L’Universo passato e presente in un unica immagine

6 luglio 2010 - 15:55 | In Astrofisica | 5 Commenti

plank-esa

E’ stata appena rilasciata dall’ESA la nuova immagine dell’Universo ripresa dalla sonda PLANCK.

Si tratta di una spettacolare mappa a tutto cielo che, in un sol colpo d’occhio, ci racconta passato e presente del nostro Universo.

Infatti la parte centrale dell’immagine, la scia chiara orizzontale, è la Via Lattea, la nostra galassia. Al di sopra ed al di sotto di essa sono ben evidenti degli enormi pennacchi di polvere, essi sono la culla di una quantità strabiliante di stelle appena nate o che stanno per vedere (o meglio emettere… ;) ) la luce.

Fin qui abbiamo una foto della nostra galassia, e quindi dell’Universo nella sua attuale età. Invece le regioni più estreme in alto ed in basso dell’immagine, benchè meno spettacolari, sono invece scientificamente interessantissime. Si tratta infatti della radiazione cosmica di fondo, è in assoluto la più antica luce dell’Universo, emessa dopo il Big Bang, ben 13,7 miliardi di anni fa.

Ed è proprio questa la missione di PLANCK: ricostruire, a partire da quel fondale screziato, ciò che avvenne nell’Universo primordiale nei primi istanti della sua formazione. Tuttavia per poter adempiere al meglio a questa missione sarebbe opportuno avere un’immagine a tutto cielo della sola radiazione cosmica di fondo, anche laddove adesso compare la Via Lattea, la cui presenza dovrà essere rimossa digitalmente attaraverso complessi algoritmi.

Ma quando il lavoro sarà stato completato PLANCK sarà in grado di mostrarci l’immagine della radiazione cosmica di fondo più precisa che sia mai stata ottenuta.

Clicca sull’immagine per ingrandire

Vito Lecci

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5 Commenti »

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  1. Che notizia affascinante, ma temo di non aver compreso alcune cose
    nella foto ci sarebbe tutto l’universo?e allora la parte nera?significa che l’universo è finito e ha dei confini?
    comprendo che le domande possano sembrare stupide, ma, nononstante l’universo e le stelle mi affascinino, confesso la mia ignoranza in termini scientifici!:(

    Commento by cricri — 6 luglio 2010 #

  2. Ciao cri,
    in realtà l’imagine sarebbe una rappresentazione bidimensionale di una realtà tridimensionale (un pò come il globo terrestre rappresentato sui libri di geografia).
    La sonda PLANCK ha realizzato l’immagine facendo una sequenza di foto mentre roteava su se stessa, in maniera da riprendere tutto l’Universo, in ogni direzione.
    Il tutto poi è stato montato, come un grosso mosaico, e rapprensentato come vedi.
    La parte nera è soltanto un riempimento fino ai bordi della foto complessiva e nulla più.

    Commento by Vito Lecci — 14 luglio 2010 #

  3. grazie mille per la gentilezza mostrata nel rispondermi ^^, però (sarò tonta xD) un punto non mi è chiaro: ma quindi l’universo è finito e non infinito?

    Commento by cricri — 16 luglio 2010 #

  4. Ciao cri,
    la tua domanda non è affatto banale.
    Ci sono schiere di studiosi che stanno cercando di trovare una risposta, alcuni di essi propendono per un Universo infinito, altri per un Universo finito.
    Al momento purtroppo non esiste ancora una prova schiacciante a favore dell’una o dell’altra ipotesi.
    Staremo a vedere cosa succede… :)

    Commento by Vito Lecci — 16 luglio 2010 #

  5. Il firmamento si espande, quindi già questo termine ci direbbe che non è finito; ma volendo confutare, il punto da analizzare a mio avviso è che se si ingrandisce, cosa va ad occupare? una zona off limit che fa rimbalzare in qualche modo l’espansione? quindi dovremmo arguire che il firmamento ha un limite; nel caso contrario, dovremmo poter individuare nel firmamento questo riflusso.
    Ma questa argomentazione ha il limite che, del firmamento, rispetto all’ipotetica collocazione temporale della sua nascita (big bang)a 13/15 miliardi di anni luce fa,l’uomo, con la sua più moderna tecnologia, è riuscito a rappresentarne, soltanto una piccolissima parte (370 milioni di anni luce.
    La forma geometrica del firmamento: ipotizzandola, verosimilmente, come tonda, e volendo collocare il momento dello scoppio del Big Bang al centro di questa sfera (ipotesi che ci farebbe configurare un firmamento tondo ma più piccolo che se detta esposione fosse avvenuta in un punto diverso, possiamo semplicemente dire che i 13/14 miliardi di anni luce, indicati come età del firmamento, altro non sono che il raggio della sfera. Quindi, sempre seguendo quest’ipotesi, il firmamento avrebbe un’estensione il cui diametro dovrebbe arrivare al doppio di 13/15 miliardi di anni luce.
    A questa risultante, per essere quanto più vicini all’idea di grandezza del firmamento, dobbiamo aggiungere, però, anche la velocità di espansione del firmamento stesso, (che andiamo ad ipotizzare come velocità costante) moltiplicandola per il tempo trascorso (che abbiamo ipotizzato essere 13/15 miliardi di anni luce) moltiplicato per due;
    Forse lo studio del microcosmo (l’antimateria)con le attuali risorse tecnologiche, ci consentirà non solo di scoprire la grandezza del firmamento nel suo meraviglioso addivenire, ma anche una esplorazione più profonda, e di molto, della profondità del cosmo..

    Commento by locurtogiovanni — 16 agosto 2010 #

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