Un’Isola Sacra tutta marziana
10 novembre 2009 - 17:59 | In Astrofisica, Astronautica | 9 Commenti
Dopo essermi imbattutto in queste spettacolari immagini non ho saputo davvero resistere alla (sana) tentazione di condividerle con voi.
Si tratta del nostro vicino di casa Marte, ripreso dalla sonda europea Mars Express.
La regione nella foto (quella in alto) ha un’estensione di 225×95 km (quindi 21.375 Km2) e si trova tra Kasey Valles, Lunae Planum e Sacra Fossae.
Come vedete dalle immagini si tratta una piccola porzione di un sistema di faglie che si estende per oltre 1.000 Km ed è stato nominato Isola Sacra, come l’isola alla foce del nostro fiume Tevere.
Nell’immagine vedete anche un vecchio cratere di 35 Km di diametro che presenta forti erosioni dovute allo scorrimento delle acque, una volta presenti in abbondanza sul pianeta rosso.
Vorrei informarvi che, oltre all’immagine che vedete in questo post, ce ne sono altre quattro bellissime prospettive, tutte ad altissima risoluzione e tutte disponibili per il download gratuito alla pagina riservata agli iscritti.
Vi assicuro che sono davvero spettacolari. Scaricatele tutte !!!
Vito Lecci
P.S.:
Potete scaricare le immagini ad alta risoluzione alla pagina riservata agli iscritti.
Per chi non fosse già iscritto può farlo, gratuitamente, QUI.
La galassia Girandola del Sud, in tutto il suo splendore
9 novembre 2009 - 18:40 | In Astrofisica | 1 CommentoOggi vorrei proporvi questa bellissima immagine della Galassia Girandola del Sud, conosciuta anche come M83 oppure NGC 5236.
Si tratta di una magnifica ripresa fatta dall’Hubble Space Telescope che, come vedete, sta dando risultati strepitosi dopo l’ultima missione di manutenzione dello scorso maggio.
Nella galassia è possibile notare una quantità sterminata di stelle neonate, che si formano a velocità molto maggiore che nella nostra Via Lattea, e moltissime altre stelle in diverse fasi della loro evoluzione.
Nell’immagine sono visibili anche un centinaio di ammassi stellari e centinaia di migliaia di singole stelle, la maggior parte supergiganti blu e rosse.
La galassia si trova nella costellazione dell’Idra, a 15 milioni di anni luce da noi. E appena fuori dalla portata dei nostri occhi, ma per chi vuol cimentarsi nell’osservazione al telescopio, appare ben visibile anche attraverso un piccolo strumento, bassissima sull’orizzonte sud, nelle sere primaverili.
Potete cliccare sull’immagine per scaricare l’alta risoluzione.
Vito Lecci
La galassia di Andromeda secondo SWIFT
16 ottobre 2009 - 08:45 | In Astrofisica, Astronomia | 12 CommentiOggi vorrei proporvi questa nuova immagine realizzata dal telescopio spaziale Swift.
Si tratta della galassia M31, o galassia di Andromeda, nell’omonima costellazione. E’ uno degli oggetti più estesi visibili anche ad occhio nudo dal nostro emisfero, a patto di trovarsi sotto cieli il più possibile bui, limpidi, liberi da inquinamento luminoso.
Questa immagine, della dimensione di 200.000 per 100.000 anni luce, è stata ottenuta nell’ultravioletto alla risoluzione massima mai raggiunta fino ad oggi. Si tratta della composizione di 330 diverse riprese.
La galassia, che fa parte del Gruppo Locale, insieme alla nostra Via Lattea, dista circa 2.200.000 anni luce e si sta avvicinando a noi alla folle velocità di 260-300 Km al secondo.
Eh si… siamo proprio in rotta di collisione…
Vito Lecci
Un nuovo anello per Saturno
11 ottobre 2009 - 09:04 | In Astrofisica, Astronomia | 4 CommentiUn nuovo, grandissimo, anello è stato scoperto intorno a Saturno grazie al telescopio spaziale Spitzer.
Come potete vedere dall’immagine, si tratta di un anello davvero gigantesco, angolato di 27 gradi rispetto al piano individuato dagli altri anelli, il suo bordo interno dista 6 milioni di Km dal pianeta e si estende fino a 12 milioni di Km da esso. Per percorrere tutta la sua larghezza occorrerebbero 300 pianeti come Saturno schierati uno accanto all’altro.
A dispetto della sua enorme dimensione tuttavia l’anello, formato da minuscole particelle di polvere e ghiaccio, è molto tenue e difficilissimo da individuare nel visibile. Infatti, per scoprirlo, Spitzer ha impiegato i suoi sensibilissimi strumenti che lavorano nell’infrarosso.
La scoperta è avvenuta mentre i ricercatori erano intenti a studiare Phoebe, uno dei satelliti di Saturno, la cui orbita sembrava immersa in un’area “polverosa”, probabilmente generata dall’impatto delle comete con questo piccolo satellite. Questo sarebbe anche in perfetto accordo con una stana anomalia di Iapetus, un altro satellite di Saturno. Questo infatti appariva misteriosamente “velato” da una striatura oscura, rispetto al resto della sua brillantezza.
In effetti Iapetus, come si vede in questa seconda immagine, orbita in senso contrario rispetto alla nube di polveri di cui è composto questo nuovo anello. Tali polveri andrebbero quindi scontarsi, depositandosi, sulla regione di Iapetus che attraversa l’anello stesso, rendendolo, solo in quella regione, meno brillante.
Vito Lecci
Qui si schianterà la sonda LCROSS
17 settembre 2009 - 23:14 | In Astrofisica, Astronautica | 4 CommentiLa NASA ha reso noto il sito in cui la sonda LCROSS sarà fatta schiantare sulla superficie della Luna il prossimo 9 ottobre 2009.
Il prescelto è stato il cratere Cebeus A, in prossimità del polo sud del nostro satellite.
La scelta, raggiunta dopo una serie attente valutazioni da parte dei ricercatori, è dettata dall’alta possibilità che sul fondo di questo cratere, mai toccato dai raggi solari, possa esserci ghiaccio d’acqua.
La sonda scaglierà il suo proiettile “centaur”, che solleverà un bel polverone (è il caso di dire), quindi LCROSS attraverserà la nube di detriti analizzandoli, prima di schiantarsi anch’essa sulla superficie della Luna.
Oltre alla scelta del cratere, anche quella del giorno dell’impatto non è stata casuale. Infatti il 9 ottobre l’illuminazione di quella particolare regione lunare sarà favorevole per consentire l’osservazione del fenomeno anche con i telescopi a terra e con l’Hubble Space Telescope.
Addirittura anche gli astronomi non professionisti potranno seguire l’evento, purchè miuniti di un telescopio di almeno 25-30 cm di diametro. Peccato solo che all’ora dell’impatto qui in Italia saranno le 13:30, sono gli americani quindi i privilegiati per l’osservazione dell’evento… :-/
Vorrà dire che ci accontenteremo di sapere come sarà andata.
Come al solito vi terrò informati.
Vito Lecci
Una Farfalla vola nello Spazio
12 settembre 2009 - 14:10 | In Astrofisica | 13 Commenti
Oggi vi propongo questa bellissima immagine ripresa dall’Hubble Space Telescope in seguito all’ultima missione di manutenzione. L’immagine è stata ottenuta grazie all’utilizzo della camera WFC3 (Wide Field Camera 3), installata sull’HST proprio in quella occasione.
Si tratta della NGC 6302, popolarmente nota come Nebulosa della Farfalla.
E’ una nebulosa planetaria, originata cioè dalla morte e successiva esplosione di una stella che, in questo caso, aveva una massa pari a cinque volte quella del Sole. Quelle che sembrano le sue delicate ali in realtà sono getti di gas, della temperatura di circa 20.000 °C, che si espandono ad una velocità di 96.000 Km/h.
A 2.200 anni dall’esplosione che ha generato la nebulosa, oggi le sue ali si estendono per oltre due anni luce, la metà della distanza che ci separa dalla stella a noi più vicina, la Alpha Centauri.
Essa si trova nella nostra Via Lattea, in direzione della costellazione dello Scorpione, a circa 3.800 anni luce da noi.
Vito Lecci
P.S.:
Potete scaricare le immagini ad alta risoluzione alla pagina riservata agli iscritti.
Per chi non fosse già iscritto può farlo, gratuitamente, QUI.
Stratificazioni marziane
24 agosto 2009 - 14:29 | In Astrofisica | Nessun CommentoOggi vi propongo questa bellissima immagine della regione polare Nord di Marte, scattata dalla sonda MRO della NASA, attualmente in orbita marziana.
Si tratta di una spessa stratificazione di depositi di polvere e ghiaccio che, secondo i ricercatori, potrebbero fornire interessanti informazioni sulle variazioni climatiche avvenute nella storia del pianeta.
Attualmente gli scienziati si interrogano sul tempo necessario per la formazione di questa enorme pila di stratificazioni, con stime che vanno da pochi milioni fino ad un miliardo di anni.
Anche se al momento non è possibile stabilire a quale epoca collocare ognuno di questi livelli, tuttavia la loro analisi potrebbe dare almeno una indicazione delle variazioni climatiche avvenute.
In questa immagine, nella regione a sinistra si vede l’ultimo stato superiore (quello più recente) che dovrebbe essere formato da ghiaccio, invece lo strato sottostante potrebbe essere costituito da polveri.
Nell’immagine potrete notare una enorme fossa che solca significativamente questi strati di sabbia, fino a circa 1000 metri di profondità.
Vito Lecci
P.S.: potete cliccare sull’immagine per averne un ingrandimento
Un enorme buco nero e tante stelle neonate nella NCG 1097
6 agosto 2009 - 13:00 | In Astrofisica | Nessun Commento
Quella che vedete è una foto realizzata dal telescopio spaziale Spitzer, si tratta della Galassia NCG 1097, a 50 milioni di anni luce da noi.
L’immagine mostra dettagli molto interessanti nel centro della galassia, in cui ci sarebbe un buco nero circondato da stelle.
Se cliccate sull’immagine ne otterrete un ingrandimento dove poterete notare l’area del buco nero (in blu), la sua massa sarebbe pari a 100 milioni di volte quella del sole, centinaia di volte quello presente al centro della nostra Via Lattea. Intorno ad esso è presente un’area di intensa formazione stellare (la parte bianca disposta ad anello intorno al buco nero) che, ovviamente, sta destando molto interesse da parte dei ricercatori.
Vito Lecci
Canali piatti su Marte
1 luglio 2009 - 22:04 | In Astrofisica, Astronautica | Nessun Commento
Oggi vi propongo questa bella immagine di Marte, ripresa dalla sonda Mars Reconnissance Orbiter, attualmente in obita marziana.
Si tratta della fiancata del cratere denominato “Monte Elysium”, nell’omonima regione del pianeta, che contiene anche i vulcani Hecates, Tholus e Albor Tholus.
Monte Elyusim è tuttavia quello più giovane fra tutti, sebbene si presume che la sua ultima eruzione risalga a circa 1 miliardo di anni fa, e forse più.
Attualmente è in corso un dibattito tra i ricercatori per capire come queste valli possano essersi formate. Sulla Terra qualcosa di simile può formarsi in seguito a delle piogge particolarmente intense che si perpetuano nel tempo.
Ma in questa immagine, l’assenza di reti di drenaggio ne escluderebbero questa possibilità.
Altra ipotesi da prendere in considerazione è la formazione dovuta a flussi lavici che ne avrebbero scavato un primo solco, le cui pareti poi sarebbero state ampliate da flussi successivi, che ne avrebbero conferito questo particolare aspetto a fondo piatto.
Vito Lecci
Scoperto un oceano salato sulla sesta luna di Saturno
25 giugno 2009 - 08:52 | In Astrofisica, Astronautica | 1 Commento
ENCELADUS, ve lo ricordate? ne abbiamo parlato molte volte in passato, in occasione dei vari flyby della sonda Cassini, attualmente in orbita intorno a Saturno.
Ebbene oramai pare confermato: sul satellite esiste un enorme oceano di acqua salata, proprio come i nostri oceani sulla terra. Certo questo non implica automaticamente la sicura esistenza di vita su Encelado, ma è una notizia davvero intrigante.
Questo importante risultato è la naturale conclusione della mole di dati che la sonda Cassini ha raccolto in occasione dei diversi voli radenti fatti su questa luna.
Ne parlammo in questi precedenti post:
- Arrivate le ultime foto da Enceladus (16/08/2008);
- Nuovo flyby con Enceladus (09/08/2008)
- Nuove da Enceladus (29/03/2008);
- Immagini da Enceladus (15/03/2008);
- Flyby con Enceladus (12/03/2008).
La prova sarebbe attribuibile ai minuscoli grani di sodio individuati nei geyser che, svliluppandosi nel polo sud della luna, vanno poi ad alimentare l’anello E di Saturno, quello più esterno ed anche il più esteso del pianeta.
Già in passato, la presenza di vapore acqueo nei pennacchi epulsi da Enceladus, rivelavano la presenza di acqua nel sottosuolo di Encelado, ciò che non si sapeva era se l’acqua fosse allo stato liquido oppure solido.
Adesso, grazie anche al riscontro dell’alta percentuale di sali disciolti, che determinano quindi un abbassamento crioscopico (del punto di congelamento), si è certi che l’acqua si trovi nello stato liquido.
Bene, secondo me, si tratta di una delle più interessanti scoperte fatte grazie all’ultima missione ad alto costo messa in piedi dalla NASA.
Vito Lecci
Sidereus Nuncius è basato su piattaforma WordPress
Copyright © 2008-2009 Vito Lecci
Tutti i contenuti del sito sono protetti dal diritto d'autore
Questo Blog è proprietà di SIDEREUS di Vito Lecci - P.IVA 03472890759










