Ecco le foto della Stazione Spaziale
18 gennaio 2009 - 23:58 | In Varie | 16 Commenti
Come promesso nel precedente post, eccovi la foto della Stazione Spaziale Internazionale, realizzata poche ore fa.
Nonostante ci fosse qualche nube, si sono diradate all’ora del passaggio della ISS per poi ricomparire poco dopo, ogni tanto un po’ di fortuna non guasta…
Questa foto che vedete in alto è stata scattata pochi secondi dopo la sua apparizione, in direzione Sud-Ovest, accanto al luminosissimo Venere.
Ho utilizzato una fotocamera Canon EOS 350D, obiettivo da 18mm aperto ad f/3.5, sensibilità 400 ISO ed un tempo di esposizione di 42 secondi.
Questa in basso invece riprende la ISS mentre passa accanto alla costellazione della Cassiopea, a forma di “M”.
Per la ripresa ho utilizzato le stesse impostazioni della precedente, ma con un tempo di esposizione di 32 secondi.
Vito Lecci

La Stazione Spaziale sarà visibile da tutta l’Italia questa sera
18 gennaio 2009 - 02:50 | In Varie | 6 Commenti
Questa sera la ISS (Stazione Spaziale Internazionale) sarà visibile da tutta l’Italia, manifestandosi come una “stella” luminosissima in movimento nella Volta Celeste.
La sua luminosità varierà a seconda della regione dalla quale sarà osservata, passando da una magnitudine -0.4 dall’Italia settentrionale fino a ben -2,2 dall’Italia meridionale. La ISS infatti transiterà proprio sopra la Sicilia, la Calabria e la Puglia.
Ovviamente gli orari varieranno un pochino da località a località, tuttavia in linea di massima possiamo considerare validi i seguenti:
- alle 18:10 circa sorge in direzione Sud-Ovest;
- alle 18:12 circa sarà gia 10° sopra l’orizzonte;
- alle 18:15 circa raggiungerà la massima altezza nel cielo;
- alle 18:16 circa entrerà nel cono d’ombra terrestre, scomparendo alla nostra vista.
Provate ad osservarla, fa un certo effetto sapere che, quel piccolo puntino luminoso che passa sopra le nostre teste, ospita al suo interno degli astronauti che ci guardano dall’alto.
Se volete potete anche cimentarvi a fotografarla in maniera molto semplice e rudimentale.
Sarà sufficiente dotarsi di una fotoamera provvista di scatto in posizione “B”, che consenta cioè di tenere l’otturatore aperto per tutto il tempo che si vuole. Puntatela quindi in direzione Sud-Ovest (ovviamente sarebbe opportuno l’utilizzo di un cavalletto), quando l’avrete vista comparire scattate e lasciate l’otturatore aperto per i pochi minuti necessari alla ISS per transitare nel campo inquadrato. Otterrete così una “strisciata” nel cielo stellato.
Io ci proverò, se il cielo sarà pulito e sgombero dalle nubi. In tal caso non mancherò di condividerne con voi il risultato.
Vito Lecci
Aggiornamento: ecco le foto della ISS.
Metano su Marte: quale la sua provenienza?
17 gennaio 2009 - 00:40 | In Astrofisica | 1 Commento
Oramai la notizia è ufficializzata: è praticamente certa la presenza su Marte di un qualche meccanismo che produrrebbe una grande quantità di metano sul pianeta.
Lo hanno rivelato in maniera chiara ed inequivocabile le ripetute osservazioni effettuate con l’Infrared Telescope Facility ed il telescopio W.M. Keck, nelle isole Hawaii, a Mauna Kea.
A quanto pare, sebbene il gas venga rapidamente distrutto nell’atmosfera marziana, esso proverrebbe dal suo sottosuolo.
Ora, facendo delle caute osservazioni di quanto accade sulla Terra, possiamo dire che sul nostro pianeta il metano viene prodotto principalmente da due processi. Il primo prettamente biologico, legato alla digestione delle sostanze nutritive, il secondo invece di natura puramente geologica, come ad esempio l’ossidazione del ferro.
Ora, restando sempre fortemente cauti, se davvero su Marte il metano fosse di natura biologica, si potrebbe ipotizzare che esso provenga dal sottosuolo, dove la probabile presenza di acqua allo stato liquido permetterebbe la proliferazione di batteri che lo produrrebbero (come avviene anche qui sulla Terra).
Al contrario, se la sua natura fosse di orgine geologica, la si potrebbe attribuire all’antica attività vulcanica del pianeta, che avrebbe potuto generare delle bolle di questo gas nel sottosuolo, e che adesso starebbe per essere rilasciato in atmosfera.
Ovviamente tutte queste sono soltanto supposizioni. Per saperne di più saranno necessarie ulteriori missioni sul pianeta in grado di analizzare alcuni campioni di questo gas, la cui caratterizzazione isotopica potrebbe rivelarne la natura biologica o geologica.
Vito Lecci
Apre ufficialmente l’Anno Internazionale dell’Astronomia
16 gennaio 2009 - 01:27 | In Varie | 1 Commento
E’ iniziata ieri 15 gennaio 2009, presso la sede francese dell’UNESCO, e continuerà anche oggi la cerimonia di apertura dell’Anno Internazionale dell’Astronomia.
In questa occasione Parigi, oltre al Presidente dell’UNESCO, vede anche la presenza di moltissime personalità del mondo scientifico, Premi Nobel e moltissimi studenti provenienti da tutto il mondo.
Se volete potete anche voi SEGUIRE IN DIRETTA, tramite webcasting, la cerimonia di apertura.
Potete trovare l’elenco di tutte le manifestazioni che, per l’occasione, si terranno sul territorio italiano sul sito ufficiale ASTRONOMY2009.
Vito Lecci
Saturno in congiunzione con la Luna
14 gennaio 2009 - 00:59 | In Astronomia | Nessun Commento
Domani sera assisteremo ad un’altra congiunzione della luna, questa volta con Saturno, di cui abbiamo parlato nel precedente post.
Nella sua fase di gibbosa calante, illuminato per circa l’80%, il nostro satellite sorgerà ad est alle 22:08 e sarà in compagnia di Saturno.
Non sarà una congiunzione stretta e spettacolare come quella avvenuta con Venere la scorsa notte di Capodanno, sia perché la distanza Luna-Saturno sarà di poco meno di 7°, sia anche perchè comunque Saturno, seppur luminoso, non è tuttavia splendente come Venere.
In ogni caso, per coloro di voi che non fossero ancora riusciti ad individuare il pianeta, magari perché immersi nell’inquinamento luminso delle città, che impediscono di individuare la maggior parte delle costellazioni per potersi opportunamente orientare, questa congiunzione potrebbe rappresentare un ottima possibilità per individuare senza indugio il pianeta. Non ci si potrà davvero sbagliare.
L’unico problema potrebbe essere rappresentato dalle nubi, che in questi giorni imperversano sulla nostra Penisola.
Speriamo bene.
Vito Lecci
Prepariamoci, arriva Saturno
12 gennaio 2009 - 01:10 | In Astronomia | 8 Commenti
Cari Amici,
sono appena rientrato, pochissimi minuti fa, dal mio osservatorio dal quale, nonostante il cielo velatissimo e le nubi sparse, non sono riuscito a contenere l’irrefrenabile voglia di dare un’occhiatina a Saturno, il più bello dei pianeti del nostro Sistema Solare.
Nonostante le pessime condizioni meteo è stato davvero bellissimo osservarlo quest’anno, che si mostra in maniera del tutto differente dagli anni passati.
Nelle foto che vi ho proposto ci sono diverse riprese di Saturno, che ho effettuato in anni differenti, e si vede come cambia l’inclinazione dei suoi anelli, dovuta alla diversa prospettiva da cui noi lo osserviamo, mentre esso viaggia nella sua orbita intorno al Sole.
Saturno compie una rivoluzione intera in 29,45 anni circa e, poichè il suo asse di rotazione mantiene la medesima inclinazione, noi vediamo i suoi anelli a volte dal lato “superiore”, a volte da quello “inferiore”, alternativamente ogni 14,7 anni circa.
Questo significa anche che vedremo i suoi anelli “di taglio” una volta ogni 14,7 anni circa, esattamente come sono apparsi ai miei occhi pochi minuti fa. Questo accade perché la Terra attraversa il suo piano orbitale.
E’ stato uno spettacolo bellissimo. Non che non mi sia capitato altre volte di vederlo così, ma ogni volta è un’emozione indescrivibile.
In questi giorni Saturno sorge abbastanza presto, già verso le 21:30, anche se per poterlo osservare meglio occorre attendere almeno un’oretta, il tempo che sia sufficientemente alto nel cielo, in maniera da evitare il deleterio effetto dovuto all’estinzione atmosferica. Lo troverete in prossimità della zampa posteriore del Leone.
Tuttavia, sebbene già oggi appaia bellissimo, questi giorni non rappresentano ancora il periodo migliore per osservarlo, in quanto non siamo ancora in fase di opposizione. Cioè non abbiamo ancora raggiunto il perfetto allineamento Sole-Terra-Saturno che lo porterà alla minima distanza da noi e quindi ci permetterà di goderne appieno.
Saremo in opposizione nella prima decade di marzo 2009, quindi tra meno di due mesi.
Ovviamente io sono già pronto a bersagliarlo con le mie fotocamere, sensori CCD e tutto l’armamentario di cui dispongo.
Devo solo attendere il cielo pulito è, non appena avrò ottenuto qualche immagine, come al solito, non mancherò di condividerla con voi.
A prestissimo quindi.
Vito Lecci
Scoperte 12 nuove Pulsar dal satellite Fermi
9 gennaio 2009 - 17:55 | In Astrofisica | Nessun Commento
E’ da attribuire al satellite Fermi (realizzato dalla NASA, in collaborazione anche con le italiane ASI, INAF e INFN), la scoperta di 12 nuove pulsar nella nostra galassia.
Si tatta di un importante contributo che incrementerà moltissimo le nostre conoscenze su questi oggetti esotici.
Le pulsar rappresentano ciò che rimane dell’esplosione di una supernova, quindi è il residuo di un’antica stella. La sua particolarià è quella di essere costituita esclusivamente di neutroni (Stella di neutroni), e quindi ha la capacità di contenere, in una sfera del raggio di pochi km, la stessa quantità di materia che contiene una stella 100.000 miliardi di volte più grande.
Sarebbe come voler comprimere una intera portaerei fino a ridurla nelle dimensioni di un granello di sabbia, mantenendone inalterata la quantità di materia, e quindi il peso.
Queste stelle, in rapida rotazione su se stesse, emettono onde radio, che possono essere raccolte dai nostri radiotelescopi.
Il maggior contributo di questa nuova scoperta da parte del satellite Fermi, non è tanto l’aver individuato queste nuove pulsar, quanto aver permesso ai ricercatori di capire che forse il loro funzionamento non è esattamente come si pensava finora.
Infatti fino ad oggi si era convinti che la radiazione da parte della pulsar avvenisse sulla superficie della stella, nelle sue regioni polari. Oggi invece si inizia a capire che la radiazione probabilmente ha origine molto al di sopra della superficie.
Questo processo, non ancora ben compreso, dovrebbe essere dovuto agli archi del forte campo magnetico delle stelle che, in rapidissima rotazione sul loro asse, accelererebbero le particelle nelle vicinanze fino a proiettarle ad una velocità prossima a quella della luce, dando origine ad una forte emissione di radiazione gamma.
Vito Lecci
Stelle vaganti, come proiettili nello spazio
8 gennaio 2009 - 02:27 | In Astrofisica | 3 Commenti
Come spesso accade per molte importanti scoperte, un Team di ricercatori della NASA, mentre era intento nello studio del comportamento di alcune nebulose, si è invece accidentalmente imbattuto nella scoperta di un gruppo di stelle che sembrano schizzare via a velocità impressionante nello spazio.
Lo rivelano alcune riprese dell’Hubble Space Telescope che, nelle immagini che vedete, evidenzia come 14 stelle si stiano muovendo all’interno di una regione di denso gas interstellare che, al loro passaggio, si corruga come farebbe l’acqua al passaggio di una imbarcazione.
Si cerca di stimare l’età di queste stelle che dovrebbero essere alquanto giovani, probabilmente qualche milione di anni. Lo si presume dai loro violenti venti stellari, la cui forza si percepisce dalla loro stessa interazione con le nubi di gas circostante.
In realtà le stelle producono forti venti sia quando sono molto giovani, sia quando sono molto vecchie, solo le stelle di massa superiore a 10 volte quella del Sole producono forti venti per tutto l’arco della loro vita. Le stelle-proiettile appena scoperte sono di dimensioni contenute, tuttavia la tipologia e l’elevata densità del gas circostante, ne rivela la loro giovane età.
Le increspature del gas entro cui schizzano queste stelle, permettono di stimare una velocità di circa 180.000 Km/h !!!
Si apre ora la sfida della comprensione del meccanismo che imprime loro questa folle velocità.
Per adesso i ricercatori avanzano due ipotesi. La prima sarebbe quella di un sistema binario in cui una delle due stelle, esplodendo in una supernova, potrebbe scagliare la compagna lontano da sè, imprimendole una enorme velocità. La seconda ipotesi invece prende in considerazione la collisione tra due sistemi binari, o tra un sistema binario ed una terza stella, che avrebbe causato l’espulsione di alcune stelle a ragguardevole velocità.
In realtà non è la prima volta che ci si trova ad osservare stelle simili, la prima volta accadde nel 1980, grazie al satellite IRAS. Probabilmente potrebbero essercene molte di più nell’Universo, sebbene non sia facile individuarle. Quelle scoperte finora infatti sono state trovate tutte casualmente.
Alcuni ricercatori si pongono interessanti domande a proposito di queste stelle: “E’ solo un fuoco di paglia e nulla più? oppure la loro violenta interazione con le nubi che le circondano, potrebbe dare origine ad una diversa generazione di stelle?”.
Sicuramente è una domanda che, insieme all’enigma della loro origine, stuzzica non poco la curiosità di noi tutti. Aspettiamo pazienti la conquista della riposta.
Vito Lecci
Un misterioso flash nello spazio
7 gennaio 2009 - 02:42 | In Astrofisica | 3 Commenti
E’ stato registrato lo scorso 26 febbraio 2006 dal Telescopio Spaziale Hubble, il misterioso flash la cui luminosità è aumentata costantemente per 100 giorni, poi ha diminuito la sua intensità fino scomparire in altri 100 giorni.
Non era mai stato osservato nulla di simile in passato. Infatti le esplosioni di supernova possono durare, al più, 70 giorni circa e gli eventi di lensing gravitazionale hanno una durata ancora più breve.
Hubble era puntato in direzione della costellazione di Boote, intento a riprendere un gruppo di galassie a 8 miliardi di anni-luce da noi. Il fenomeno potrebbe quindi essersi verificato ovunque, anche nel nostro stesso alone galattico. Eppure, nella direzione in cui si è manifestato l’evento, non c’è nessuna stella o galassia, per questo motivo alcuni ricercatori, di fronte a questo inspiegabile fenomeno, hanno provato a fornire le ipotesi più bizzarre: una collisione tra una nana bianca ed un asteroide; la collisione tra una nana bianca ed un buco nero; l’esplosione di una stella ricca di carbonio…
Tuttavia la verità è che si brancola nel buio e la maggior parte dei ricercatori concordano nel ritenere che, per poter comprendere cosa sia davvero accaduto, sarebbe necessario assistere ad altri eventi simili in futuro.
Vito Lecci
Il nucleo galattico come non lo avete mai visto
6 gennaio 2009 - 01:46 | In Senza categoria | 11 Commenti
Cari Amici,
girovagando per la rete sono incappato in questa bellissima immagine del centro della nostra Via Lattea che devo assolutamente proporvi.
Si tratta di una combinazione di immagini riprese dall’HST (Hubble Space Telescope) e dal telescopio spaziale Spitzer. E’ il miglior panorama del nucleo galattico mai realizzato nell’infrarosso.
La regione fotografata misura 300×115 anni-luce e mostra chiaramente, oltre all’enorme quantità di stelle e di gas ionizzato, anche le maggiori concentrazioni di stelle, note come: Central cluster; Arches cluster e Quintuplet cluster.
I venti e la radiazione provenienti da queste stelle determinano la complessità della struttura del nucleo galattico e, in molti casi, possono determinare anche la nascita di nuove generazioni di stelle.
Nell’immagine, in alto a sinistra, gli enormi archi di gas ionizzato indicano probabilmente la presenza di forti campi magnetici.
In basso a sinistra è evidente la regione di gas scolpita dai venti emessi dal Quintuplet cluster.
Al centro dell’immagine invece il gas ionizzato che circonda il buco nero supermassiccio presente nel nucleo della nostra galassia.
Per realizzare questa immagine sono state necessarie 144 orbite del telescopio Hubble e 2304 foto.
Vito Lecci
P.S.:
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