Terra del Terrore vista dallo spazio

30 maggio 2010 - 15:00 | In Varie | 1 Commento

Clicca per ingrandire

Oggi vorrei condividere con voi questa bellissima immagine ripresa dallo spazio dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea) in collaborazione con la JAXA (Agenzia Spaziale Giapponese).

Si tratta del bacino di Tanezrouft, una delle regioni più desolate del Sahara, nell’Algeria centro meridionale.

La più totale assenza di acqua e di vegetazione gli hanno valso il nome di “Terra del terrore”.

Vi si possono scorgere colline di arenaria scura, pareti di ripidi canyon, saline bianche, plateau di pietra. Vi è poi la regione denominta “Erg Mehedjibat” (in alto a destra) che assomiglia tanto ad un mazzo di fiori gialli. si tratta di tante piccole dune di sabbia.

L’immagine, per la sua spettacolarità, è stata eletta dalla National Geographic, una delle 10 più belle immagini riprese dallo spazio.

Cliccate sull’immagine per scaricare l’alta risoluzione. E’ davvero spettacolare.

Vito Lecci

Fotografati i resti di Phoenix

26 maggio 2010 - 23:11 | In Astronautica | Commenti disabilitati

Phoenix

Purtroppo l’ultimo tentativo di entrare in contatto con la sonda Phoenix non ha avuto successo.

La sonda MRO (Mars Reconnaissance Orbiter), attualmente in orbita marziana, è stata in grado di stabilire soltanto un contatto visivo. Nell’immagine in alto infatti potete vedere la foto che MRO ha scattato sul sito di atterraggio di Phoenix. La foto, accanto a quella scattata due anni fa, mostra una profonda differenza rispetto alla precedente.

Oggi la Phoenix appare di un colore molto simile a quello del terreno cisrcostante, questo significa che è stata in gran parte ricoperta dalla polvere marziana. Quindi non solto i suoi pannelli solari non sono in grado di raccogliere energia dalla nostra stella, ma molto probabilmente essi avranno anche ceduto sotto il peso del ghiaccio da CO2, molto abbondante nella regione prossima al polo marziano, durante il periodo invernale del pianeta.

Insomma, con questa ultima immagine, possiamo senz’altro porre definitivamente la parola “fine” alla missione della sonda Phoenix che, vi ricordo, è stata molto densa, prolifica e ricca di interessantissimi risultati.

Vito Lecci

Tre pianeti da osservare al telescopio (23 Maggio 2010)

19 maggio 2010 - 21:41 | In Varie | Commenti disabilitati

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Una delle tantissime cose belle del cielo stellato è che è in continuo mutamento, offrendoci sempre novità da osservare e da godere.

In questi giorni infatti sono presenti, sopra le nostre teste, tre bellissimi pianeti che possono essere facilmente osservati anche ad occhio nudo, ma che al telescopio si mostrano in tutto il loro splendore.

Si tratta di Venere, Marte e Saturno (con i suoi anelli).

Proprio per questo motivo ho deciso di organizzare una serata osservativa pubblica, presso il Parco Astronomico SIDEREUS, la sera di Domenica 23 maggio 2010, durante la quale potremo osservare non solo i pianeti che ho elencato prima, ma si potrà anche puntare il telescopio sulla Luna per osservarne i crateri, i mari e le catene montuose.

Poi potremo entrare nel Planetario, alla scoperta del cielo osservabile da qualsiasi località terrestre ed in qualsiasi epoca, delle costellazioni occidue, circumpolari, dello zodiaco, o anche visitare la Galleria delle Scienze (con meteoriti provenienti da tutto il mondo, meridiane, orologi solari, calendari astronomici e tantissimo ancora).

La partecipazione sarà a numero chiuso, per prenotare è necessario telefonare al seguente recapito telefonico: 349 / 8470776

Vito Lecci

Phoenix non risponde

17 maggio 2010 - 08:00 | In Astronautica | 1 Commento

Cari amici,

vi ricordate la sonda Phoenix, inviata su Marte un anno fa?

L’ultimo post dedicato alla sonda potete trovarlo qui: “Phoenix interrompe le comunicazioni

Essa atterrò in prossimità del Polo Nord marziano in una felice missione durata 5 mesi, in cui raccolse migliaia di dati ed immagini del pianeta rosso poi, come da previsione, smise di funzionare a novembre, al sopraggiungere della stagione invernale.

Adesso, ritornata l’estate nella regione di atterraggio di Phoenix, il sole dovrebbe essere sufficientemente alto da consentire ai suoi pannelli solari di tornare a funzionare.

In effetti la NASA, nei mesi scorsi, ha già tentato più volte di ristabilire il contatto con la sonda, ma senza esito.

Proprio a partire da oggi 17 maggio, e fino al 21 maggio, la NASA farà la quarta ed ultima sessione di ascolto, utilizzando la sonda Odissey che in 61 orbite proverà a captare eventuali, deboli segnali sul luogo di atterraggio della sonda.

A mio modesto avvisto la delicata strumentazione di bordo potrebbe essere stata danneggiata dalla rigida temperatura dell’inverno marziano, sono quindi molto scettico che la sonda possa tornare a farsi risentire, ma se lo facesse sarebbe davvero magnifico, ed il nome attribuitole (Phoenix) davvero molto azzeccato… ;)

Stiamo a vedere cosa succede.

Vito Lecci

Galassia al petrolio fotografata da un satellite NASA

4 maggio 2010 - 18:36 | In Varie | 3 Commenti

Chiazza di petrolio

Purtroppo non sempre le immagini riprese dai vari satelliti e telescopi spaziali, possono definirsi belle e spettacolari.

E’ il caso di questa immagine, scattata da un satellite della NASA, che assomiglia ad una galassia a spirale, ma che in realtà rappresenta tristemente le enormi dimensioni della chiazza di petrolio riversata in mare in seguito all’incidente occorso alla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon della British Petroleum, lo scorso 20 aprile.

Chiazza di petrolioIn questa ripresa del 29 aprile il petrolio si avvicina minacciosamente al Delta del Mississippi, nel Golfo del Messico.

L’incidente sta avendo un impatto ecologico di immani proporzioni, probabilmente anche peggiore di quello causato dalla superpetroliera Exxon Valdez, del 29 marzo 1989, che riversò in mare 40.000 m3 di greggio, causando la morte di centinaia di migliaia di animali.

In questo caso però il petrolio continua a fuoriuscire dal sottosuolo a ritmo continuo e copioso e, se le contromisure che stanno per essere messe in atto in queste ore non dovessero dare i risultati sperati sarà penoso immaginare quanto greggio continuerà ancora a riversarsi in mare, all’attuale ritmo di 5.000 barili (800 m3) al giorno.

Vito Lecci

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