anelli non completi, ecco perché vengono definiti archi, che si trovano nella regione più esterna degli altri anelli di Saturno, oltre l’anello G.
I ricercatori ipotizzano che gli archi potrebbero essersi formati dall’impatto di micrometeoriti sulle due piccole lune, che ne avrebbero determinato il distacco delle polveri che poi sarebbero state disseminate lungo l’orbita delle stesse lune.
Il motivo per il quale gli archi non abbiano dato origine a degli anelli completi potrebbe essere spiegato dalla presenza del vicino satellite Mimas che, con la sua influenza gravitazionale, non ne permetterebbe la formazione.
Bene, adesso sappiamo che Saturno, oltre ad avere decine di satelliti e di bellissimi anelli, ha anche degli esilissimi archi.
Vito Lecci
Asteroide Steins: ecco le immagini
7 settembre 2008 - 03:18 | In Astronautica | Nessun Commento
Come già anticipato nel post di ieri, puntualmente l’ESA ha rilasciato le prime immagini che la sonda Rosetta ha scattato all’asteroide Steins.
Quella in alto è una serie di riprese effettuate a differente distanza. Si evidenzia subito che l’asteroide è molto luminoso e particolarmente ricco di crateri, di cui il più grande ha un diametro di circa 2 Km, ma oltre questo si possono notare una miriade di altri crateri minori, finora i ricercatori ne hanno individuati ben 23.
Ora si sta cercando di capire, dalle immagini, quale possa essere la composizione chimica dell’asteroide stesso e come mai la sua albedo sia così elevata.
Vito Lecci
Slitta la missione STS-125
6 settembre 2008 - 15:12 | In Astronautica | 1 Commento
Prevista per l’8 ottobre 2008 la missione STS-125, che ha come obiettivo la manutenzione del Telescopio Spaziale Hubble, a causa dell’uragano Hanna, che in questi giorni sta mietendo centinaia di vittime negli Stati Uniti, al Kennedy Space Center hanno deciso di rimandare la missione di due giorni.
Dopo diversi rinvii, ora la navetta Atlantis è già stata trasferita sul Pad 39A, il lancio è previsto quindi per il 10 ottobre alle 12:33 a.m. (ora locale) per noi in Italia dovremo aggiungere 6 ore.
La missione avrà una durata di 11 giorni e comprenderà 5 attività extraveicolari, l’atterraggio invece è previsto per il 20 Ottobre.
A causa di questo ritardo slitta anche la missione successiva, la STS-126, che vedrà lo Shuttle Endeavour partire verso la ISS il prossimo 12 novembre.
Vito Lecci
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