C’è un’epidemia su Clavius

27 novembre 2010 - 09:00 | In Astronomia, Varie | Commenti disabilitati

Vi ricordate “2001: Odissea nello Spazio” di Stanley Kubrick ?

Era stata diramata la falsa notizia che fosse scoppiata un’epidemia sulla base lunare nel cratere di Clavius, allo scopo di coprire la notizia vera: quella della scoperta di uno strano monolito nero, che sarebbe stato deliberatamente sepolto nel cratere da una qualche civiltà aliena.

Se qualcuno di voi si fosse mai chiesto dove si trova questo cratere sulla Luna, beh… lo potete vedere in questa immagine, risultato di una composizione di tre differenti riprese fatte giorni fa, ma che solo ora trovo il tempo di elaborare.

Clavius è il cratere più grande visibile in questa foto, ha un diametro di 225 Km, ubicato nella metà superiore dell’immagine, sul lato sinistro, vicino alla linea di terminatore, confine tra la parte buia e quella illuminata della Luna.

Lo potete facilmente riconoscere dalla presenza, al suo interno, di una “collana” di crateri più piccoli, disposti ad arco, e a dimensione decrescente, dall’alto verso il basso.

Alla luce di questa conoscenza sono certo che, la prossima volta che rivedrete il film, sembrerà ancora più familiare… :)

Vito Lecci

Un mosaico della Luna

26 novembre 2010 - 10:00 | In Astronomia, Varie | 3 Commenti

Finalmente ho trovato il tempo di elaborare queste riprese della Luna, che ho fatto circa 10 giorni fa, che condivido volentieri con voi.

Come vedete si tratta di un mosaico di quattro immagini della Luna, lungo la sua linea di terminatore, cioè la regione che suddivide la sua parte illuminata da quella in ombra.

E’ possibile scorgere moltissimi dettagli della sua superficie, ma mi limito soltanto ad indicarvi la catena montuosa, nella parte alta dell’immagine (si tratta della catena degli Appennini).

A sinistra degli stessi un cratere di 60 Km di diametro (Eratostene), ancora più a sinistra un altro cratere seminascosto nel buio, il suo fondo infatti è completamente in ombra. Si tratta del cratere di Copernico, 90 km di diametro.

Al momento sto elaborando un’altra serie di riprese, molto più ricche di crateri rispetto a questa. Ve la proporrò presto.

Vito Lecci

P.S.: è possibile ingrandire l’immagine (appena un pochino) cliccandoci sopra.

Scoperto per la prima volta un pianeta extragalattico

20 novembre 2010 - 08:00 | In Astrofisica, Astronomia | Commenti disabilitati

E’ stato appena raggiunto un altro grande primato nella storia dell’astronomia e dell’astrofisica. Dopo i 500 pianeti extrasolari, scoperti in questi ultimi 15 anni, è la prima volta che viene scoperto un pianeta addirittura di origine extragalattica, cioè che orbita intorno ad una stella che non faceva parte della nostra galassia.

La stella è conosciuta come HIP 13044, e si trova a 2000 anni luce da noi, in direzione della costellazione della Fornace. Faceva parte di una galassia nana poi fagocitata dalla nostra Via Lattea tra 6 e 9 miliardi di anni fa.

Il pianeta invece, chiamato HIP 13044 b, ha una massa del 25% maggiore di quella di Giove, ma è estremamente vicino alla sua stella (appena 8 milioni di Km) tanto che il suo anno dura soltanto 16 giorni terrestri.

Il motivo di questa estrema vicinanza tra i due astri è da attribuirsi all’età della stella che, vicina ai suoi ultimi istanti di vita, si trova in fase di gigante rossa, ha quindi aumentato moltissimo la sua originaria dimensione e, probabilmente, ha già fagocitato i suoi pianeti più interni. Certamente questa sorte toccherà presto anche al suo pianeta maggiore HIP 13044 p.

Si tratta di un’anteprima di quanto accadrà al Sole tra circa 4-5 miliardi di anni,  un po’ come se stessimo osservando il futuro destino del nostro stesso sitema solare.

Vito Lecci

Scoperto il Buco Nero più giovane mai conosciuto

16 novembre 2010 - 15:05 | In Astrofisica | 4 Commenti

La NASA ha appena diramato la straordinaria notizia della scoperta di un giovanissimo Buco Nero, appena trentenne.

Grazie al telescopio spaziale Chandra, che indaga l’Universo nella radiazione X, si è potuto appurare che lo stesso si è formato dai resti della supernova SN 1979C, nella galassia M100, a 50 milioni di anni luce da noi.

La supernova, generata dall’esplosione di una stella 20 volte più massiccia del nostro Sole, è stata scoperta nel 1979, da un astronomo non professionista, ed è stata tenuta d’occhio da diversi telescopi spaziali tra cui Chandra, Swift, XMM-Newton, che ne hanno messo in luce una costante emissione di radiazione X, un indizio dell’esistenza di un buco nero che sta fagocitando gran parte del materiale della vicina supernova.

Ora che si ha la certezza che si tratti di un buco nero questa scoperta diventa estremamente importante nel campo astrofisico, in quanto ciò permetterebbe di studiare il comportamento di questi oggetti già nei primissimi istanti della loro vita, cosa che non è mai stata possibile prima d’ora, in quanto gli altri buchi neri finora conosciuti hanno già una certa età alle loro spalle.

Sono certo che, continuando a monitorare questo giovanissimo buco nero appena scoperto, presto giungeranno alle nostre orecchie altre interessanti novità a proposito i questi oggetti così esotici ed affascinanti.

Vito Lecci

Un albero infuocato sul Sole

15 novembre 2010 - 16:25 | In Astronomia | 4 Commenti

Cari amici,

il sole ci sta regalando grandi emozioni ultimamente.

A parte le bellissime giornate soleggiate che stiamo avendo nel Salento, la sua attività ci sta mostrando diverse macchie sulla sua fotosfera ed anche delle bellissime protuberanze, come quelle che vedete in questa immagine che ho ripreso pochissimi giorni fa.

Si tratta di enormi getti di plasma che vengono eiettati al di fuori della sua superficie.

Ho fatto un rapido conto e quelli che ho fotografato in questa immagine, hanno un’altezza di circa 55.000 Km, quindi alti ben quattro volte il diametro del nostro pianeta !!!

Quella centrale assomiglia un po’ ad un enorme albero di fuoco, la Terra a confronto potrebbe essere un frutto che pende dai suoi rami.

Niente male vero?

Vito Lecci

Una cartolina da Marte

14 novembre 2010 - 19:46 | In Astrofisica | Commenti disabilitati

Ecco una bella immagine di Marte ripresa dalla sonda MRO (Mars Reconnaissance Orbiter), attualmente in orbita intorno al pianeta rosso.

Si tratta di un canyon facente parte del giganteco complesso di Valles Marineris.

Nell’immagine si possono notare crateri, pianure e le caratteristiche creste sinuose del pianeta. Inoltre anche una bella serie di strati chiari e scuri, intervallati tra loro e messi in evidenza dai processi erosivi in atto sul pianeta.

Vito Lecci

Atomi per la Pace: istantanea di una Collisione Galattica

12 novembre 2010 - 08:48 | In Astrofisica, Astronomia | Commenti disabilitati

Quella che vedete in questo post è la nuova, bellissima, immagine che gli astronomi dell’ESO hanno ottenuto della galassia NGC 7252, conosciuta anche col nome di: “Atomi per la Pace”.

In realtà non è una, ma due galassie in collisione, ad una distanza di 220 milioni di anni luce da noi, nella costellazione dell’Acquario. In effetti la sua forma è tutt’altro che ordinata e simmetrica. Nel caos che la pervade si notano due archi di stelle e gas proiettati nello spazio, che si riavvolgeranno in quello che sarà il nuovo nucleo galattico. Durante la collisione si sono originate nuove regioni di intensa formazione stellare che ha prodotto nuovi ammassi stellari con età che oscillano da 50 a 500 milioni di anni.

Quello che vediamo in questa immagine è una sorta di anteprima di ciò che accadrà alla nostra Via Lattea che, tra 3-4 miliardi di anni, entrerà in collisione con la galassia di Andromeda. Le nostre due galassie si fonderanno in una nuova supergalassia perdendo quindi le originarie forme a spirale.

Una piccola curiosità: il soprannome di “Atomi per la Pace” fu attribuito dagli astronomi a questa galassia in seguito ad un discorso, chiamato appunto “Atomi per la Pace”, che il presidente degli Stati Uniti Eisenhower tenne nel dicembre 1953, al fine di promuovere l’energia nucleare per scopi pacifici. Discorso che creò una forte eco, soprattutto negli ambienti scientifici.

Vito Lecci

Via Lattea: una galassia con le bolle

10 novembre 2010 - 22:52 | In Astrofisica | 2 Commenti

Curiosissima scoperta quella del satellite Fermi riguardo alla nostra galassia: due enormi bolle che si estendono ad entrambi i lati del nostro disco galattico.

Come potete vedere dall’immagine rilasciata dalla NASA, ognuna di esse ha un diametro di 25.000 anni luce, entrambe hanno quindi un estensione pari a circa la metà del diametro della stessa Via Lattea.

La loro forma, accompagnata da emissione di raggi gamma, suggerirebbe ai ricercatori che esse si siano formate in seguito ad un processo di rapido rilascio di energia. Si pensa che la loro formazione possa essere attribuita ai getti emessi dal supermassiccio buco nero che sappiamo essere presente al centro della nostra galassia.

Ovviamente però questa è soltanto una congettura che non ha ancora ottenuto riscontro, ma senza dubbio svelare questo n-mo mistero di cui l’Universo è ricco, costituisce una sfida impegnativa ed affascinante al tempo stesso.

Vito Lecci

P.S.: potete cliccare sull’immagine per ingrandirla.

Un cuore di sale dallo spazio

10 novembre 2010 - 10:08 | In Varie | Commenti disabilitati

Questa bella immagine è stata ottenuta dalla sonda Landsat-5 della NASA che ha fotografato quel che resta del lago di Aral, in Asia centrale.

Una volta era il quarto lago del mondo per estensione poi, dopo che i suoi immissari furono deviati per l’irrigazione, la sua superficie si è ridotta del 50%, suddividendosi poi addirittura in due laghi diversi: il Grande Aral ed il Piccolo Aral.

Quello visibile in questa immagine è il Piccolo Aral e la regione biancastra, intorno al bacino, è una vasta pianura di sali rimasti al suolo dopo l’evaporazione del lago, che si estende per ben 40.000 Km2, e che costituisce oggi il deserto di Aralkum.

Ogni anno le violente tempeste di sabbia che imperversano in Asia centrale sollevano 150.000 tonnellate di sale e sabbia che trasportano per centinaia di Km, rendendo gli inverni più freddi e le estati più calde, oltre che causare problemi alla salute delle popolazioni locali.

Vito Lecci

P.S.: clicca sull’0immagine per scaricarne un ingrandimento

 

Tutto il mondo drizza le orecchie in cerca di E.T.

6 novembre 2010 - 00:34 | In Astronomia, Varie | Commenti disabilitati

E’ iniziata in questi giorni una maratona che vedrà coinvolti molti radiotelescopi in tutto il mondo all’ascolto del cielo, alla ricerca di eventuali segnali provenienti da qualche civiltà extraterrestre.

L’iniziativa vuole festeggiare il 50° anniversiario della nascita della radioastronomia quando, nel 1960 il radioastronomo Frank Drake, per la prima volta nella storia, puntò un radiotelescopio nel cielo, a caccia di extraterrestri.

In Italia è il radiotelescopio di Medicina, in provincia di Bologna, ad aderire all’iniziativa. La sua parabola di 32 metri di diametro sarà puntata verso Gliese 581 dove da poco si è scoperto esserci un pianeta compatibile con la presenza di acqua allo stato liquido e quindi potenzialmente abitabile. Ne parlammo in un precedente post dal titolo: “Acqua liquida su un pianeta vicino a noi“.

Vito Lecci

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