Scoperti altri due esopianeti, forse tre

27 agosto 2010 - 22:24 | In Astronomia | 2 Commenti

Kepler-9

Proprio ieri vi riportavo la notizia della scoperta di un nuovo sistema planetario con sette pianeti, nel post dal titolo: “Scoperto un sistema solare simile al nostro“.

Ora invece è appena giunta la notizia che il Telescopio Spaziale Keplero ne ha scoperti altri due intorno ad una stella, denominata kepler-9, simile al nostro sole.

I due nuovi esopianeti, Kepler-9b e 9c, avrebbero una massa di poco inferiore a quella di Saturno ed un periodo orbitale rispettivamente di 19 e 38 giorni.

Entrambi sono stati scoperti analizzando la curva di luce della loro stella, che si abbassa quando un pianeta transita davanti ad essa. Questo significa che ci troviamo approssimativamente sul piano orbitale dei due pianeti appena scoperti.

Ora però i ricercatori stanno lavorando ad un’altra, appena percettibile, fluttuazione della luminosità della stella Kepler-9. Si pensa infatti che la causa della fluttuazione sia da ricondursi al transito di una nuova super-terra, un pianeta che dovrebbe avere un diametro pari a circa  1,5 diametri terresti, con un periodo orbitale di 1,6 giorni.

Occorrono però ulteriori osservazioni per confermare o smentire questa ipotesi. Ne sapremo di più prossimamente.

Vito Lecci

Scoperto un sistema solare simile al nostro

26 agosto 2010 - 10:35 | In Astronomia | Nessun Commento

HD10170

E’ l’n-mo sistema solare scoperto fino ad oggi, ma questo, a differenza di tutti gli altri, appare molto simile al nostro.

La stella, dal nome HD10180, è molto simile al nostro sole e, come se non bastasse, è circondata da ben 7 pianeti, uno dei quali di taglia terrestre.

Di questi nuovi pianeti extrasolari 5 sono di massa simile a quella di Nettuno (tra 13 e 25 masse terrestri), 1 è di taglia simile a quella di Saturno (circa 65 masse terrestri) e l’ultimo ha una massa di solo 1,4 masse terrestri (il più piccolo scoperto finora), ma è così vicino alla sua stella che il suo anno dura soltanto 1,18 giorni terrestri.

Questo nuovo sistema solare, scoperto grazie al telescopio da 3,6 metri di La Silla, in Cile, si trova ad una distanza di 170 anni luce da noi, in direzione della costellazione  dell’Hydrus (il serpente marino), visibile nell’emisfero australe.

L’estrema vicinanza di questo pianeta alla sua stella, certamente non lo renderà appetibile per la ricerca di eventuali forme di vita extraterrestri, tuttavia rimane molto importante il risultato conseguito dai ricercatori nell’individuarlo, nonostante la sua minuscola dimensione.

Questo infatti significa che il continuo evolvere della tecnologia di cui disponiamo presto ci permetterà di scovare altri pianeti simili al nostro, magari questa volta alla distanza “giusta” dalla rispettiva stella.

Aspettiamo fiduciosi… :)

Vito Lecci

La Luna si sta restringendo

25 agosto 2010 - 09:39 | In Astrofisica, Astronomia | Nessun Commento

Scarpata lunare

Questa è la nuova, sconvolgente, realtà che la sonda LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter), attualmente in orbita lunare, ha messo a nudo sul nostro unico satellite naturale.

Finora si è sempre pensato che la contrazione della Luna, dovuta al suo progressivo raffreddamento, sia avvenuta in larga misura nel suo lontanissimo passato, poco dopo la sua formazione. Dalle ultime scoperte pare invece che tale processo sia ancora attualmente in atto.

Scarpata lunareLRO avrebbe infatti fotografato moltissime scarpate che metterebbero in evidenza come alcune regioni della Luna siano spofondate di almeno un centinaio di metri. La prova della recente formazione di questi cedimenti è fornita da alcuni giovani crateri ubicati a ridosso delle scarpate e che sarebbero stati semidistrutti nel cedimento del terreno. Questo proverebbe quindi che tali scarpate siano ancora più giovani.

In effetti i sismografi installati sulla Luna, in occasione delle missioni Apollo, avevano registrato dei movimenti tellurici, attribuiti agli impatti delle meteoriti sul suolo lunare. Ora però si pensa che una parte di quell’attività sismica possa essere stata causata proprio dalla formazione di queste scarpate.

Ora i ricercatori proveranno a confrontare le immagini riprese nelle varie missioni Apollo con quelle, recentissime, della LRO, allo scopo di appurare l’eventuale “evoluzione” avvenuta in questi ultmimi 40 anni.

Siamo sempre stati abituati a pensare al nostro astro della notte come un oggetto estremamente tranquillo e statico. Adesso invece fa un certo effetto pensare che sia in realtà in costante evoluzione e che, probabilmente, la Luna che hanno visto i nostri vicini antenati, non sia esattamente quella che vediamo noi oggi…

Vito Lecci

Appuntamento con le stelle cadenti d’Agosto

9 agosto 2010 - 08:41 | In Astronomia, Eventi Astronomici | 10 Commenti

Siamo arrivati anche quest’anno al consueto, quanto atteso, appuntamento con la notte delle “stelle cadenti”, che una volta si attribuiva alla Notte di San Lorenzo, quindi quella del 10 Agosto.

Oggi però, a causa della precessione degli equinozi, tale data si è spostata avanti nel tempo di due giorni, quindi il clou dell’evento in realtà si manifesterà proprio la notte tra il 12 ed il 13 agosto.

Lo spettacolo è da attribuirsi alla nube di detriti disseminati nello spazio dalla cometa Swift-Tuttle. Quando, in questo periodo dell’anno, la Terra attraversa questa nube di detriti, i piccoli sassolini e ciottoli di cui essa è composta, entrano nella nostra atmosfera e bruciano a causa dell’attrito con essa. La bellissima scia che lasciano dietro di sè prende il nome di Meteora, conosciuta anche, impropriamente, come Stella Cadente.

In quella notte la Terra avanza in direzione della costellazione del Perseo, quindi proprio da questa costellazione sembrano provenire tutte le meteore che, per questo motivo, prendono il nome di Perseidi.

Quest’anno si preannuncia un’attività abbastanza copiosa e dovremmo essere in grado di scorgere almeno 100 meteore l’ora nel momento del massimo di attività, che dovrebbe verificarsi tra le 01:00 fino alle 05:00 del 13 Agosto.

Tuttavia consiglierei di alzare gli occhi al cielo anche nei giorni immediatamente vicini. Io infatti, già da qualche giorno sto notando un certo aumento dell’attività meteorica, e molte delle scie che ho visto hanno una direzione compatibile con quella delle Perseidi.

Consigli per l’osservazione

La costellazione del Perseo in queste notti appare in direzione Nord-Est, quindi leggermente a destra della Stella Polare.

Per osservare quindi le perseidi rivolgetevi verso nord, ma anche verso est o verso ovest andrebbe ancora bene. L’importante è non rivolgersi a Sud dove non potrebbero mai apparire nel cielo.

Consiglio caldamente di allontanarsi il più possibile dai centri abitati e dall’inquinamento luminoso prodotto dalle illuminazioni artificiali delle città.

Va benissimo in piena campagna oppure vicino al mare.

Quest’anno saremo molto favoriti dall’assenza della Luna che non ci disturberà quindi con il bagliore. Essa infatti, illuminata solo per l’11% tramonterà già alle 20:53 circa.

Vi auguro una Buona Osservazione!

Vito Lecci

Un pianeta supertempestoso

30 giugno 2010 - 08:00 | In Astrofisica, Astronomia | Nessun Commento

hd209458b

Si chiama HD209458b e si trova ad una distanza di 150 anni luce da noi, in direzione della costellazione di Pegaso. Si tratta di un esopianeta con massa pari al 60% di quella di Giove.

Tuttavia, al contrario di Giove, che è ben lontano dal Sole, HD209458b si trova a soli 7,5 milioni di Km dalla sua stella, molto più vicina di quanto lo siamo noi stessi dalla nostra (la Terra dista 150 milioni di Km dal Sole).

Questa estrema vicinanza dell’esopianeta, unita al fatto che esso mostra sempre la stessa faccia alla sua stella (come succede per la Luna intorno alla Terra) costringe il suo lato illuminato a raggiungere temperature di circa 1.000 °C, mentre l’altra faccia rimane sempre freddissima.

Questa estrema differenza di temperatura scatena delle tempeste i cui venti raggiungono spaventose velocità che oscillano dai 5.000 ai 10.000 Km orari.

Questa strabiliante scoperta è stata fatta grazie all’utilizzo del CIRES, un potente spettrografo installato sul Very Large Telescope dell’ESO, che ha reso possibile anche l’individuazione di una consistente presenza di carbonio sul pianeta, proprio come riscontrato anche su Giove e Saturno.

Probabilmente lo strumento potrebbe aiutare i ricercatori a studiare anche l’atmosfera di altri pianeti simili alla Terra e capire se vi possano essere condizioni favorevoli alla vita.

Vito Lecci

Aggiornamento sulla cometa C/2009 R1 McNaught

20 giugno 2010 - 15:40 | In Astronomia, Eventi Astronomici | Nessun Commento

Cometa McNaught di Danilo PivatoCari amici,
continua la corsa della cometa McNaught nella sua orbita parabolica intorno alla nostra stella.

Potete trovarla sempre in direzione Nord-Est e sempre più bassa sull’orizzonte.
Attualmente si trova poco al di sopra della luminosa Capella, nella costellazione dell’Auriga. Questo significa che sorge nella seconda metà della notte, per rimanere visibile per poche ore prima dell’alba.

Purtroppo nei giorni a venire si abbasserà sempre più e, benchè la sua magnitudine dovrebbe aumentare, tuttavia la sua sempre maggiore vicinanza al sole ne comprometterà seriamente la visibilità.

Siccome per i lettori del mio blog voglio il meglio, ho inserito qui a lato una delle più belle immagini attualmente disponibili su questa cometa. Si tratta di una ripresa, fatta proprio ieri notte, dal bravissimo Danilo Pivato, uno dei migliori astroimager italiani, che ringrazio per avermi permesso di pubblicare qui la sua foto.

Ovviamente sul sito di Danilo potrete trovare tutte le immagini che ha realizzato sulla McNaught ed a risoluzione decisamente maggiore. Ecco il relativo link: http://www.danilopivato.com/solar_system/comets/c2009_r1_mcnaught/c2009_r1_mcnaught.htm

Vi ricordo che per osservarla sarebbe opportuno allontanarsi il più possibile dall’inquinamento luminoso delle città e trasferirsi in aperta campagna e, se possibile, in quota.

Buona osservazione !

Vito Lecci

Scoperto un nuovo pianeta extrasolare

11 giugno 2010 - 04:25 | In Astrofisica, Astronomia | Nessun Commento

Beta Pictoris b

Beta Pictoris è una giovane e massiccia stella della costellazione del pittore, ad una distanza di 60 anni luce da noi, è il 75% più grande del nostro Sole, ed ha un’età di appena 12 milioni di anni (la nostra stella ne ha 4,5 miliardi).

E’ proprio intorno a Beta Pictoris che i ricercatori hanno scoperto un nuovo pianeta, denominato “Beta Pictoris b”, che orbita ad una distanza compresa tra 8 e 15 Unità Astronomiche dalla sua stella, grazie all’utilizzo del telescopio da 8,5 metri di diametro dell’ESO (European Southern Observatory).

Il pianeta ha una massa pari a circa 9 volte quella di Giove, si tratta quindi di un gigante gassoso. Questo dimostrerebbe quindi come questo genere di pianeti possano formarsi in tempi molto brevi, nel giro di pochi milioni di anni, intorno a stelle massicce.

Al conrario di tutti gli altri pianeti extrasolari scoperti finora, Betà Pictoris è il più promettente caso di pianeta gassoso che potrebbe essersi formato alla stessa maniera dei pianeti giganti del nostro sistema solare. Il suo studio quindi potrebbe essere molto prezioso per migliorare la comprensione del sisema in cui viviamo.

Vito Lecci

Cometa in arrivo (C/2009 R1)

8 giugno 2010 - 15:35 | In Astronomia, Eventi Astronomici | 2 Commenti

Cometa C 2009 R1 McHaught - Immagine di Erik BryssinckCari amici,

vi informo che una nuova, simpatica, cometina attualmente sta solcando il nostro cielo, si tratta della c/2009 R1 McNaught, la 51ma scoperta dall’astronomo scozzere/australiano Robert H. McNaught.

Attualmente la cometa si osserva con difficoltà, sia a causa della sua esigua luminosità, sia perchè sorge nella seconda metà della notte, in direzione Nord-Est. In questa immagine che vi propongo (di Erik Bryssinck) addirittura la coda si scorge con molta difficoltà.

Tuttavia, dai suoi parametri orbitali, si evince che verso il 2 luglio raggiungerà la distanza di soli 60 milioni di Km dal Sole e la sua luminosità dovrebbe salire ad una magnitudine, stimata, di 4 o 5 e la sua coda diventare più pronunciata. Questo significa che dovrebbe essere agevolmente visibile anche ad occhio nudo.

Ovviamente, non mi stanco mai di ripeterlo, le comete sono astri particolarmente bizzarri ed imprevedibili. Potrebbe quindi diventare molto più luminosa delle previsioni fatte finora, oppure potrebbe anche essere vero il contrario.

In ogni caso noi staremo con gli occhi aperti per seguirla passo-passo, lungo tutto il suo viaggio nelle notti stellate.

Appena mi sarà possibile cercherò di fornirvi qualche immagine aggiornata dell’astro chiomato.

A presto.

Vito Lecci

P.S.: inserito aggiornamento (20 Giugno 2010)

Arriva lo sciame meteorico delle Quadrantidi

2 gennaio 2010 - 14:24 | In Astronomia, Eventi Astronomici | 5 Commenti

Meteora

Cari Amici,

iniziamo alla grande questo Nuovo Anno solare con uno sciame meteorico che dovrebbe allietare i nostri occhi proprio in queste sere.

Si tratta delle Quadrantidi, uno sciame generato dai detriti disseminati nello spazio dall’asteoride  2003 EH1.

Sebbene questo sciame sia visibile nei giorni che vanno dall’1 al 5 gennaio, in realtà il clou sarà nella notte fra il 3 ed il 4. In particolare a partire dalle 20:00 del 3 gennaio, fino alle 02:00 del 4.

Il riadiante di questo sciame si trova nella ex costellazione del Quadrante Murale, che oggi non esiste più. Fu una costellazione ideata da Jerome de Lalande in onore di questo utile strumento astronomico (il quadrante murale appunto), che si trovava tra la costellazione di Boote e quella dell’Orsa Maggiore.

Purtroppo alle 20:00 il radiante sarà ancora sotto l’orizzonte, quindi vedremo un numero minore di scie, ma esso poi sorgerà sopra l’orizzonte, in direzione Nord-Est, dopo la mezzanote, quando la Luna inizierà ad infastidirci un pò col suo bagliore.

In ogni caso val la pena di darci uno sguardo.

Buon divertimento.

Vito Lecci

Luna Blu con eclisse la notte di Capodanno

27 dicembre 2009 - 20:49 | In Astronomia, Eventi Astronomici | 13 Commenti

Eclisse parziale di Luna del 2008Quest’anno, astronomicamente molto denso, si concluderà in bellezza col fenomeno della Luna Blu, proprio nella notte del 31 dicembre.

Al contrario del fenomeno della Luna Rossa, in cui effettivamente la luna appare rossastra in seguito ad un eclisse totale di Luna, il fenomeno della Luna Blu invece non comporta alcuna variazione cromatica del nostro astro della notte.

Il termine Luna Blu, derivato dall’anglosassone Blue Moon, sta semplicmente a indicare due lune piene nell’arco dello stesso mese. Infatti in questo mese di dicembre abbiamo avuto una luna piena lo scorso 2 dicembre, l’altra sarà appunto la notte del 31.

E’ un fenomeno abbastanza raro, accade circa una volta ogni due anni e mezzo. L’ultima si è verificata nel giugno del 2007, la prossima solo nell’agosto del 2012.

Quest’anno però la nostra luna blu sarà macchiata di un pizzico di nero, e questa volta si tratta proprio di un’allusione cromatica.

Infatti la notte del 31 dicembre 2009 si verificherà un’eclisse parziale di Luna. Il nostro astro quindi NON si immergerà completamente nell’ombra del nostro pianeta, ma solo un piccolo lembo ne sarà interessato, appena l’8%.

L’immagine che vedete si riferisce all’eclisse parzile del 2008, tuttavia quella di queste sere sarà molto meno accentuata, appena percettibile.

Di seguito vi indico gli orari dell’evento:

  • ore 18:16 (ora italiana) la luna inizia il suo ingresso nella fase di penombra (il lievissimo calo della sua luminosità sarà davvero impercettibile);
  • ore 19:52 la luna inizia il suo ingresso nel cono d’ombra (inizierà a scomparire una piccola parte di essa);
  • ore 20:23 fase di centralità (la luna apparirà come leggermente “morsicata”);
  • ore 20:54 la luna uscirà completamente dal cono d’ombra;
  • ore 22:31 la luna uscira completamente dal cono di penombra (fine dell’evento).

Non sarà proprio il più bello spettacolo che la Natura può offrirci, ma credo sia simpatico concludere l’anno con questo appuntamento astronomico.

Buon divertimento.

Vito Lecci

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