Solstizio d’Inverno 2009

20 dicembre 2009 - 15:45 | In Astronomia, Eventi Astronomici | Nessun Commento

Danilo Pivato: Solstizio d'InvernoFoto del Solstizio d’Inverno scattata da Danilo Pivato

Eccoci giunti al consueto appuntamento col Solstizio d’Inverno, il giorno più corto dell’anno, il 21 dicembre.

In questa occasione il Sole raggiunge la sua minima altezza nel cielo, trovandosi al di sotto dell’Equatore Celeste di circa 23° 27′. Questo per noi si traduce in una presenza cronologicamente più breve della nostra stella nel cielo.

Il 21 dicembre 2009 il Sole sorge alle 07:37* e tramonta alle 16:44*, quindi rimane sopra l’orizzonte soltanto per 9 ore e 07 minuti.

A questo punto qualcuno potrebbe rimanere perplesso ripensando al famoso adagio:

Santa Lucia il giorno più breve che ci sia

In realtà nel giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre, effettivamente accade che il Sole tramonti prima, alle 16:41*, quindi con 3 minuti di anticipo rispetto al giorno del solstizio. Tuttavia, in quello stesso giorno, il sole è sorto 6 minuti prima, alle 7:31*. Quindi nell’arco della giornata del 13 dicembre 2009 il Sole è rimasto sopra l’orizzonte per 9 ore e 10 minuti, cioè 3 minuti in più rispetto al giorno del solstizio, che si conferma come il giorno più corto dell’anno.

Vito Lecci

(*) l’ora è espressa per il meridiano di Roma.

Scoperta una nuova Super Terra

19 dicembre 2009 - 15:17 | In Astrofisica | 2 Commenti

GJ1214b

Gli astronomi hanno appena scoperto un altro esopianeta, ma al contrario di quelli scoperti finora (come per esempio Corot), pare che questo sia il primo dotato di un’atmosfera.

Si chiama GJ1214b, ed è una Super Terra,  in quanto il suo raggio è pari a 2,7 raggi terrestri, mentre la sua massa è di circa sei volte quella del nostro pianeta.

La sua distanza da noi è di  soltanto 40 anni luce.

Il periodo orbitale di GJ1214b (cioè la durata del suo anno) è di sole 38 ore, questo a causa della sua estrema vicinanza alla sua stella, circa 2 milioni di Km, quindi 75 volte più vicina di quanto lo sia la Terra al nostro Sole.

Questo significa che la sua temperatura superficiale dovrebbe aggirarsi intorno ai 200° C, troppo elevata perchè vi si possa trovare acqua allo stato liquido.

Inoltre i ricercatori hanno rilevato sul pianeta la presenza di un’atmosfera molto densa e spessa che impedirebbe alla luce di arrivare sulla sua superficie, questo escluderebbe quindi che ci possano essere forme di vita, almeno come quelle a cui siamo abituati a pensare noi…

Vito Lecci

Una cucciolata stellare fotografata da Herschel

18 dicembre 2009 - 18:05 | In Astrofisica | 2 Commenti

herschel-540

La spettacolare immagine che vedete in questo post è uno dei primi risultati del telescopio spaziale Herschel, lanciato lo scorso 14 maggio dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea).

Con i suoi 3,5 metri di diametro è il più grande telescopio spaziale mai lanciato che, indagando nell’infrarosso, sta fornendo una quantità enorme di informazioni ai ricercatori.

Questa immagine infatti si riferisce ad una popolosa regione della nostra Via Lattea, in prossimità della costellazione dell’Aquila. E’ evidente una ricca presenza di polveri ad una temperatura di -260°C (molto vicino allo zero assoluto).

In questa regione, che inquadra un’area come 16 lune piene, sono presenti una quantità enorme di embrioni stellari nelle diverse fasi della loro gestazione.

Questo è il risultato di un programma osservativo che è appena agli inizi, ma che ha già saputo fornire una solida prova della prolificità della nostra galassia nel forgiare continuamente nuove generazioni di stelle.

Ciò avrà delle enormi ricadute nel miglioramento della nostra comprensione sulla formazione di stelle di tutte le masse, permettendoci anche di capire meglio il processo di formazione dei sistemi planetari come il nostro.

Vito Lecci

Il debutto di VISTA

14 dicembre 2009 - 21:44 | In Astrofisica | 1 Commento

NGC 2024

No, non mi riferisco al noto S.O. della Microsoft, VISTA è l’acronimo di Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy, un nuovissimo telescopio appena entrato in funzione presso l’Osservatorio dell’ESO (European Southern Observatory) sul monte Paranal, in Cile.

Quella che vedete qui è una delle primissime immagini che il telescopio ha prodotto, ritrae la Nebulosa Fiamma (NGC 2024), ubicata in prossimità della Cintura di Orione.

Come vedete le prestazioni di questo nuovo telescopio sono davvero impressionanti. Si tratta di uno specchio da 4,1 m di diametro lavorato in maniera eccellente, ed equipaggiato con 16 rivelatori che lavorano nell’infrarosso, per un totale di 67 milioni di pixel.

VISTA sarà quindi destinato all’esplorazione sistematica del cielo australe nelle lunghezze d’onda dell’infrarosso, eseguendo riprese a largo campo, ognuna delle quali con un’estensione pari a 10 volte quella della luna piena.

Beh, a giudicare da questa premessa, c’è da scommettere che avrà di che meravigliare i nostri occhi per un bel pezzo.

Per ora accontentiamoci di questa splendida immagine che potete scaricare in alta risoluzione cliccandoci sopra.

Vito Lecci

Arrivano le stelle cadenti di dicembre

12 dicembre 2009 - 17:05 | In Astronomia, Eventi Astronomici | 5 Commenti

Orbita Fetonte

Ecco un altro interessante sciame meteorico, tipicamente dicembrino, che allieterà i nostri occhi in queste sere.

Si tatta delle Geminidi in quanto il loro radiante è ubicato nella costellazione dei Gemelli, visibile in queste sere accanto alla più conosciuta costellazione di Orione.

La serata più propizia sarà la notte tra il 13 ed il 14 dicembre e il picco di massima attività è previsto appena prima dell’alba del 14, con un tasso di 120 meteore l’ora.

Quest’anno saremo particolarmente fortunati in quanto la Luna nella sua fase di Novilunio, non disturberà le osservazioni.

Una particolarità di questo sciame è che il corpo progenitore è stato scoperto solo nel 1983 e NON si tratta di una cometa, bensì dall’asteroide Fetonte (3200 Phaethon).

Si tratta di un earth-grazing (o “grattaterra”), uno di quegli asteroidi che potenzialmente potrebbero impattare rovinosamente sul nostro pianeta. Infatti, come mostrato nell’immagine, la sua orbita attraversa quella di Marte, della Terra, di Venere e di Mercurio.

Vito Lecci

Svelato il mistero dei laghi di Titano

2 dicembre 2009 - 14:58 | In Astrofisica | 2 Commenti

Laghi-di-Titano

Da quando sono stati scoperti dalla sonda Cassini-Huygens (realizzata in sinergia NASA-ESA-ASI) i laghi sulla superficie di Titano, satellite di Saturno, avevano da subito creato un certo stupore.

Essi infatti sono costituiti per la maggior parte da metano allo stato liquido, quindi ad una temperatura al di sotto dei 180°C sotto lo zero. E la cosa curiosa è che essi sono dislocati quasi esclusivamente nell’emisfero settentrionale del satellite, lasciandone quasi completamente priva l’altra metà, che assomiglia ad una landa semidesertica. Questo nonostante la tipologia del terreno sia del tutto simile in entrambi gli emisferi.

E’ stato scoperto che su Titano avvengano cicli climatici con un periodo di 45.000 anni, causati dall’orbita oblunga di Saturno che porterebbe il satellite ad enormi escursioni di temperatura sulla sua superficie.

Ad esempio durante l’estate nel suo emisfero australe la distanza dal sole sarebbe il 12% più breve rispetto alla sua estate boreale. Questo causerebbe l’evaporazione del metano a sud con conseguente trasporto nelle regioni settentrionali (come sta accadendo attualmente).

Questo processo si inverte nel giro di qualche decina di migliaia di anni sovvertendo quindi l’attuale distribuzione dei suoi laghi di metano in favore questa volta delle regioni meridionali.

A quanto pare è stato quindi scoperto un processo di cambiamenti climatici su un altro corpo celeste del sistema solare.

Vito Lecci

Terzan 5, insolito cocktail stellare nel nostro nucleo galattico

30 novembre 2009 - 08:00 | In Astrofisica | 2 Commenti

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E’ stato molto difficile da studiare e da osservare in quanto nascosto dalla spessa coltre di nubi interstellari, all’interno del bulge della nostra Via Lattea.

Tuttavia, grazie al Very Large Telescope dell’ESO che ha indagato nell’infrarosso (unica radiazione capace di attraversare le nubi di polveri), è stato possibile rilevare un ammasso stellare molto particolare, denominato “Terzan 5″.

Al contrario di tutti gli altri ammassi globulari che popolano la nostra Via Lattea, le cui stelle si sono formate tutte nello stesso periodo, Terzan 5 contiene invece stelle formatesi in almeno due momenti differenti, la prima 12 miliardi di anni fa, la seconda 6 miliardi di anni fa.

Inoltre il VLT ha dimostrato anche che l’ammasso è molto più massiccio di quanto si ritenesse in precedenza.

Questo fa pensare che potrebbe essersi trattato di una galassia nana che si sarebbe fusa con la nostra durante le prime fasi della sua vita, andando quindi a contribuire alla formazione del nostro core galattico.

Questa potrebbe essere la prima di una serie di scoperte che potrebbero aiutarci a capire quali siano le origini del bulge delle galassie e quindi anche quello della nostra Via Lattea.

Vito Lecci

Nuovi passaggi della Stazione Spaziale sopra l’Italia

23 novembre 2009 - 08:00 | In Varie | 5 Commenti

Per quanti di voi sono rimasti affascinati in passato e vogliono rivivere l’esperienza di vedere la ISS (Stazione Spaziale Internazionale) solcare i nostri cieli, vi informo che da domani sera ci saranno una serie di passaggi molto interessanti.

Tutti i passaggi che vi descriverò saranno longitudinali alla nostra Penisola, quindi resteranno visibili da TUTTA l’Italia. L’immagine seguente si riferisce al passaggio del 25 novembre, ma la traiettoria è molto simile anche per gli altri. La parte tratteggiata si riferisce all’ingresso della ISS nell’ombra terrestre, quindi in quel tratto la Stazione Spaziale, pur essendo sopra di noi, non sarà visibile.

Traiettori ISS

Ecco elencati i passaggi, i cui dati provengono dal sito “www.heavens-above.com”:

24 Novembre 2009

Sorge sopra l’orizzonte alle 17:49 in direzione Nord-Ovest

E’ 10° sopra l’orizzonte alle 17:51 in direzione Nord-Ovest

Massima altezza (50°) alle 17:54 in direzione Nord-Nord-Est

Entra nell’ombra alle 19:54 in direzione Nord-Nord-Est

La luminosita sarà di magnitudine -3,1

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25 Novembre 2009

Sorge sopra l’orizzonte alle 18:11 in direzione Ovest-Nord-Ovest

E’ 10° sopra l’orizzonte alle 18:13 in direzione Ovest-Nord-Ovest

Massima altezza (42°) alle 18:16 in direzione Sud-Ovest

Entra nell’ombra alle 18:16 in direzione Sud-Ovest

La luminosita sarà di magnitudine -2,2

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26 Novembre 2009

Sorge sopra l’orizzonte alle 16:58 in direzione Nord-Ovest

E’ 10° sopra l’orizzonte alle 17:00 in direzione Nord-Ovest

Massima altezza (48°) alle 17:03 in direzione Nord-Est

Entra nell’ombra alle 17:07 in direzione Est-Sud-Est

La luminosita sarà di magnitudine -3,1

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27 Novembre 2009

Sorge sopra l’orizzonte alle 17:20 in direzione Ovest-Nord-Ovest

E’ 10° sopra l’orizzonte alle 17:22 in direzione Ovest-Nord-Ovest

Massima altezza (46°) alle 17:25 in direzione Sud-Ovest

Entra nell’ombra alle 17:30 in direzione Sud-Est

La luminosita sarà di magnitudine -2,3

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29 Novembre 2009

Sorge sopra l’orizzonte alle 16:29 in direzione Ovest-Nord-Ovest

E’ 10° sopra l’orizzonte alle 16:31 in direzione Ovest-Nord-Ovest

Massima altezza (50°) alle 16:34 in direzione Sud-Ovest

Scende sotto i 10° di altezza alle 16:37 in direzione Sud-Est

Tramonta alle 16:39 in direzione Sud-Est

La luminosita sarà di magnitudine -2,3

Tutti gli orari sono riportati nella nostra Ora Locale, ma sono riferiti al mio Parco di Salve (LE). Tuttavia, con buona approssimazione, sono validi per tutta la nostra Penisola.

Ci tengo a sottolineare la particolare luminosità di questi passaggi, soprattutto quelli del 24 e del 26 che con una magnitudine di -3,1 porterà la Stazione Spaziale ad essere l’oggetto più luminoso del cielo, addirittura più luminoso di Giove (mag. -2,35) ben visibile in tutte queste sere.

Vi ricordo che, se volete, potrete cimentarvi in qualche semplice foto per riprendere la “strisciata” dei vari passaggi. A questo proposito qualche immagine commentata, che potrete utilizzare come spunto, potrete trovarla nell’articolo: “Ecco le foto della Stazione Spaziale“.

Buona visione !

Vito Lecci

Centaurus A: una galassia cannibale

22 novembre 2009 - 16:33 | In Astrofisica | Nessun Commento

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Quella che vedete in questa immagine è la bellissima galassia Centaurus A.

Come si può notare facilmente essa è attraversata da una caratteristica coltre di nubi che l’ha da sempre contraddistinta, donandole un fascino che seppe rapire anche l’astronomo inglese John Herschel, oltre 150 anni fa.

NCG 5125 (l’altro nome di Centaurus A) è la galassia gigante ellittica più vicina a noi, ad una distanza i circa 11 milioni di anni luce, in direzione della costellazione del Centauro.

Grazie alle performanti prestazioni dell’Infrared Space Observatory dell’ESA e successivamente a quelle dello Spitzer della NASA, si è evidenziato come queste  nubi altro non siano che i resti di una piccola galassia che Centaurus A avrebbe fagocitato tra i 200 ed i 700 milioni di anni fa.

Oggi queste immagini sono state rese ancora più nitide, grazie al New Tecnology Telescope dell’ESO ubicato a La Silla, in quanto osservando nel vicino infrasso attraverso vari filtri è stato possibile rimuovere l’effetto schermate delle nubi, mettendo in evidenza la struttura interna di questa galassia e l’esistenza di un denso anello di stelle nascoste dietro la coltre di nubi.

Questo permetterà di comprendere meglio quale sia stato il processo di fisione e quale ruolo quest’ultimo abbia avuto sulla formazione di queste nuove stelle.

Questa nuova tecnica osservativa permetterà di migliorare lo studio e la comprensione della formazione ed evoluzione di queste nubi giganti e quindi anche la comprensione della nascita ed evoluzione delle stelle in esse contenute.

Vito Lecci

Una notte da Leonidi

16 novembre 2009 - 08:38 | In Astronomia, Eventi Astronomici | 22 Commenti

Leonidi 2001

Cari Amici,

come promesso torno ad informarvi su uno spettacolare evento che si verificherà domani notte, si tratta dello sciame meteorico delle Leonidi.

A differenza delle Perseidi di agosto e delle Tauridi, che abbiamo visto in queste scorse sere, le Leonidi hanno il loro radiante nella costellazione del leone, da cui quindi sembrano provenire tutte quante.

Si tratta dei detriti generati dalla cometa Tempel-Tuttle che, disseminati nello spazio, entreranno in contatto con la nostra atmosfera che li surriscalderà dando origine a delle splendide scie luminose e colorate, come quelle nell’immagine in alto, che si riferiscono alla “tempesta di meteore” del novembre 2001.

Il clou di questo evento cade nella notte tra il 17 ed il 18 novembre e, per il 2009, il picco di massima attività è previsto per le 22:50 (ora italiana) del 17 novembre.

Quest’anno saremo favoriti dall’assenza della Luna, il cui bagliore quindi non disturberà l’osservazione, occorre solo considerare che la costellazione del leone sorgerà verso la mezzanotte, quindi dopo l’ora prevista per il picco massimo. Questo non significa che non vedremo alcuna scia, ma che probabilmente saranno avvantaggiate nell’osservazione Cina e India.

Anzi, io suggerirei di proseguire l’attività osservativa anche nel cuore della notte perchè le sorprese sono sempre in agguato.

Per una osservazione più proficua vi consiglio di scegliervi un posticino tranquillo, lontano dall’inquinamento luminoso prodotto dall’illuminazione artificiale delle città, e volgere il vostro sguardo a Est. E’ da qui infatti che vedremo sorgere il radiante dello sciame.

Buona osservazione !

Vito Lecci

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