Lenta agonia su Marte
30 ottobre 2008 - 02:09 | In Astronautica |
Vi ricordate della sonda Phoenix? felicemente posatasi sul suolo marziano lo scorso 26 maggio?
Progettata per funzionare per 90 giorni oramai ha compiuto, e superato, i 5 mesi di operatività. E’ stata un grande successo sotto ogni punto di vista, però oggi, come previsto, sta incontrando non pochi problemi dovuti all’arrivo dell’inverno marziano, nella regione polare settentrionale in cui si trova.
Infatti il sole adesso, essendo molto più basso sull’orizzonte, non fornisce ai pannelli solari la possibilità di raccogliere tutta l’energia necessaria per permetterle di funzionare a pieno regime. Tale energia viene utilizzata, oltre che per alimentare gli strumenti di bordo, anche i sistemi di riscaldamento, che permettono agli stessi di operare nel range di temperatura ottimale al loro funzionamento.
I ricercatori stanno quindi studiando una strategia che permetta alla sonda di rimanere attiva il più a lungo possibile, e per raggiungere questo obiettivo hanno deciso di spegnere gradualmente alcuni sistemi di ricaldamento, al fine di contenere i livelli di energia assorbiti e permettere un prolungamento della vita della sonda stessa.
Il primo è già stato spento, si tratta del sistema di riscaldamento del braccio robotico, e della sua fotocamera, che è stato parcheggiato con il suo sensore di temperatura e conduttività conficcato nel terreno, questo permetterà al sensore di continuare a raccogliere ed inviare dati ancora per qualche settimana.
Non appena si renderà necessario sarà spento il riscaldamento del pyrotechnic initiation unit, che concederà circa quattro o cinque giorni di vita in più alla sonda.
Successivamente si renderà necessario spegnere il sistema di riscaldamento della camera principale e degli strumenti meteo, anche se la stessa elettronica che gestisce questi strumenti dovrebbe produrre ancora un pò di calore da consentirne il funzionamento.
L’ultimo passo sarebbe quello di spegnere uno dei due sistemi di riscaldamento della sonda e delle sue batterie. L’altro verrebbe lasciato in funzione e lasciato in balia di se stesso. Continuerà a funzionare fintanto che i pannelli solari riusciranno a raccogliere l’energia necessaria al suo funzionamento.
Dopodicché la sonda si spegnerà completamente, terminando così la sua lunga e fruttuosa missione sul Pianeta Rosso.
Vito Lecci
Nessun Commento »
RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI
Lascia un commento
Sidereus Nuncius è basato su piattaforma WordPress
Copyright © 2008 Vito Lecci
Tutti i contenuti del sito sono protetti dal diritto d'autore
Questo Blog è proprietà di SIDEREUS di Vito Lecci - P.IVA 03472890759




