Space Shuttle

LA STORIA
Il progetto dello Space Trasportation System (STS) è figlio degli anni sessanta e dei grossi costi che la NASA dovette affrontare per i lanciatori (Mercury, Gemini e Apollo) non riutilizzabili. Infatti la NASA voleva sostituire i razzi, che possono essere usati una volta sola, con un mezzo che potesse essere riutilizzato più volte e quindi poter risparmiare sui costi altissimi di gestione.

L’Ente Spaziale Americano dopo aver capito che il Programma Apollo possiede una vita limitata, saranno infatti cancellate alcune missioni lunari per problemi di budget, pensa al futuro del programma spaziale: le stazioni spaziali orbitanti. L’idea principe e quella di usare dei mezzi riutilizzabili per portare in orbita una stazione spaziale. Da questa, poi, lanciare missioni permanenti per la Luna, verso Marte e oltre.

Ma i tanti progetti in cantiere si trovano, inevitabilmente, ad affrontare un grosso problema: i tagli nel budget. Questo porta la NASA ad abbandonare il progetto Marte e puntare solo sul programma Shuttle che sarà indispensabile per costruire una stazione spaziale.

L’ufficializzazione del Programma Shuttle avviene il 5 gennaio 1972 quando il Presidente Richard Nixon annuncia che la NASA e gli Stati Uniti punteranno il loro futuro nello spazio attraverso una navetta spaziale riutilizzabile e a basso costo. La società che costruirà il sistema sarà la Rockwell International.

La prima navetta Space Shuttle fu battezzata Enterprise (OV-101) in onore dell’astronave U.S.S. ENTERPRISE della famosissima serie televisiva Star Trek creata da Gene Roddemberry nel 1966 e divenuta, sin da subito, una serie cult prima negli Stati Uniti d’America e poi nel resto del mondo. In origine, la navetta, doveva chiamarsi Consitution (in onore del bicentenario della costituzione degli Stati Uniti nel 1976) ma i fans della serie del telefilm Star Trek fecero pressione sulla Casa Bianca e sulla NASA affinché chiamassero la prima navetta spaziale con il nome della astronave protagonista dei telefilm. Il 17 Settembre 1976 il cast tutto di Star Trek (William Shatner, Leonard Nimoy, DeForest Kelley, James Doohan, Nyota Uhura, George Takei, Walter Koenig) e il suo ideatore Gene Roddenberry, furono chiamati dalla NASA, nel complesso di Palmdale California, per varare la navetta.

Nonostante sia stata la prima navetta ad essere costruita, l’Enterprise non ha mai volato nello spazio. Questo primo prototipo era stato costruito con una solo scopo: il collaudo del mezzo nell’atmosfera terrestre. Dopo questo ciclo di collaudi concluso positivamente, la navetta OV-101 40 è stata poi impiegata per le prove strutturali sulla rampa di lancio presso il Kennedy Space Center (KSC) in Florida e poi stata messa in pensione e donata al Smithsonian Institute dove è esposta con altri mezzi che hanno fatto la storia dell’astronautica statunitense.

Il 25 marzo 1979 viene consegnata invece la prima navetta progettata per volare nello spazio, il Columbia (OV-102). Il primo lancio della storia avvenne dalla rampa 39-A del John F. Kennedy Space Center il 12 aprile 1981. l’Orbiter, dopo due giorni nello spazio, atterrò sul lago Rogers (un bacino asciutto) alla base aerea Edwards in California. L’equipaggio era formato dal pilota Robert Crippen e dal veterano John W. Young che aveva già partecipato alle missioni Gemini e Apollo.

Il Challenger (OV-099, ex-STA-099) venne consegnato nel luglio del 1982, il Discovery (OV-103) nel novembre del 1983, e l’Atlantis (OV-104) nell’aprile del 1985. Nel gennaio del 1986 il Challenger viene distrutto da un’esplosione in fase di lancio. Nell’incidente perirono i sette membri dell’equipaggio. Il Challenger fu sostituito dall’Endeavour (OV-105)che venne costruito con parti delle altre navette e consegnato nel maggio del 1991. Il 1 febbraio 2003 il Columbia si disintegra durante il rientro nell’atmosfera. Nell’incidente muoiono tutti i sette membri dell’equipaggio. Questa navetta non sarà sostituita da nessun nuovo orbiter.

Si prevede che la messa in pensione della flotta Shuttle dovrebbe avvenire nel 2010 quando la stazione spaziale sarà terminata e quindi la funzione della navetta dovrebbe essere terminata.
Ma si paventa l’ipotesi che si possa proseguire con altri lanci finché il programma Orion (il nuovo mezzo spaziale americano) non sia completamente attivato.
In questo modo l’America si troverà ad avere sempre e continuativamente accesso allo spazio.

DESCRIZIONE
Lo Space Trasportation System (STS) è una macchina complessa che parte come un razzo, entra in orbita e lavora come una piccola stazione spaziale e rientra come un aereo. La sua struttura è composta da tre parti principali:

Due Solid-fuel Rocket Booster (SRB): questi sono alti circa 45 metri e sono razzi riutilizzabili a propellente solido (perclorato d’ammonio e l’alluminio). Sono i più grandi e imponenti razzi a propellente solido che abbiano mai volato. Gli SRB si accendono a T-0 e si staccano due minuti dopo la partenza ad una altezza di 66 Km. La caduta degli SRB viene ridotta da alcuni paracadute. Questi razzi, costruiti dalla Thiokol, una volta recuperati nell’Oceano, dopo i controlli e la sostituzione di alcune parti, sono riutilizzabili per altre venti volte circa. Una volta accessi i booster non possono essere spenti.

L’External Tank (ET): questo è il grande serbatoio esterno, di colore arancio, che alimentano i tre grandi motori dello Space Shuttle nella fase di partenza. L’ET è alto 48 metri è ed l’unico elemento del sistema STS che va perso in ogni missione. Il serbatoio esterno contiene ossigeno liquido (nella parte alta) e idrogeno liquido (nella parte bassa). In totale sono immagazzinati, nella sua enorme struttura, ben 704 tonnellate di propellenti. Il serbatoio, realizzato dalla Martin Marietta in lega di alluminio, si stacca dopo circa 8 minuti e mezzo ad una altitudine di 109 km. Brucia in atmosfera sopra l’Oceano Indiano.

L’Orbiter Vehicle (OV): questo è uno dei capolavori tecnici mai costruiti dall’uomo. L’orbiter porta sino ad un massimo di 8/10 persone e un carico utile, stivano nel cargo bay, di 28.800 Kg. L’equipaggio trova posto nei due ponti:
Il ponte di volo (Flight Deck) ospita la cabina di pilotaggio e la zona di controllo del braccio robotico Canadarm.
Il ponte mediano (Middeck) ospita la sezione dedicata all’equipaggio, dove trovano posto le cuccette e servizi igienici, e una serie di strutture dove vengono contenuti gli esperimenti (questi si trovano in strutture chiamati Middeck Locker). Sul ponte mediano si trova anche il portello di accesso da dove entra ed esce l’equipaggio alla partenza e all’arrivo sulla terra e il portello da cui ci si dirige verso l’esterno.
Inoltre nello Shuttle si trova anche il ponte inferiore (Lower Deck). Questa zona ospita gli apparati di supporto i serbatoi di acqua e di ossigeno.

Il carico utile trova posto nella stiva di carico (Payload Bay). Questa è accessibile tramite due enormi portelloni apribili (Payload Bay Doors) che ospita, nella parte interna, quattro radiatori per il controllo termico dello Shuttle. La stiva, non appena lo shuttle è entrato in orbita, viene aperta e rimane in questo stato a quando non ci sono le procedure per il rientro a terra.
La stiva, che può ospitare vasti carichi (payloads), è lunga 18 metri e potrebbe ospitare addirittura una balenottera. Nella stiva trova posto anche il braccio robotico canadese (Remote Manipulator System), il Canadarm.

Nella zona motori dello Shuttle trovano posto i tre motori, orientabili, che vengono chiamati SSME (Shuttle Spacecraft Main Engine). Questi possono essere utilizzati per bel cinquanta volte e sono tra i motori più potenti al mondo. Questi motori, che vengono spenti dopo otto minuti dal lancio, non permettono l’entrata in orbita del mezzo.
Il compito finale viene demandato al altri due motori molto più piccoli dei precedenti. Questi vengono chiamati OMS (Orbital Maneuvering Subsystem). Gli OMS hanno il compito di andare in orbite diverse, effettuare randez-vous con altri mezzi spaziali e uscire dall’orbita per rientrare a terra. Gli Orbital Maneuvering Subsystem sono stati progettati per poter compiere un centinaio di missioni circa. Infine ci sono i piccoli motori di manovra, gli RCS (Reaction Control System). Questi sono quaranta e sono situati sia nel muso che nella coda della navetta. La loro funzione e quella di effettuare manovre complesse e precise.

La navetta, per resistere alle altissime temperature che ci sono nella fase di rientro a terra, é protetta completamente da oltre 30.000 piastrelle a base ceramica. Quindi si tratta di un sistema di protezione termica passiva.
Lo Shuttle è quindi la macchina più complessa, più delicata e più duttile che l’uomo è stata in grado di costruire per lasciare l’atmosfera e raggiungere l’Orbita bassa, LEO (Low Earth Orbit).

PROCEDURE DI LANCIO

T -43 ore e in funzione – Il Direttore dei Test dello Shuttle effettua la chiamata alle postazioni e il display del conto alla rovescia viene attivato.
-Inizia il controllo finale del veicolo e delle attrezzature per il lancio
-Controllo dei sistemi di volo di riserva
-Controllo del software di volo memorizzato nelle unità di memoria di massa e dei display
-Caricamento del software di volo di riserva nei computer di uso generale dell’orbiter
-Rimozione delle piattaforme del ponte intermedio e del ponte di volo
-Attivazione e test dei sistemi di navigazione
-Completamento della preparazione per caricare i reagenti e il sistema di distribuzione
-Completamento delle ispezioni preliminari al ponte di volo

T -27 ore e sospeso – Questa è la prima sospensione programmata (solitamente dura quattro ore).
-Allontanamento dalla piattaforma di lancio di tutto il personale non necessario

T -27 ore e in funzione
-Inizio delle operazioni per caricare i reagenti criogenici nei serbatoi delle celle a combustibile dell’orbiter

T -19 ore e sospeso – Questa sospensione programmata (solitamente dura quattro ore).
-Distacco dell’unità ombelicale intermedia dell’orbiter

T -19 ore e in funzione
-Inizia la preparazione finale dei tre motori principali dell’orbiter
-Riempimento del serbatoio dell’acqua del sistema di soppressione acustica
-Chiusura dei servizi della coda sulla piattaforma di lancio

T -11 ore e sospeso – La durata di questa sospensione programmata varia (solitamente dura dalle 12 alle 13 ore).
-Preparazione dell’equipaggiamento degli astronauti
-Spostamento della struttura di servizio rotante nella posizione “park”
-Attivazione delle unità di misurazione inerziale e dei sistemi di comunicazione

T -11 ore e in funzione
-Inizio dei controlli funzionali del tracker stellare
-Installazione di materiale video sulla rampa di lancio
-Attivazione delle celle a combustibile
-Allontanamento dall’area a pericolo di esplosioni di tutto il personale non necessario
-Passaggio dei depuratori dell’aria dell’orbiter all’azoto gassoso

T -6 ore e sospeso – Questa sospensione programmata (solitamente dura due ore).
-Verifica che non ci siano violazioni dei criteri per il lancio prima di caricare il serbatoio esterno con i propellenti
-Allontanamento di tutto il personale dalla piattaforma di lancio
-Raffreddamento delle linee di trasferimento del propellente
-Inizio del caricamento del serbatoio esterno con circa 1.900 metri cubi di propellenti criogenici

T -6 ore e in funzione
-Conclusione del caricamento del serbatoio esterno con il carico di idrogeno liquido e ossigeno liquido
-Il Final Inspection Team arriva alla rampa di lancio per effettuare una dettagliata ispezione del veicolo

T -3 ore e sospeso – Questa sospensione programmata (solitamente dura due ore)
-Esecuzione della calibrazione pre-volo dell’unità di misurazione inerziale
-Allineamento delle antenne dell’Area di Lancio di Merritt Island

T -3 ore e in funzione
-L’equipaggio parte per la rampa di lancio
-Completamento della preparazione per la chiusura della White Room della rampa di lancio
-I membri dell’equipaggio iniziano ad entrare nell’orbiter
-Controllo del posizionamento degli interruttori dell’abitacolo
-Gli astronauti effettuano un controllo radio con il centro di controllo del lancio (Kennedy Space Center) e il controllo di missione (Johnson Space Center)
-Chiusura del portellone dell’orbiter e ricerca di eventuali perdite
-Completamento della chiusura della White Room
-La squadra addetta alla chiusura si porta alla zona di rientro
-I dati principali del sistema di guida sono trasferiti al sistema di riserva

T -20 minuti e sospeso – Questa sospensione programmata (solitamente dura 10 minuti)
-Il Direttore dei Test dello Shuttle effettua l’ultimo briefing
-Completamento dell’allineamento dell’unità di misurazione inerziale

T -20 minuti e in funzione
-Passaggio del computer di bordo dell’orbiter alla configurazione di lancio
-Inizio del condizionamento termico delle celle a combustibile
-Chiusura delle valvole di sfiato della cabina dell’orbiter
-Passaggio del sistema di volo di riserva alla configurazione di lancio

T -9 minuti e sospeso- Questa è l’ultima sospensione programmata (la tempistica varia a seconda della missione).
-Il direttore del lancio, la squadra di gestione della missione e il direttore dei test dello shuttle chiedono ai propri team per un go/no go al lancio

T -9 minuti e in funzione
-Avvio della sequenza automatica di lancio da terra
-Ritrazione del braccio di accesso all’orbiter (T-7 minuti, 30 secondi)
-Avvio unità di registrazione della missione (T-6 minuti,15 secondi)
-Avvio delle unità di alimentazione ausiliarie (T-5 minuti, 0 secondi)
-Avvio del recupero dell’ossigeno liquido (T-4 minuti, 55 secondi)
-Inizio dei test sulle superfici aerodinamiche dell’orbiter, seguiti dai test sull’orientamento dei motori principali (T-3 minuti, 55 secondi)
-Pressurizzazione del serbatoio dell’ossigeno liquido (T-2 minuti, 55 secondi);
-Ritrazione del braccio per lo sfiato dell’ossigeno gassoso, o “beanie cap” (T-2 minuti, 55 secondi)
-I membri dell’equipaggio chiudono e bloccano le visiere dei caschi (T-2 minuti, 0 secondi)
-Pressurizzazione del serbatoio dell’idrogeno liquido (T-1 minuto, 57 secondi)
-Spegnimento riscaldatori bi-pod (T-1 minuto, 52 sec)
-Spegnimento dei riscaldatori dei giunti dei SRB (T-60 secondi)
-L’orbiter è alimentato solo dall’energia interna (T-50 secondi)
-Il sistema di controllo del lancio a terra è pronto per la sequenza di avvio automatica (T-31 secondi)
-Attivazione del sistema di soppressione acustica della rampa di lancio (T-16 secondi)
-Attivazione del sistema di combustione dell’idrogeno dei motori principali (T-10 secondi)
-Accensione dei motori principali (T-6,6 secondi)

T -0
-Accensione dei razzi a combustibile solido e decollo!

DATI TECNICI

Altezza dello Space Shuttle: 56,14 m
Altezza dell’orbiter: 37,23 m
Apertura alare: 23,79 m
Massa alla partenza: 2.041.000 kg
External Tank: 751.000 kg
Solid Rocket Booster: 2 x 590.000 = 1.180.000 kg
Spinta alla partenza: 34,8 MN
SSME: 3 x 1,8 = 5.4 MN
SSRB: 2 x 14,7 = 29,4 MN
Massa al rientro (solo orbiter): 104.000 kg
Carico massimo trasportabile: 28.800 kg
Orbita: da 185 a 643 km
Velocità: 27.875 km/h
Posti astronauti: 10 (solitamente l’equipaggio va da 5 a 7 persone tra piloti, specialisti di missione e scienziati)

MISSIONI

· STS-1 (12/04/1981) Columbia
· STS-2/SIR-A (12/11/1981) Columbia
· STS-3 (22/03/1982) Columbia
· STS-4 (27/06/1982) Columbia
· STS-5 (11/11/1982) Columbia
· STS-6 (04/041983) Challenger
· STS-7/MSL-1 (18/06/1983) Challenger
· STS-8 (30/08/1983) Challenger
· STS-9 (28/11/1983) Columbia
· STS-11/41-B (03/02/1984) Challenger
· STS-13/41-C (06/04/1984) Challenger
· STS-16/41-D (30/08/1984) Discovery
· STS-17/41-G (05/10/1984) Challenger
· STS-19/51-A (08/11/1984) Discovery
· STS-20/51-C (24/01/1985) Discovery
· STS-23/51-D (12/04/1985) Discovery
· STS-24/51-B (29/04/1985) Challenger
· STS-25/51-G (17/06/1985) Discovery
· STS-26/51-F (29/07/1985) Challenger
· STS-27/51-I (27/08/1985) Discovery
· STS-28/51-J (03/10/1985) Atlantis
· STS-30/61-A (30/10/1985) Challenger
· STS-31/61-B (27/11/1985) Atlantis
· STS-32 61-C (12/01/1986) Columbia
· STS-33/51-L (28/01/1986) Challenger (incidente mortale: distrutto al lancio1)
· STS-26R (26/09/1988) Discovery
· STS-27R (02/12/1988) Atlantis
· STS-29R (13/03/1989) Discovery
· STS-30R (04/05/1989) Atlantis
· STS-28R (08/08/1989) Columbia
· STS-34 (18/10/1989) Atlantis
· STS-33R (23/11/1989) Discovery
· STS-32R (09/01/1990) Columbia
· STS-36 (28/02/1990) Atlantis
· STS-31R (24/04/1990) Discovery
· STS-41 (06/10/1990) Discovery
· STS-38 (16/11/1990) Atlantis
· STS-35 (02/12/1990) Columbia
· STS-37 (05/04/1991) Atlantis
· STS-39 (28/04/1991) Discovery
· STS-40 (05/06/1991) Columbia
· STS-43 (02/08/1991) Atlantis
· STS-48 (12/09/1991) Discovery
· STS-44 (21/11/1991) Atlantis
· STS-42 (22/01/1992) Discovery
· STS-45 (24/03/1992) Atlantis
· STS-49 (08/051992) Endeavour
· STS-50 (25/06/1992) Columbia
· STS-46 (31/07/1992) Atlantis
· STS-47 (12/09/1992) Endeavour
· STS-52 (22/10/1992) Columbia
· STS-53 (02/12/1992) Discovery
· STS-54 (13/01/1993) Endeavour
· STS-56 (08/04/1993) Discovery
· STS-55 (26/04/1993) Columbia
· STS-57 (21/06/1993) Endeavour
· STS-51 (12/09/1993) Discovery
· STS-58 (18/10/1993) Columbia
· STS-61 (02/12/1993) Endeavour
· STS-60 (03/02/1994) Discovery
· STS-62 (04/03/1994) Columbia
· STS-59 (08/04/1994) Endeavour
· STS-65 (08/07/1994) Columbia
· STS-64 (09/09/1994) Discovery
· STS-68 (30/091994) Endeavour
· STS-66 (03/11/1994) Atlantis
· STS-63 (03/02/1995) Discovery
· STS-67 (02/03/1995) Endeavour
· STS-71 (27/06/1995) Atlantis
· STS-70 (13/07/1995) Discovery
· STS-69 (07/09/1995) Endeavour
· STS-73 (20/10/1995) Columbia
· STS-74 (12/11/1995) Atlantis
· STS-72 (13/01/1996) Endeavour
· STS-75 (22/02/1996) Columbia
· STS-76 (22/031996) Atlantis
· STS-77 (19/05/1996) Endeavour
· STS-78 (20/06/1996) Columbia
· STS-79 (16/09/1996) Atlantis
· STS-80 (19/11/1996) Columbia
· STS-81 (12/01/1996) Atlantis
· STS-82 (11/02/1997) Discovery
· STS-83 (04/04/1997) Columbia
· STS-84 (15/05/1997) Atlantis
· STS-94 (01/07/1997) Columbia
· STS-85 (07/08/1997) Discovery
· STS-86 (25/09/1997) Atlantis
· STS-87 (18/11/1997) Columbia
· STS-89 (23/01/1998) Endeavour
· STS-90 (17/04/1998) Columbia
· STS-91 (02/06/1998) Discovery
· STS-95 (29/10/1998) Discovery
· STS-88 (04/12/1998) Endeavour
· STS-96 (27/05/1999) Discovery
· STS-93 (22/07/1999) Columbia
· STS-103 (20/12/1999) Discovery
· STS-99 (11/02/2000) Endeavour
· STS-101 (19/05/2000) Atlantis
· STS-106 (08/09/2000) Atlantis
· STS-92 (11/10/2000) Discovery
· STS-97 (01/12/2000) Endeavour
· STS-98 (07/02/2001) Atlantis
· STS-102 (08/03/2001) Discovery
· STS-100 (19/04/2001) Endeavour
· STS-104 (12/07/2001) Atlantis
· STS-105 (10/08/2001) Discovery
· STS-108 (05/12/2001) Endeavour
· STS-109 (01/03/2002) Columbia
· STS-110 (08/04/2002) Atlantis
· STS-111 (05/06/2002) Endeavour
· STS-112 (07/10/2002) Atlantis
· STS-113 (23/11/2002) Endeavour
· STS-107 (16/01/2003) Columbia (incidente mortale: distrutto al rientro2)
· STS-114 (26/07/2005) Discovery
· STS-121 (04/07/2006) Discovery
· STS-115 (09/09/2006) Atlantis
· STS-116 (09/12/2006) Discovery
· STS-117 (08/06/2007) Atlantis
· STS-118 (09/08/2007) Endeavour
· STS-120 (23/10/2007) Discovery
· STS-122 (07/02/2008) Atlantis
· STS-123 (11/03/2008) Endeavour

Note:

1 Distruzione al lancio della navetta. Equipaggio: Francis R. Scobee, Michael J. Smith, Judith A. Resnik, Ellison S. Onizuka, Ronald E. McNair, Sharon Christa McAuliffe, Gregory B. Jarvis.

2 Distruzione al rientro della navetta. Equipaggio: Rick D. Husband, William C. McCool, Michael P. Anderson, Kalpana Chawla, David M. Brown, Laurel B. Clark, Ilan Ramon.

Un piccolo filmato in memoria delle vittime del Challenger del 1986:

Quest’altro in memoria delle vittime del Columbia del 2003:

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MISSIONI ITALIANE

STS-46

Nome missione: STS-46 (quarantanovesima missione).
Carico Utile: TSS-1 (satellite italiano) e EURECA (satellite europeo). Numerosi esperimenti.
Orbiter: OV-104 Atlantis
Equipaggio: Comandante Loren J. Shriver, Pilota Andrew M. Allen, Comandante del carico utile Jeffrey A Hoffman, Specialisti di Missione. Franklin R. Chang-Diaz e Marsha S. Ivins, Specialisti del carico utile Claude Nicollier (ESA – Svizzera) e Franco Malerba (ASI – Italia)
Lancio: 31 luglio 1992 – ore 9.56.48 a.m. EDT (le 16.56.48 ora italiana) rampa 39B del Kennedy Space Center (Florida).
Rientro: 8 agosto 1992 – ore 9.11.50 a.m. EDT (le 16.11.50 ora italiana) pista 33 del Kennedy Space Center (Florida).
Durata della missione: 7 giorni, 23 ore, 15 minuti e 3 secondi
Orbite: 127
Inclinazione: 28,45°
Altezza: 368 chilometri
Distanza percorsa: 5,344,643 km

Obiettivi della missione: messa in orbita dell’European Retrievable Carrier (EUREKA) dell’Agenzia Spaziale Europea e gli esperimenti del primo Tethered Satellite System (TSS), il sistema di satellite a filo. Nella missione era presente il primo astronauta italiano, Franco Malerba. L’astronauta italiano ricopriva l’incarico di Specialista del Carico Utile 1. A Malerba erano affidati la gestione degli esperimenti del TSS.

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STS-75

Nome Misione: STS-75 (settantacinquesima missione)
Carico Utile: TSS-1R – USMP-03
Orbiter: OV-102 Columbia
Equipaggio: Comandante Andrew M. Allen, pilota Scott J. Horowitz, Comandante del Carico Utile Franklin R. Chang-Diaz, Specialista di Missione (ESA – Italia) Maurizio Cheli, Specialista di Missione Jeffrey A. Hoffman, Specialista di Missione (ESA- Francia) Claude Nicollier, Specialista del Carico Utile (ASI – Italia) Umberto Guidoni
Lancio: 22 febbraio 1996 – ore 3:18:00.061 pm EST (le 21.18 ora italiana) dal Pad 39/B del Kennedy Space Center (Florida)
Rientro: 9 marzo 1996 – ore 8.58.38 a.m. EST (le 14.58 ora italiana) pista 33 del Kennedy Space Center (Florida)
Durata della missione: 15 giorni, 17 ore, 41 minuti e 25 secondi
Orbite: 251
Inclinazione: 28,45°
Altezza: 287 km
Distanza percorsa: 10.500.000 Km

Obiettivi della missione: portare in orbita il satellite italiano a filo TSS (Tethered Satellite System Reflight) e lo USMP-3 (United States Microgravity Payload) per esperimenti in assenza di gravità. Per la prima volta nello spazio ci sono due cittadini italiani, Umberto Guidoni e Maurizio Cheli.

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STS-100

Nome Misione: STS-100 ISS-6A (9ª missione verso la stazione spaziale internazionale).
Carico Utile: Modulo logistico italiano MPLM-2 (Raffaello) e braccio robotico canadese della stazione spaziale SSMRS (Canadarm2).
Equipaggio: Comandante Kent V. Rominger, pilota Jeffrey Ashby, specialista di missione Chris Hadfield (CSA – Canada), specialista di missione John L. Phillips, specialista di missione Scott Parazynsky, specialista di missione Umberto Guidoni (ESA – Italia) e specialista di missione Yuri Lonchakov (Rosaviakosmos – Russia)
Lancio: 19 aprile 2001 alle 1.41 p.m. CDT (le 20.41 ora italiana) dal Pad 39/A del Kennedy Space Center (Florida).
Rientro: 1 maggio 2001 alle 8.35 a.m. CDT (le 18.11 ora italiana) a Edwards AFB (California)
Durata della missione: 11 giorni 21 ore 31 minuti e 14 secondi
Orbite: 186
Inclinazione: 51,6°
Altezza: 320 km
Distanza percorsa: 7.900.000 Km

Obiettivi della missione: trasporto, tramite modulo italiano “Raffaello”, di materiale scientifico e di altro materiale a bordo della ISS. Installazione del braccio robotico canadese della stazione spaziale internazionale (Canadarm 2 -SSRMS). Secondo volo nello spazio per l’astronauta Umberto Guidoni. L’astronauta romano è stato anche il primo europeo ad entrare nella Stazione Spaziale Internazionale.

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STS-120

Nome missione: STS-120 10-A (23ª missione verso la stazione spaziale internazionale).
Carico Utile: Harmony (Node 2), Power and Data Grapple Fixture e Shuttle Power Distribution Unit
Orbiter: OV-103 Discovery
Equipaggio: Comandante Pamela Melroy, Pilota George D. Zamka, specialista di missione, Scott E. Parazynski, specialista di missione Stephanie Wilson, specialista di missione Douglas H. Wheelock, specialista di missione Paolo A. Nespoli (ESA – Italia).
Lancio: 23 ottobre 2007 11:38 EDT (15:38 UTC, 17:38 italiane) rampa 39A del Kennedy Space Center (Florida).
Rientro: 7 novembre 2007 13:01 EST (18:01 UTC, 20:01 italiane) pista 33 del Kennedy Space Center (Florida).
Durata della missione: 15 giorni 2 ore 23 minuti e 55 secondi
Orbite: 238
Inclinazione: 51,6°
Altezza: 226 km chilometri
Distanza percorsa: 10.050.000 km

Obiettivi della missione: l’installazione di un nodo di scambio (denominato Harmony) costruito dall’italiana Alenia Spazio, lo spostamento dei pannelli solari P6 dal segmento Z1, la conduzione di esperimenti scientifici e la sostituzione di un componente dell’equipaggio della ISS. Il nodo Harmony, che si va ad aggiungere a quelli precedentemente installati, è un modulo abitativo che sarà adibito a zona di passaggio per i futuri laboratori che andranno a completare la ISS. Questa missione vede il ritorno sulla ISS di un astronauta italiano, lo specialista di missione Paolo Nespoli. Il milanese Nespoli avrà il compito di coordinare gli astronauti durante le attività extra veicolari (EVA) ed effettuerà una serie di esperimenti scientifici. Il carico 10A dedicato alla Stazione Spaziale Internazionale è costituito dal modulo Harmony (detto anche Node 2), un Power and Data Grapple Fixture per il braccio robotico della stazione e uno Shuttle Power Distribution Unit.

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Vi propongo un video del lancio dell’STS-120, fino al distacco dell’External Tank.

Qui invece l’atterraggio dell’STS-121

(Ringrazio Giuseppe Picca per il prezioso contributo in questa sezione).

 

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