Materia e antimateria generano radiazione X nella M1

7 novembre 2008 - 01:08 | In Astrofisica | 1 Commento

Quelle che vedete in queste immagini, sebbene sembrino due oggetti comletamente diversi, sono in realtà la Nebulosa del Granchio, o M1, nella costellazione del Toro, vista con due differenti approcci.

A sinistra è come appare nella banda del visibile, quindi la normale immagine che vedremmo attraverso un telescopio ottico. Quella a destra invece è l’immagine, della stessa nebulosa, però ottenuta in banda X.

Ed è proprio in quest’ultima immagine che appare evidente che, al centro della nebulosa, vive ora una Pulsar, cioè una stella di neutroni in rapida rotazione su se stessa (il punto bianco al centro della nebulosa).

La combinazione tra la rapida rotazione ed il campo magnetico della pulsar, generano due getti di materia e anti-materia, che fuoriescono in direzione dei due poli della stella. Contemporaneamente, un intenso vento scorre nella direzione del suo piano equatoriale.

Si pensa che l’anello interno, visibile nell’immagine, sia la zona di confine tra la nebulosa esterna ed il flusso di materia e antimateria che proviene dalla pulsar. Gli elettroni ed i positroni (antielettroni, cioè gli elettroni con carica positiva nell’antimateria), interagendo con la materia all’esterno di questo anello, produrrebbero quell’esteso bagliore di raggi X.

Le ampie “baie” scure in basso, a destra e a sinistra, si pensa siano dovute invece ad un residuo del campo magnetico della stella progenitrice.

Vito Lecci

Chandrayaan-1 sta per trasferirsi nell’orbita lunare

6 novembre 2008 - 00:10 | In Astronautica | Nessun Commento

La sonda indiana Chandrayaan-1, che in Hindi significa “viaggio verso la luna”, sta per entrare nell’orbita lunare.

Lanciata lo scorso 22 ottobre è stata preventivamente inserita in un orbita terrestre fortemente ellittica, con una distanza dal suolo che varia da 255 Km a 22.860 Km. Dopo diverse manovre atte ad accentuare ulteriormente l’ellitticità della sua orbita, la sonda raggiungera l’apogeo a 380.000 Km, quando la sonda sarà trasferita nell’orbita lunare. dopo questo trasferimento saranno necessari diversi altri aggiustamenti per stabilizzare la sonda in un’orbita lunare circolare, a 100 km dal suolo selenico.

Lo scopo della sonda è quello di fornire una mappa globale della luna a diverse lunghezze d’onda, la realizzazione di mappe 3D di alcune sue regioni, con una risoluzione di 5-10 metri. inoltre lascerà cadere al suolo un “impattatore2 del peso di 29 Kg conj a bordo uno una telecamera ed altra strumentazione. Lo scopo sarebbe anche quello di impattare sulla superficie al fine di studiarne i primi strati sottostanti.

Vito Lecci

Si è conclusa la sfida fra i Rover Lunari

5 novembre 2008 - 00:10 | In Astronautica, Varie | 1 Commento

Vi ricordate del “Lunar Robotic Challenge” dell’ESA, e degli otto rover finalisti, tra cui due squadre di Pisa? (Ne abbiamo parlato QUI).

I rover, impegnati a simulare la discesa in un cratere lunare, la raccolta di un campione del suolo e successiva risalita fino al bordo del cratere, si sono misurati in una sfida che ha visto come vincitore il rover CESAR (Crater Exploration and Sample Return) del Team dell’Università di Brema, che ha dimostrato essere il più performante fra tutti.

Tuttavia l’Italia si è fatta davvero onore in questa sfida, infatti il rover DAVID dell’Università di Pisa si piazza in seconda posizione, il PESApod, della Scuola Superiore degli Studi Universitari e di Perfezionamento Sant’Anna di Pontedera (Pisa), si piazza al settimo posto.

Ulteriori informazioni potrete trovarle sul sito dell’ESA a questo link:
http://www.esa.int/esaCP/SEMBXQ4KXMF_index_0.html

La giuria afferma che i ragazzi delle otto squadre sono comunque stati tutti molto in gamba, dovrebbero essere considerati tutti vincitori.

Io personalmente credo che arrivare tra gli otto finalisti con due squadre italiane, già quella è stata una grande vittoria. Il fatto poi che i ragazzi abbiano saputo farsi onore in questa sfida ci inorgoglisce non poco.

Bravissimi ragazzi, ben fatto !!!

Vito Lecci

Un tunnel spaziale dal Sole alla Terra

4 novembre 2008 - 00:10 | In Astrofisica | 16 Commenti

Grazie ad uno sforzo congiunto tra la flotta di satelliti dell’ESA e quelli della NASA, è stato scoperto uno stranissimo fenomeno che accade ciclicamente tra la Terra ed il Sole.

Ogni otto minuti si apre un tunnel spaziale, tra noi ed il Sole, che permette il passaggio di tonnellate di particelle cariche che dal Sole arrivano a Terra.

Questo tunnel avrebbe una forma cilindrica, del diametro uguale a quello della Terra, e si aprirebbe squarciando il campo magnetico terrestre, dapprima centrato sull’equatore, andando poi alla deriva verso il Polo Nord (in inverno) e verso il Polo Sud (in estate).

Questo fenomeno, chiamato Flux Transfer Event (FTE), è stato provato in maniera inequivocabile dalle sonde che si sono immerse nel cilindro, studiandolo quindi sia dall’interno che dall’esterno.

Come al solito questa nuovissima scoperta apre tutta una nuova serie di domande: Perché accade? perchè ogni otto minuti? perchè si sposta dall’equatore verso i poli?

Non so voi, ma io sono curiosissimo di saperne di più.

Vito Lecci

Stasera un’altra congiunzione tra Luna e Giove

3 novembre 2008 - 01:34 | In Astronomia, Eventi Astronomici | 2 Commenti

Ancora un’altra congiunzione tra la Luna e Giove.

Questa volta avremo due vantaggi rispetto a quella precedente del 24 ottobre scorso.

Il primo è quello di poterla osservare in un orario molto comodo, questa sera appena dopo il tramonto. Nell’immagine accanto potete vedere la configurazione dei due astri alle 19:30.

In secondo luogo la congiunzione sarà ancora più stretta, infatti Giove disterà dalla Luna soltanto 4°, quindi un grado in meno rispetto alla precedente.

Questa volta, al contrario della precedente congiunzione, la luna sarà in fase crescente: solo una piccola falce.

E’ un’altra opportunità per provare ad immortalare l’evento, magari con un piccolo teleobiettivo, oppure, visto che i due astri saranno bassi verso l’orizzonte Sud-Ovest, ci si potrebbe cimentare in qualche composizione.

Vito Lecci

Il “Fantasma di Mirach”

2 novembre 2008 - 01:16 | In Astrofisica | Nessun Commento

NGC 404 è una galassia “lenticolare”, chiamata così per la sua forma a disco ed in quanto priva di bracci a spirale.

Poichè è tra le lenticolari più vicine conosciute, rappresenta un oggetto molto interessante da osservare. Purtroppo però si trova nelle immediate vicinanze (prospetticamente) della gigante rossa Mirach, nella costellazione di Andromeda, che la nasconde nel suo bagliore rendendola difficilmente osservabile.

Per questo motivo NGC 404 viene spesso definita il “Fantasma di Mirach”. Questo almeno è quanto accade nella luce visibile, come evidenzia l’immagine in alto a sinistra.

Oggi però, grazie al Galaxy Evolution Explorer della NASA, un telescopio spaziale lanciato nel 2003 e concepito per osservare il cielo nella banda ultravioletta, è stato possibile osservare NGC 404 in maniera decisamente più efficace, come dimostra l’immagine in alto a destra.

Qui, nell’ultravioletto, il bagliore di Mirach non copre la galassia, che quindi si mostra nei suoi dettagli. Si nota facilmente che la galassia è circondata da un anello di stelle, cosa che non era mai stata vista prima. Per adesso è un mistero la presenza di questo anello di stelle, ma i ricercatori ipotizzano che possa essersi generato dallo scontro della NGC 404 con una piccola galassia vicina, circa 900 milioni di anni fa.

Questo mi ricorda un pò quanto accaduto anche alle ARP 147, di cui parlavamo proprio nel precedente post.

Inizialmente si pensava alla NGC 404 come una galassia contenente stelle molto vecchie ed evolute, quindi con una bassa attività di formazione stellare. Adesso però sembrerebbe essere ringiovanita con la nascita di queste giovani stelle, dovute alla fusione con la giovane compagna nana.

Vito Lecci

Un cataclisma galattico nella Balena

1 novembre 2008 - 01:33 | In Astrofisica | 3 Commenti

Dopo l’ultimo n-esimo problema occorso all’Hubble Space Telescope (di cui abbiamo parlato QUI), i ricercatori hanno trovato il modo di rimettere in funzione, via software, il sistema di trasferimento dati verso terra. Ferma restando la necessità di una missione di servizio per mettere riparo ai danni da usura di cui HST soffre.

Quella che vedete è una bellissima immagine del 27-28 ottobre scorso, che riprende le due galassie ARP 147 che interagiscono tra loro.

La galassia a sinistra sarebbe passata “attraverso” quella blu a destra, a forma di anello. L’interazione gravitazionale tra le due avrebbe favorito la formazione di migliaia di nuove stelle, che potete vedere nella galassia blu ad anello.
La regione rossa sulla parte bassa dell’anello è ciò che resta del nucleo della galassia, dopo l’interazione.

Le due galassie si trovano in direzione nella costellazione della Balena, a 400 milioni di anni luce da noi.

Si tratta di una bellissima immagine che va ad aggiungersi alla ricca collezione di Hubble, che abbiamo visto nel precedente post sulle “galassie in collisione“.

Vito Lecci

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