Spazzatura spaziale, un problema serio

28 aprile 2009 - 14:01 | In Astronautica | Nessun Commento

Detriti spazialiLa ricca nube che vedete in questa immagine a lato rappresenta la concentrazione di moltissimi (ma non tutti) i frammenti dispersi nell’orbita terrestre, si tratta della oramai sempre più pericolosa spazzatura spaziale.

E’ un problema, creato dall’Umanità, che oggi minaccia pesantemente i satelliti in orbita intorno al nostro pianeta.

Vi ricorderete della collisione tra due satelliti artificiali, il primo in assoluto nella storia dell’astronautica. Si trattava del satellite americano “Iridium 33″, per le telecomunicazioni, e del satellite in disuso russo “Cosmos 2251″. Era stato calcolato che i due satelliti sarebbero passati a 600 metri l’uno dall’altro, invece si sono disastrosamente scontrati, dando origine tra l’altro ad una enorme quantità di tetriti di ogni dimensione, che non potranno NON costituire una minaccia per le attuali e future missioni spaziali.

Infatti proprio lo scorso 12 maggio, l’quipaggio della ISS fu costretto ad evacuare la Stazione Spaziale per una precauzione dovuta ad un “allarme impatto” con un oggetto di 1 kg che, se avesse toccato la ISS, avrebbe certamente causato danni molto seri e messo in pericolo la vita degli astronauti stessi.

Occorre quindi migliorare sia l’accuratezza dell’individuazione che quella del calcolo dei parametri orbitali del maggior numero possibile di questi oggetti.

A questo proposito il Dipartimento di Matematica dell’Università di Pisa, che ha già messo a punto un algoritmo per la previsione rapida delle possibilità di impatto di asteroidi ed altri corpi minori con la Terra, ora sta preparandone uno anche per l’utilizzo nel campo del problema della spazzatura spaziale.

L’Università pisana parteciperà insieme alla Gavazzi Space, al CNR ed all’INAF, ad un bando dell’Agenzia Spaziale Europea per la preparazione di una serie di sensori per l’individuazione e determinazione delle orbite di questi numerosi frammenti.

Ovviamente sarebbe asupicabile che tutti i Paesi fossero coinvolti in una reciproca collaborazione in questo progetto (ESA, NASA, JAXXA, ROSCOSMOS, ecc…), in maniera da avere un catalogo comune, aggiornato e preciso, di tutto ciò che orbita attorno alla Terra.

Il passo successivo poi sarebbe quello di escogitare qualcosa di fattibile per provvedere ad una, almeno sommaria, pulizia e bonifica dell’ambiente spaziale.

Vito Lecci

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