Un’impronta felina nello spazio

22 gennaio 2010 - 15:11 | In Astrofisica | 1 Commento

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L’ESO (European Southern Observatory) ha appena rilasciato l’ultima immagine ripresa dall’Osservatorio di La Silla, in Cile.

E’ la nebulosa NGC 6334, conosciuta anche come “Nebulosa Zampa di Gatto”, infatti assomiglia molto alle impronte lasciate dai nostri felini domestici.

Si trova a circa 5500 anni-luce da noi, in direzione della costellazione dello Scorpione e riscopre un’area approssimativamente uguale a quella della luna piena.

L’intera nube ha un’estensione di circa 50 anni-luce e la sua colorazione rossa è dovuta soprattutto all’idrogeno reso incandescente dalla radiazione emessa dalle giovani stelle presenti al suo interno.

In effetti la nebulosa è uno dei più attivi vivai stellari conosciuti nella nostra galassia e potrebbe contenere, celate tra le sue rosse nubi, decine di centinaia di stelle, con massa circa dieci volte maggiore rispetto a quella del Sole.

Cliccate sull’immagine per ottenerne un ingrandimento.

Vito Lecci

Dune marziane

10 gennaio 2010 - 20:01 | In Astrofisica | 6 Commenti

Dune su Marte

Oggi vorrei condividere con voi questa bellissima immagine di Marte, ripresa dalla sonda Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), attualmente in orbita marziana.

Il surreale paesaggio che vedete è una distesa di dune di sabbia nella regione settentrionale del pianeta.

Qui, in inverno, le dune sono ricoperte da uno strato di ghiaccio secco (CO2) che, al calore dei primi raggi primaverili, sublima lasciando nude le dune sottostanti.

Durante questo processo può accadere che alcune creste di sabbia franino verso il basso, orgininando le striature scure che vedete in foto.

Non so voi, ma la prima impressione che ho avuto io è stata quella di un deserto con piccole oasi di vegetazione sparpagliate qua e là.

Se l’immagine vi piace potete cliccarci sopra per ottenerne l’alta risoluzione.

Vito Lecci

Scoperta una nuova Super Terra

19 dicembre 2009 - 15:17 | In Astrofisica | 2 Commenti

GJ1214b

Gli astronomi hanno appena scoperto un altro esopianeta, ma al contrario di quelli scoperti finora (come per esempio Corot), pare che questo sia il primo dotato di un’atmosfera.

Si chiama GJ1214b, ed è una Super Terra,  in quanto il suo raggio è pari a 2,7 raggi terrestri, mentre la sua massa è di circa sei volte quella del nostro pianeta.

La sua distanza da noi è di  soltanto 40 anni luce.

Il periodo orbitale di GJ1214b (cioè la durata del suo anno) è di sole 38 ore, questo a causa della sua estrema vicinanza alla sua stella, circa 2 milioni di Km, quindi 75 volte più vicina di quanto lo sia la Terra al nostro Sole.

Questo significa che la sua temperatura superficiale dovrebbe aggirarsi intorno ai 200° C, troppo elevata perchè vi si possa trovare acqua allo stato liquido.

Inoltre i ricercatori hanno rilevato sul pianeta la presenza di un’atmosfera molto densa e spessa che impedirebbe alla luce di arrivare sulla sua superficie, questo escluderebbe quindi che ci possano essere forme di vita, almeno come quelle a cui siamo abituati a pensare noi…

Vito Lecci

Una cucciolata stellare fotografata da Herschel

18 dicembre 2009 - 18:05 | In Astrofisica | 2 Commenti

herschel-540

La spettacolare immagine che vedete in questo post è uno dei primi risultati del telescopio spaziale Herschel, lanciato lo scorso 14 maggio dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea).

Con i suoi 3,5 metri di diametro è il più grande telescopio spaziale mai lanciato che, indagando nell’infrarosso, sta fornendo una quantità enorme di informazioni ai ricercatori.

Questa immagine infatti si riferisce ad una popolosa regione della nostra Via Lattea, in prossimità della costellazione dell’Aquila. E’ evidente una ricca presenza di polveri ad una temperatura di -260°C (molto vicino allo zero assoluto).

In questa regione, che inquadra un’area come 16 lune piene, sono presenti una quantità enorme di embrioni stellari nelle diverse fasi della loro gestazione.

Questo è il risultato di un programma osservativo che è appena agli inizi, ma che ha già saputo fornire una solida prova della prolificità della nostra galassia nel forgiare continuamente nuove generazioni di stelle.

Ciò avrà delle enormi ricadute nel miglioramento della nostra comprensione sulla formazione di stelle di tutte le masse, permettendoci anche di capire meglio il processo di formazione dei sistemi planetari come il nostro.

Vito Lecci

Il debutto di VISTA

14 dicembre 2009 - 21:44 | In Astrofisica | 1 Commento

NGC 2024

No, non mi riferisco al noto S.O. della Microsoft, VISTA è l’acronimo di Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy, un nuovissimo telescopio appena entrato in funzione presso l’Osservatorio dell’ESO (European Southern Observatory) sul monte Paranal, in Cile.

Quella che vedete qui è una delle primissime immagini che il telescopio ha prodotto, ritrae la Nebulosa Fiamma (NGC 2024), ubicata in prossimità della Cintura di Orione.

Come vedete le prestazioni di questo nuovo telescopio sono davvero impressionanti. Si tratta di uno specchio da 4,1 m di diametro lavorato in maniera eccellente, ed equipaggiato con 16 rivelatori che lavorano nell’infrarosso, per un totale di 67 milioni di pixel.

VISTA sarà quindi destinato all’esplorazione sistematica del cielo australe nelle lunghezze d’onda dell’infrarosso, eseguendo riprese a largo campo, ognuna delle quali con un’estensione pari a 10 volte quella della luna piena.

Beh, a giudicare da questa premessa, c’è da scommettere che avrà di che meravigliare i nostri occhi per un bel pezzo.

Per ora accontentiamoci di questa splendida immagine che potete scaricare in alta risoluzione cliccandoci sopra.

Vito Lecci

Svelato il mistero dei laghi di Titano

2 dicembre 2009 - 14:58 | In Astrofisica | 2 Commenti

Laghi-di-Titano

Da quando sono stati scoperti dalla sonda Cassini-Huygens (realizzata in sinergia NASA-ESA-ASI) i laghi sulla superficie di Titano, satellite di Saturno, avevano da subito creato un certo stupore.

Essi infatti sono costituiti per la maggior parte da metano allo stato liquido, quindi ad una temperatura al di sotto dei 180°C sotto lo zero. E la cosa curiosa è che essi sono dislocati quasi esclusivamente nell’emisfero settentrionale del satellite, lasciandone quasi completamente priva l’altra metà, che assomiglia ad una landa semidesertica. Questo nonostante la tipologia del terreno sia del tutto simile in entrambi gli emisferi.

E’ stato scoperto che su Titano avvengano cicli climatici con un periodo di 45.000 anni, causati dall’orbita oblunga di Saturno che porterebbe il satellite ad enormi escursioni di temperatura sulla sua superficie.

Ad esempio durante l’estate nel suo emisfero australe la distanza dal sole sarebbe il 12% più breve rispetto alla sua estate boreale. Questo causerebbe l’evaporazione del metano a sud con conseguente trasporto nelle regioni settentrionali (come sta accadendo attualmente).

Questo processo si inverte nel giro di qualche decina di migliaia di anni sovvertendo quindi l’attuale distribuzione dei suoi laghi di metano in favore questa volta delle regioni meridionali.

A quanto pare è stato quindi scoperto un processo di cambiamenti climatici su un altro corpo celeste del sistema solare.

Vito Lecci

Terzan 5, insolito cocktail stellare nel nostro nucleo galattico

30 novembre 2009 - 08:00 | In Astrofisica | 2 Commenti

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E’ stato molto difficile da studiare e da osservare in quanto nascosto dalla spessa coltre di nubi interstellari, all’interno del bulge della nostra Via Lattea.

Tuttavia, grazie al Very Large Telescope dell’ESO che ha indagato nell’infrarosso (unica radiazione capace di attraversare le nubi di polveri), è stato possibile rilevare un ammasso stellare molto particolare, denominato “Terzan 5″.

Al contrario di tutti gli altri ammassi globulari che popolano la nostra Via Lattea, le cui stelle si sono formate tutte nello stesso periodo, Terzan 5 contiene invece stelle formatesi in almeno due momenti differenti, la prima 12 miliardi di anni fa, la seconda 6 miliardi di anni fa.

Inoltre il VLT ha dimostrato anche che l’ammasso è molto più massiccio di quanto si ritenesse in precedenza.

Questo fa pensare che potrebbe essersi trattato di una galassia nana che si sarebbe fusa con la nostra durante le prime fasi della sua vita, andando quindi a contribuire alla formazione del nostro core galattico.

Questa potrebbe essere la prima di una serie di scoperte che potrebbero aiutarci a capire quali siano le origini del bulge delle galassie e quindi anche quello della nostra Via Lattea.

Vito Lecci

Centaurus A: una galassia cannibale

22 novembre 2009 - 16:33 | In Astrofisica | Nessun Commento

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Quella che vedete in questa immagine è la bellissima galassia Centaurus A.

Come si può notare facilmente essa è attraversata da una caratteristica coltre di nubi che l’ha da sempre contraddistinta, donandole un fascino che seppe rapire anche l’astronomo inglese John Herschel, oltre 150 anni fa.

NCG 5125 (l’altro nome di Centaurus A) è la galassia gigante ellittica più vicina a noi, ad una distanza i circa 11 milioni di anni luce, in direzione della costellazione del Centauro.

Grazie alle performanti prestazioni dell’Infrared Space Observatory dell’ESA e successivamente a quelle dello Spitzer della NASA, si è evidenziato come queste  nubi altro non siano che i resti di una piccola galassia che Centaurus A avrebbe fagocitato tra i 200 ed i 700 milioni di anni fa.

Oggi queste immagini sono state rese ancora più nitide, grazie al New Tecnology Telescope dell’ESO ubicato a La Silla, in quanto osservando nel vicino infrasso attraverso vari filtri è stato possibile rimuovere l’effetto schermate delle nubi, mettendo in evidenza la struttura interna di questa galassia e l’esistenza di un denso anello di stelle nascoste dietro la coltre di nubi.

Questo permetterà di comprendere meglio quale sia stato il processo di fisione e quale ruolo quest’ultimo abbia avuto sulla formazione di queste nuove stelle.

Questa nuova tecnica osservativa permetterà di migliorare lo studio e la comprensione della formazione ed evoluzione di queste nubi giganti e quindi anche la comprensione della nascita ed evoluzione delle stelle in esse contenute.

Vito Lecci

Luna: l’acqua c’è !

14 novembre 2009 - 08:23 | In Astrofisica | 4 Commenti

Immagine ripresa dalla LCROSS

Adesso è ufficiale, l’analisi dei dati della sonda LCROSS conferma con certezza la presenza di acqua sulla Luna, almeno nel cratere Cebeus, in prossimità del Polo Sud del nostro satellite, che fu preso di mira dal proiettile che la sonda ha sparato sulla sua superficie. Nell’immagine infatti potete vedere, evidenziato, il pennacchio del “polverone” sollevato dall’impatto.

Dall’analisi di quei detriti è emersa, in maniera inconfutabile, la presenza della preziosa molecola.

Questa ovviamente è soltanto il primo, importante, risultato ottenuto. Tuttavia la mole di dati stessi è enorme e in seguito, continuando nella loro analisi, si potranno ottenere nuove (e speriamo interessanti) informazioni.

Vito Lecci

Un’Isola Sacra tutta marziana

10 novembre 2009 - 17:59 | In Astrofisica, Astronautica | 9 Commenti

Marte: Isola Sacra

Marte: Isola Sacra (prospettiva)Dopo essermi imbattutto in queste spettacolari immagini non ho saputo davvero resistere alla (sana) tentazione di condividerle con voi.

Si tratta del nostro vicino di casa Marte, ripreso dalla sonda europea Mars Express.

La regione nella foto (quella in alto) ha un’estensione di 225×95 km (quindi 21.375 Km2) e si trova tra Kasey Valles, Lunae Planum e Sacra Fossae.

Come vedete dalle immagini si tratta una piccola porzione di un sistema di faglie che si estende per oltre 1.000 Km ed è stato nominato Isola Sacra, come l’isola alla foce del nostro fiume Tevere.

Nell’immagine vedete anche un vecchio cratere di 35 Km di diametro che presenta forti erosioni dovute allo scorrimento delle acque, una volta presenti in abbondanza sul pianeta rosso.

Vorrei informarvi che, oltre all’immagine che vedete in questo post, ce ne sono altre quattro bellissime prospettive, tutte ad altissima risoluzione e tutte disponibili per il download gratuito alla pagina riservata agli iscritti.

Vi assicuro che sono davvero spettacolari. Scaricatele tutte !!!

Vito Lecci

P.S.:

Potete scaricare le immagini ad alta risoluzione alla pagina riservata agli iscritti.

Per chi non fosse già iscritto può farlo, gratuitamente, QUI.

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