Dov è finito l’idrogeno delle galassie primordiali ?

26 novembre 2008 - 00:19 | In Astrofisica |

L’idrogeno, si sa, è l’elemento più abbondante nell’Universo, è l’atomo più semplice, costituito da un solo protone ed un unico elettrone, esso costituisce la materia prima che porta alla nascita delle stelle, all’interno delle quali vengono a formarsi gli ulteriori elementi della tavola periodica, che daranno poi origine ai pianeti e… alla vita.

Questo significa che, nell’Universo primordiale, l’idrogeno sarebbe dovuto essere molto più abbondante di oggi, in quanto si erano formate molte meno stelle rispetto alle attuali.

Tuttavia, in direzione diametralmente opposta, porta invece la scoperta ottenuta attraverso le osservazioni del Giant Metrewave Radio Telescope, in India, uno dei radiotelescopi più sensibili al mondo, che comprende 30 antenne da 45 metri di diametro ciascuna.

Osservando galassie poste a 11,5 miliardi di anni luce da noi, quindi in un Universo molto giovane, non è stata rilevata traccia di idrogeno. Al contrario è stata invece registrata una notevole quantità di energia proveniente da esse.

Questo rappresenta un bel rompicapo per i ricercatori.

Oggi si attribuisce l’emissione di energia all’attrito del materiale che spiraleggia, risucchiato dai buchi neri all’interno di ciascuna galassia, i cosiddetti “quasar“.

Si ipotizza che l’intensa radiazione emessa dai quasar vada a strappare l’unico elettrone negli atomi di idrogeno del gas circostante, lasciandone nudi i protoni nel nucleo. Questo processo porterebbe quindi all’annientamento dell’idrogeno, che cederebbe il posto al plasma costituito da particelle subatomiche: appunto protoni ed elettroni liberi.

Vito Lecci

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3 Commenti »

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  1. Ciao Vito,
    ti sarebbe possibile mettere questa bellissima immagine in HD? Grazie! ;-)

    Comment di Riccardo N. — 26 novembre 2008 #

  2. Lo farei molto volentieri Riccardo N., purtroppo però non dispongo dell’alta risoluzione della M31. Mi dispiace… :|

    Comment di Vito Lecci — 27 novembre 2008 #

  3. Ciao Vito,
    grazie lo stesso! ;-)

    Comment di Riccardo N. — 27 novembre 2008 #

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