Doppio appuntamento astronomico con Giove, Venere e la Luna

30 novembre 2008 - 02:37 | In Astronomia, Eventi Astronomici | 6 Commenti

Quello di domani, lunedì 1 dicembre 2008, sarà uno dei più bei eventi astronomici di quest’anno.

Molti di voi avranno già notato in queste sere, in direzione Sud-Sud-Ovest, i due brillantissimi pianeti Venere e Giove. Il primo più brillante e basso rispetto al secondo.

Nel crepuscolo vespertino di domani avremo una congiunzione stretta tra questi due pianeti che porterà la loro reciproca distanza a soli 2° l’uno dall’altro.

In aggiunta a questo ci sarà la presenza di una sottile falce di Luna che, ad un certo punto, passerà davanti a Venere, occultandolo.

Il pianeta scomparirà nella parte buia del nostro satellite, per poi riapparire dalla parte illuminata qualche tempo più tardi. La durata dell’occultazione sarà variabile in funzione della latitudine da cui la si osserva, durando oltre un’ora nel nord Italia e meno di mezz’ora nell’Italia meridionale.

Vi riporto qui una tabella con gli orari nel Nord, Centro e Sud della nostra Penisola, in manierà che possiate prepararvi all’evento:

Cliccando sulla precedente tabella potrete visionare gli orari di 20 città italiane, cercate quella più vicina a voi.

Ovviamente vi consiglio di effettuare qualche ripresa fotografica dell’evento con un piccolo teleobiettivo per inquadrare contemporaneamente  i due pianeti e la Luna, per chi dispone di un telescopio potrà poi effettuare delle riprese dell’istante in cui Venere scompare dietro il bordo buio della Luna e della sua ricomparsa dalla sottile falce illuminata.

Vi auguro un buon divertimento !!!

Vito Lecci

Ecco i vincitori del concorso “manda un disegno sulla ISS”

28 novembre 2008 - 01:55 | In Varie | 1 Commento

Lo scorso 20 settembre, nell’articolo intitolato “Manda il tuo disegno nello spazio“, si parlava del concorso indetto all’ESA ed aperto a tutti gli studenti dai 6 ai 12 anni delle scuole europee.

Tale concorso offriva loro la possibilità di inviare nello spazio un disegno che sarebbe stato indossato su una maglietta dall’astronauta belga Frank De Winne. Il vincitore avrebbe avuto l’onore di parlare con l’astronauta sulla ISS (Stazione Spaziale Internazionale) in collegamento con la propria scuola.

Ebbene, i partecipanti sono stati tantissimi e con disegni così belli che è stato impossibile scegliere un solo vincitore. Al fine sono stati dunque scelti tre disegni che vi propongo di lato.

Il primo in alto è di Alexandra Angellotti, 12 anni, italiana.

Il secondo è di Iman Bouwens, 8 anni, belga.

Il terzo in basso è di Bruno Tedim Guerra, 11 anni, portoghese.

Auguri vivissimi ragazzi.

Vito Lecci

P.S.: potete avere l’alta risoluzione dei tre disegni cliccando sul nome di ognuno dei tre vincitori.

.

.

Risolto il mistero del fantasma verde

27 novembre 2008 - 01:17 | In Astronomia, Varie | Commenti disabilitati

Vi ricordate del bizzarro “Fantasma cosmico” di cui parlammo ad agosto, nel post dal titolo “Un fantasma nello spazio” ?

In effetti, quella stranissima nube verde ad altissima temperatura, ma senza stelle al suo interno che la riscaldassero e la rendessero visibile, per diversi mesi è stato un bel grattacapo per i ricercatori.

La bella notizia è che, sebbene siamo continuamente sommersi di enigmi e misteri di ogni genere, ogni tanto qualche spiraglio di luce squarcia questo velo permettendoci di imparare qualcosa di nuovo.

A quanto pare il fenomeno dell’“Hanny’s Voorwerp” è stato innescato dall’emissione di particelle altamente energetiche da parte di un massiccio buco nero al centro della galassia IC 2497. Sembra che l’intensa emissione di raggi ultravioletti e ottici, attraversando uno squarcio nelle nubi attorno alla galassia ospite, vada ad investire e “illuminare” una piccola parte della nube di gas che circonda galassia, dando origine quindi al curioso fenomeno.

Mi viene spontaneo di fare un’analogia con i raggi di sole che entrando, attraverso una finestra, in una stanza buia e polverosa, illuminano soltanto il pulviscolo investito, ma non il resto.

Vito Lecci

Dov è finito l’idrogeno delle galassie primordiali ?

26 novembre 2008 - 00:19 | In Astrofisica | 3 Commenti

L’idrogeno, si sa, è l’elemento più abbondante nell’Universo, è l’atomo più semplice, costituito da un solo protone ed un unico elettrone, esso costituisce la materia prima che porta alla nascita delle stelle, all’interno delle quali vengono a formarsi gli ulteriori elementi della tavola periodica, che daranno poi origine ai pianeti e… alla vita.

Questo significa che, nell’Universo primordiale, l’idrogeno sarebbe dovuto essere molto più abbondante di oggi, in quanto si erano formate molte meno stelle rispetto alle attuali.

Tuttavia, in direzione diametralmente opposta, porta invece la scoperta ottenuta attraverso le osservazioni del Giant Metrewave Radio Telescope, in India, uno dei radiotelescopi più sensibili al mondo, che comprende 30 antenne da 45 metri di diametro ciascuna.

Osservando galassie poste a 11,5 miliardi di anni luce da noi, quindi in un Universo molto giovane, non è stata rilevata traccia di idrogeno. Al contrario è stata invece registrata una notevole quantità di energia proveniente da esse.

Questo rappresenta un bel rompicapo per i ricercatori.

Oggi si attribuisce l’emissione di energia all’attrito del materiale che spiraleggia, risucchiato dai buchi neri all’interno di ciascuna galassia, i cosiddetti “quasar“.

Si ipotizza che l’intensa radiazione emessa dai quasar vada a strappare l’unico elettrone negli atomi di idrogeno del gas circostante, lasciandone nudi i protoni nel nucleo. Questo processo porterebbe quindi all’annientamento dell’idrogeno, che cederebbe il posto al plasma costituito da particelle subatomiche: appunto protoni ed elettroni liberi.

Vito Lecci

Stelle in formazione nella galassia NGC 1569

25 novembre 2008 - 00:44 | In Astrofisica | Commenti disabilitati

Quella che vedete in questa immagine è la galassia NGC 1569, agli estremi confini del nostro Gruppo Locale, ripresa dal Telescopio Spaziale Hubble (HST).

Il suo nucleo ha una lunghezza di 5000 anni luce e produce stelle con un tasso 100 volte superiore a quello della nostra Via Lattea, e questo ritmo continua da almeno 100 milioni di anni.

Al centro ci sono tre giganteschi cluster, ognuno dei quali contiene un milione di stelle al suo interno. Essi si trovano nella cavità più chiara, dove il gas (rosso) è stato spazzato nelle regioni più esterne dalle esplosioni delle supernovae. Addirittura la struttura di gas in basso a destra ha una lunghezza di circa 3700 anni luce.

Invece le due bolle di gas a sinistra, separate dal resto della galassia, hanno un diametro di 378 anni luce per la più grande e 119 anni luce la più piccola, esse sono illuminate dalle giovani stelle contenute al loro interno.

E’ fantastica la risoluzione di questa immagine, soprattutto se si pensa che dista da noi la bellezza di 11 milioni di anni luce.

Vito Lecci

P.S.:
Potete scaricare l’immagine ad alta risoluzione alla pagina riservata agli iscritti.
Per chi non fosse già iscritto può farlo, gratuitamente, QUI.

Luminosissimo bolide rischiara a giorno i cieli Canadesi

24 novembre 2008 - 21:35 | In Varie, Video | 2 Commenti

Era appena il crepuscolo vespertino di venerdi scorso (21 novembre 2008) quando un grosso bolide ha illuminato a giorno le province di Alberta, Saskatchean e Manitoba, in Canada.

Centinaia i testimoni di questo spettacolare evento hanno riferito di aver visto nel cielo un enorme palla di fuoco di colore verde, giallo, viola o blu.

Sicuramente si tratta di un grosso asteroide che, nell’attraversamento della nostra atmosfera, per attrito, ha dato origine alla spettacolare manifestazione.

Di questo davvero spettacolare evento ne esiste una documentazione filmata, effettuate da una videocamera a bordo di un auto della Polizia.

A giudicare dall’intensità del bagliore una buona parte dell’oggetto dovrebbe essere sopravvissuto al passaggio in atmosfera. Ora si sta cercando il possibile luogo di impatto della meteorite.

Vi propongo il video qui di seguito.

Vito Lecci



MRO scopre nuovi ghiacciai su Marte

23 novembre 2008 - 15:15 | In Astrofisica | 1 Commento

E’ una scoperta di pochi giorni fa, quella del radar a bordo della sonda Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), che ha individuato sul Pianeta Rosso degli enormi ghiacciai a latitudini decisamente più basse rispetto a quelle polari, comprese tra i 30 ed i 60 gradi.

Secondo i ricercatori rappresenterebbero i maggiori serbatoi di acqua ghiacciata del pianeta che non si trovino nei poli. In effetti si estendono per circa 12.000 Km2 (tre volte l’estensione della citta di Los Angeles). Gli echi del radar, fornito dall’Agenzia Spaziale Italiana, rivelano la composizione acquosa del ghiaccio, nonchè la loro estrema profondità. Inoltre questa scoperta darebbe consistenza anche all’ipotesi che molti altri ghiacciai dovrebbero essere presenti a queste latitudini di entrambi gli emisferi, questo darebbe un ulteriore possibilità di comprendere meglio i meccanismi che hanno governato, e governano, il clima marziano.

Oltre al valore scientifico di questa scoperta, vi sarebbe anche la non trascurabile ricaduta nelle future missioni su Marte, che sarebbero enormemente facilitate dalla presenza, in loco, di enormi quantità di acqua ghiacciata.

Vito Lecci

Una galassia effervescente

21 novembre 2008 - 00:03 | In Astrofisica | Commenti disabilitati

Quella che vi propongo in questa immagine è M84, una galassia ellittica a 55 milioni di anni luce da noi, nella costellazione della Vergine.

La parte in blu rappresenta i gas caldi ripresi in banda X dal telescopio Chandra, invece la parte rossa è stata ripresa nella banda radio dal Very Large Array.

Si possono notare, nella regione blu, una serie di bolle nel gas che sono state soffiate dalle particelle relativistiche generate dal buco nero supermassiccio presente al centro della galassia. La particolarità di queste bolle è quella di racchiudere al loro interno altre bolle, un po’ come le Matrioske russe (bambole che contengono al loro interno altre bambole via via più piccole).

Questo dovrebbe evidenziare il ripetersi di diversi outbursts del buco nero centrale. Alcune simulazioni al computer, tra l’interazione dei buchi neri ed il gas circostante, potranno forse spiegare meglio il meccanismo che porta alla formazione di queste bolle nidificate, che per ora i ricercatori avrebbero paragonato all’effervescenza di un bicchiere di champagne.

Vito Lecci

Nasce il “Festival dello Spazio”

19 novembre 2008 - 00:13 | In Varie | 4 Commenti

E’ con grande piacere che vi annuncio ufficialmente la nascita del Festival dello Spazio, una manifestazione culturale aperta a chiuque e ad accesso assolutamente gratuito.

In realtà non si tratta di qualcosa di completamente nuovo, infatti il Festival dello Spazio è la naturale evoluzione della “Giornata della Divulgazione Scientifica” che si è tenuta nelle edizioni del 2005, 2006 e 2007 in occasione delle quali abbiamo avuto ospiti illustri, come l’astronauta italiano Umberto Guidoni.

Il prossimo appuntamento quindi è fissato per domenica 29 marzo 2009, dalle 09:00 alle 21:00, sempre presso le sale dello Sheraton Nicolaus Conference Center di Bari.

L’evento, organizzato dal Complesso Astronomico SIDEREUS, si terrà in seno alla “LevanteCon“, la convention che vede al suo interno incrociarsi Scienza e Fantascienza.

Anche quest’anno sarà presente il Planetario Itinerante, la Galleria delle Scienze con diversi esperimenti scientifici tenuti in pubblico, una mostra di meteoriti, di meridiane, di modellini spaziali, di astrofotografia, di materiale filatelico ecc… Ci saranno anche diverse conferenze a carattere divulgativo su diversi temi scientifici e astronomici.

L’evento rientra tra le attività del 2009, che l’UNESCO ha dichiarato Anno Internazionale dell’Astronomia, con autorizzazione concessaci dall’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica).

Tra gli enti patrocinanti spiccano anche l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e l’IAU (International Astronomical Union).

Potete visionare il trailer ufficiale dell’evento a questo link: http://www.festivaldellospazio.it/pagine/multimedia.htm

Vi aspetto per trascorrere insieme a voi una giornata ricca, stimolante, effervescente.

Vito Lecci

Un nuovo vivaio di stelle scoperto da APEX

18 novembre 2008 - 00:48 | In Astrofisica | Commenti disabilitati

Si chiama RCW120 ed è distante 4200 anni luce da noi, in direzione della costellazione dello Scorpione. E’ una enorme bolla di idrogeno che, ionizzato dalla radiazione ultravioletta, emessa dalla massiccia stella al suo interno, produce il caratteristico bagliore rosso, nella banda H-alpha.

La bolla, in espansione, ha causato il collasso del gas circostante che ha dato origine a nuove regioni di formazione stellare. Tuttavia poiché queste nubi sono molto fredde, ad una temperatura di circa -250°C, il loro tenue bagliore può essere osservato solo in banda submillimetrica.

Ed è esattamente ciò che ha fatto, e sta facendo, APEX (Atacama Pathfinder Experiment) ubicato sull’altopiano di Chajnantor nel deserto cileno di Atacama.

La banda submillimetrica quindi si rivela estremamente importante nello studio delle primissime fasi della nascita e della vita delle stelle.

Vito Lecci

P.S.:
Potete scaricare l’immagine ad alta risoluzione alla pagina riservata agli iscritti.
Per chi non fosse già iscritto può farlo, gratuitamente, QUI.

Pagina successiva »

Sidereus Nuncius è basato su piattaforma WordPress
Copyright © 2008-2013 Vito Lecci
Tutti i contenuti del sito sono protetti dal diritto d'autore
Questo Blog è proprietà di SIDEREUS di Vito Lecci - P.IVA 03472890759